Tra le pagine più affascinanti della storia di Stimigliano vi è certamente quella che lega il nostro borgo a Papa Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici. Sebbene la documentazione disponibile non consenta di stabilire con assoluta certezza tutte le date e le circostanze dei suoi soggiorni, numerosi indizi storici, politici e familiari rendono estremamente plausibile una sua presenza frequente nel castello degli Orsini di Stimigliano durante gli anni del pontificato.
Un Medici con sangue Orsini
Per comprendere il rapporto tra Leone X e Stimigliano occorre partire dalla genealogia. Il pontefice era figlio di Lorenzo il Magnifico e di Clarice Orsini, appartenente a uno dei più illustri rami della potente casata romana.
Il rapporto tra Leone X e Stimigliano quindi non fu solo quello di un semplice pontefice ospite di una famiglia nobiliare. Si trattò piuttosto di un legame profondo, alimentato da vincoli di sangue, interessi politici e passioni personali che resero il feudo sabino degli Orsini una sorta di residenza privilegiata lontano dalla complessità della Roma rinascimentale.
Giovanni de’ Medici era, a tutti gli effetti, legato agli Orsini anche per linea materna. Ad accoglierlo a Stimigliano era suo cugino di primo grado, il cardinale Franciotto Orsini, signore del feudo e figura di primo piano della nobiltà romana.

Stimigliano non rappresentava dunque una semplice tappa durante gli spostamenti papali, ma una dimora familiare, un luogo sicuro nel quale il pontefice poteva circondarsi di persone fidate e allontanarsi dalle tensioni della capitale.
Le grandi “parate” di Leone X nella Sabina
Le cronache del tempo e i diari dei maestri delle cerimonie pontificie descrivono gli spostamenti di Leone X come autentici cortei regali.
Quando il Papa lasciava Roma per dirigersi verso la Magliana o verso i territori sabini degli Orsini, si muoveva accompagnato da una corte spettacolare composta da cardinali, dignitari, letterati, musicisti, artisti e giullari. Al seguito viaggiavano intere mute di cani da caccia accuratamente selezionati e, in alcuni casi, persino animali esotici destinati a stupire ospiti e nobili locali.
Le fonti ricordano la presenza di leopardi, pantere e soprattutto del celebre elefante bianco Annone, dono diplomatico del re del Portogallo, al quale Leone X era particolarmente affezionato. Gli spostamenti del pontefice assumevano così il carattere di vere e proprie manifestazioni itineranti della magnificenza medicea.
La grande passione per la caccia
Se vi è un elemento che accomuna tutte le testimonianze relative ai soggiorni sabini di Leone X, questo è senza dubbio la sua incontenibile passione per la caccia.
Sembra proprio per questo che Papa Leone X è stato sicuramente a Stimigliano per una stagione di caccia (ci passava in quest’attività almeno tre mesi l’anno) come ci è anche ricordato dalla sala dove campeggia, in atto di omaggio, lo stemma mediceo (Sala dei Festoni conosciuta anche come Sala dei Ricevimenti)

Le ampie boscaglie della Valle del Tevere e dei territori circostanti Stimigliano offrivano un ambiente ideale per battute che potevano protrarsi per giorni. Il pontefice amava cavalcare, inseguire la selvaggina e trascorrere molte ore all’aria aperta.
Non si trattava soltanto di un passatempo. Il suo medico personale, il celebre Galeazzo di Santa Sofia, gli consigliava regolarmente attività fisica, vita all’aperto e lunghe cavalcate come rimedio per alleviare i problemi di salute che lo affliggevano, tra cui una dolorosa fistola e altre patologie aggravate dalla crescente obesità.
In questo contesto Stimigliano, con i suoi boschi e la sua posizione strategica, rappresentava una vera e propria medicina naturale per il pontefice.

Un rifugio dopo la congiura del cardinale Petrucci
Accanto alle motivazioni personali e familiari, vi erano anche importanti ragioni politiche.
Nel 1517 Leone X dovette affrontare una delle più gravi crisi del suo pontificato: la congiura guidata dal cardinale Alfonso Petrucci, accusato di aver partecipato a un complotto che prevedeva persino l’avvelenamento del Papa tramite un medico compiacente.
La scoperta della congiura provocò arresti, processi ed esecuzioni che alimentarono un clima di forte tensione all’interno della Curia romana.
In quegli anni i feudi degli Orsini nella Sabina costituivano un ambiente assai più tranquillo e protetto rispetto a Roma. Difesi da uomini d’arme fedeli e immersi in un territorio ricco di boschi e vallate, offrivano al pontefice il luogo ideale dove ritirarsi temporaneamente, continuando nel contempo a esercitare il governo della Chiesa.
Gli ultimi anni e il “regno” della Magliana
Con il passare degli anni le condizioni fisiche di Leone X peggiorarono sensibilmente. Le fonti raccontano di una progressiva perdita della vista e di problemi motori dovuti al sovrappeso, tanto che il pontefice arrivò a rinunciare quasi completamente alle cavalcate che tanto aveva amato.
La rinuncia più dolorosa fu proprio quella della caccia.
Per continuare a coltivare questa passione introdusse allora nella sua residenza della Magliana la pratica della falconeria. Dalle logge della villa seguiva le evoluzioni dei rapaci utilizzando un monocolo da vista e investendo somme ingenti nel mantenimento di falchi e falconieri.
A questo progetto partecipò direttamente appunto il cugino Franciotto Orsini. Studi recenti condotti dalla storica dell’arte Anna Cavallaro hanno individuato documenti di pagamento che attestano spese considerevoli sostenute per la realizzazione di una “gàbara”, una grande voliera destinata ad ospitare palombi, gazze e aironi impiegati nell’addestramento dei rapaci.
In quegli anni Leone X mostrò una crescente riluttanza a tornare stabilmente a Roma, al punto da trasferire spesso uffici e funzionari presso la Magliana. Non è raro trovare nei documenti pontifici la formula latina Datum in villa nostra Manliana, ossia “emanato nella nostra villa della Magliana”, a testimonianza dell’importanza che questa residenza assunse nell’ultima fase del suo pontificato.
Franciotto Orsini, il signore di Stimigliano
Figura centrale di questa vicenda è senza dubbio il cardinale Franciotto Orsini (1473-1534), signore di Stimigliano, Monterotondo e San Polo.
La sua biografia sembra quella di un personaggio uscito da un romanzo rinascimentale.
Nato nel ramo orsino di Monterotondo, trascorse la giovinezza a Firenze grazie ai rapporti che univano gli Orsini ai Medici dopo il matrimonio tra Clarice Orsini e Lorenzo il Magnifico. Qui studiò insieme al cugino Giovanni de’ Medici sotto la guida di maestri d’eccezione, tra cui Angelo Poliziano.
Prima di intraprendere la carriera ecclesiastica fu un valoroso condottiero. Partecipò alle guerre che insanguinarono l’Italia centrale e combatté duramente contro le forze di Cesare Borgia, venendo addirittura catturato due volte e riuscendo ogni volta a salvarsi.
A differenza di molti cardinali del tempo, Franciotto ebbe una regolare vita familiare. Sposò Violante Orsini di Mugnano e generò cinque figli legittimi. Solo dopo la morte della moglie intraprese la carriera ecclesiastica.
Nel 1517 il cugino Leone X lo elevò alla dignità cardinalizia, consolidando ulteriormente il peso politico della famiglia Orsini all’interno della corte pontificia.
Il rinnovamento del castello di Stimigliano
Proprio negli anni dell’ascesa di Leone X e di Franciotto Orsini, l’antica rocca medievale di Stimigliano iniziò la sua trasformazione in una prestigiosa residenza rinascimentale.
La presenza frequente del pontefice e il favore della corte medicea contribuirono ad accrescere il prestigio del feudo, favorendo interventi architettonici e decorativi di grande rilievo.
Ancora oggi nelle sale del palazzo è possibile osservare gli stemmi dei Medici e degli Orsini affiancati. Le celebri sei palle medicee compaiono accanto alla rosa e alle sbarre della casata orsina, una testimonianza araldica ancora visibile del rapporto privilegiato tra le due famiglie.
Anche il ciclo decorativo interno, attribuito alla scuola degli Zuccari e realizzato nei decenni successivi, rappresenta in qualche misura l’eredità di quella stagione di prosperità e prestigio inaugurata durante il pontificato di Leone X.
L’ipotesi Baldassarre Peruzzi
Un ulteriore elemento di interesse riguarda la possibile partecipazione di Baldassarre Peruzzi al progetto di trasformazione del castello.
Non esistono documenti che consentano di attribuire con certezza all’architetto senese il progetto del palazzo di Stimigliano. Tuttavia numerosi studiosi ritengono plausibile il suo coinvolgimento sulla base dei rapporti che legavano Peruzzi agli Orsini negli stessi anni.

Tra il 1517 e il 1519 l’architetto lavorò infatti per diversi membri della famiglia, intervenendo in importanti residenze come quelle di Roma, Bomarzo e Pitigliano. Sarebbe quindi perfettamente coerente pensare che anche Franciotto Orsini si sia rivolto a lui per modernizzare la propria dimora sabina.
A sostegno dell’ipotesi vengono citate le eleganti proporzioni geometriche del cortile, la raffinata organizzazione degli spazi interni e la capacità di integrare armoniosamente una struttura medievale preesistente con il linguaggio architettonico del Rinascimento.
Come in altre opere di Peruzzi, la severità esterna della fortezza convive con una sorprendente ricerca di equilibrio, simmetria e prospettiva negli ambienti interni.
Un capitolo prestigioso della storia di Stimigliano
Che Leone X abbia soggiornato nel castello degli Orsini con continuità o soltanto in occasioni particolari, una cosa appare certa: il legame tra il pontefice mediceo, la famiglia Orsini e Stimigliano fu profondo e duraturo.
Le testimonianze araldiche, i rapporti di parentela, il ruolo di Franciotto Orsini nella corte pontificia e il prestigio raggiunto dal palazzo tra XVI e XVII secolo costituiscono indizi convergenti di una relazione che contribuì a segnare la storia del paese.
Passeggiando oggi tra le sale del Palazzo Orsini, è ancora possibile immaginare l’arrivo della corte papale, il rumore degli zoccoli dei cavalli nel cortile, i falchi addestrati per la caccia e l’eco di quel Rinascimento che, per qualche stagione, fece di Stimigliano un piccolo ma significativo centro del mondo mediceo.
Fonti
- Stimigliano nella Storia (Alberto Comaschi, 2010)
- Wikipedia – Franciotto Orsini
- Wikipedia – Papa Leone X
- Wikipedia – Baldassarre Peruzzi
- Studio Pinci – Castello Orsini
- Leone X: la corte dei Medici ritorna alla Magliana


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