Il Mulino Franceschini, in via Cavour, è stato un punto di riferimento per la vita agricola ed economica di Stimigliano. Per circa 45 anni ha accompagnato la storia produttiva di Stimigliano.
Un impianto produttivo all’avanguardia
Per oltre quarant’anni, in via Cavour, il Mulino Franceschini ha rappresentato uno dei punti di riferimento dell’attività produttiva di Stimigliano. Gestito dall’omonima famiglia, il mulino rimase attivo dal 1925 al 1970, accompagnando per decenni la vita agricola ed economica del paese.
Fin dalla sua nascita, l’impianto si distingueva per la modernità delle attrezzature, in linea con i progressi tecnici che, agli inizi del Novecento, stavano trasformando il settore molitorio. A testimonianza di questo livello tecnologico vi è un atto notarile del 1949, stipulato dai fratelli Igino e Simeone Franceschini, nel quale viene riportata la descrizione dell’impianto così come risultava nel 1931:
“[…] era dotato di un macchinario brevetto Bagnoli originale ad asse passante, completo di ogni particolare accessorio, con puleggia fissa, di un motore elettrico Ganz di potenza HP 9.6 poli 4, periodi 45 V 200 con reostato, alitte, bulloni e pulegge. […] Il mulino appartiene alla 2ª categoria, 8 hamper, munito di 2 pale con buratto per farina abburattata […]”.
Questo documento restituisce l’immagine di un impianto tecnicamente avanzato per l’epoca, dotato di macchinari elettrici e di sistemi di lavorazione capaci di garantire una produzione efficiente e di buona qualità.

A destra l’espansione degli anni ’60 (Google Earth)
Nel corso degli anni la gestione del mulino passò attraverso diverse fasi. Dal 1925 al 1941 fu condotto da Igino Franceschini, mentre durante gli anni difficili della Seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1945, l’attività venne affidata in affitto a Carlo Polozza fu Claudio. Nel 1949 la gestione tornò direttamente alla famiglia Franceschini con i fratelli Igino e Simeone, e negli anni Sessanta furono Remigio ed Ezio Franceschini a portarne avanti l’attività.
La presenza del mulino è attestata anche da importanti pubblicazioni dell’epoca. Compare infatti nell’Annuario italiano agricoltura-industrie-commerci-arti e professioni d’Italia e colonie del 1932, così come nella celebre Guida Monaci, una raccolta commerciale, scientifica e artistica dedicata a Roma e alla sua provincia, ideata nel 1870 da Tito Monaci. Nell’edizione del 1941, la guida restituisce un interessante spaccato della realtà sociale ed economica di Stimigliano, tra cui figura anche il mulino elettrico per cereali Franceschini.


Dal punto di vista produttivo, l’impianto poteva macinare tra gli 8 e i 10 quintali di sfarinato al giorno, raggiungendo una produzione annua di circa 1.000 quintali. Il mulino era dotato di due macine del diametro di 1,20 metri: una destinata alla lavorazione del grano e l’altra agli altri cereali.
Alla fine degli anni Cinquanta, la ditta Franceschini attraversò una fase di cambiamento: invece di rinnovare la licenza per la macinazione per conto terzi, decise di convertirla ad uso privato, dedicandosi alla lavorazione di cereali destinati principalmente al settore zootecnico.
Nel 1960 l’attività tornò alla macinazione tradizionale, ma con una novità importante: venne affiancato un secondo impianto, situato a breve distanza dal primo. Questo ampliamento permise di aumentare sensibilmente la capacità produttiva, arrivando a circa 50 quintali di sfarinato al giorno.
Nonostante questi tentativi di rinnovamento, il mulino cessò definitivamente la propria attività nell’agosto del 1970. Con la sua chiusura si concluse una lunga stagione della storia economica locale. Oggi non rimangono più tracce degli antichi impianti, ma il ricordo del mulino Franceschini continua a vivere nella memoria del paese e nei documenti che ne testimoniano l’importanza nella vita quotidiana di Stimigliano.
FONTI
- Segni del Lavoro – I siti industriali in Bassa Sabina tra agricoltura e industria dal XVIII al XX seolo, Fondazione Nenni e Associazione Eolo (Edizioni Espera – 2019)
- Guida Monaci (1941)
- Annuario italiano agricoltura-industrie-commerci-arti e professioni d’Italia e colonie (1932)




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