Dizionario – N


N’ì [n’ì] contr.

1.È la contrazione di Ne Hai.

Me n’ì datu troppo
(Me ne hai dato troppo)


Nacquàre [nac-quà-re] v.

1.Aggiungere acqua a vino o liquori.2.Dare acqua alle colture, Annaffiare, Irrigare

So vinu è nacquàtu
(Questo vino è stato tagliato con dell’acqua)

È natu a nacqua’
(È andato ad annaffiare l’orto)


Nnàre [nnà-re] v.

1.Andare.2.Appartarsi.

Nnàmo via su
(È ora di andare)

È nnàtu co a fija de Michelina
(Si è appartato con la figlia di Michela)


Nàsca [nà-sca] s.f.

1.Naso molto pronunciato.

Co sa nàsca
(Con quel naso)


Nnboccàre [nboc-cà-re] v.

1.Prendere una strada, imboccare.2.[fig.] Entrare a far parte di qualcosa

Nbocca stu vicolo che famo prima
(Passa attraverso questo vicolo per accorciare la strada)

So nboccato all’ATAC
(Mi hanno assunto all’ATAC)


Ncargàre [n-car-gà-re] v.

1.Incalcare. Forzare qualcosa dentro un contenitore, uno spazio ridotto.

A forza de ncargàlli ce so centrati
(Li ho fatti entrare a forza)


Nciuccàre [n-ciuc-cà-re] v.

1.Ubriacare

Su vino te nciucca
(Questo vino ha una forte gradazione alcolica)


Ncollàre [n-col-là-re] v.

1.Prendere in mano un oggetto generalmente pesante, Caricare, Staccare da terra.2.Scontrarsi, Investire.

Ncollàte se du cassette de mele
(Prendi le due cassette di mele)

S’è ncollàto u paletto
(Si è scontrato contro il palo)


Ncùlare [ncù-la-re] v.

1.Fregare, Imbrogliare o anche Vincere.2.Sodomizzare, anche [fig.] Rimproverare.

M’ha nculato a carte
(Ha vinto la partita a carte)

Se lo so nculato
(È stato rimproverato in maniera decisa)


Nfràttàre [n-fràt-tà-re] v.

1.Nascondere qualcosa. 2.Nascondersi, generalmente per amoreggiare. 3.Appartarsi.

Se l’è infrattati
(Li ha nascosti, rubati)

Se so nfrattati co a maghìna
(Si sono appartati con la macchina)


Nì [nì] s.m.

1.Vezzeggiativo del lessico famigliare, per lo più rivolto a bambini. Nino. Piccolino.2.Utilizzato anche per indicare il maiale, Nino. Maialino.

Vijè da nonna tua Nì
(Vieni dalla tua nonna piccolino)

Li governatu u ni(no)?
(Hai accudito il maiale?)


Nisba [ni-sba] s.f.

1.Niente, Nulla di fatto. Indica qualcosa non andato a buon fine o non presente.

Nisba!
(Non c’è niente da fare!)


Nòvu [nò-vu] agg.

1.Nuovo

Su fonu è nòvu
(È un phon nuovo)


Ntoccàto [n-toc-cà-to] s.m.

1.Scemo, Fuori di testa, Toccato.

Quellu è mezzo ntoccàto
(Quel tipo è matto)


Ntruju [ntru-ju] s.m.

1.Intruglio, pasticcio.2. Miscuglio di ingredienti medicinali spesso di natura erboristica e imprecisata atti a medicare o alleviare dolore. 3. A volte, pozione. 4.Al plurale è spesso riferito a cibo spazzatura come patatine fritte, caramelle, lecca-lecca, gelati, merendine. Oppure all’introduzione, nella cucina tradizionale, di innovazioni non ben accette quali salse o ingredienti ritenuti poco genuini come cibi in scatola, liofilizzati, etc.

Che è su ntrujio?
(Cosa è questo pasticcio?)

M’ha messu unu ntruju su u ginocchio e poi me l’ha legatu co na garza.
(Mi ha medicato il ginocchio con una miscuglio di cose per poi fasciarmelo con della garza)

Te magni tutti sti ntruji e poi non ceni
(Mangi tutti queste zozzerie che ti faranno passare la fame ma ti fanno male)


Nzecchìtu [nzec-chì-tu] agg.

1.Indica dimagrimento. Dimagrito in maniera importante.

Nun magni, ti si nzecchìtu troppo
(Mangi troppo poco e ti sei dimagrito esageratamente)


Nzieme [nzie-me] avv. e s.m.

1.Può indicare compagnia o convivenza. 2.Oggetto di considerazione complessiva. Visione complessiva di qualcosa.

Stanno nzieme
(Sono fidanzati)

Un nzieme de schifezze
(Un insieme di cose cattive)


Nzurdàre [nzur-dà-re] v.

1.Insultare.

Sta poesia è nu nzurdu ai veri poeti
(Questa poesia è un insulto ai veri poeti)


Nzurfàre [nzur-fà-re] v.

1.Inzolfare. Cospargere di zolfo.

Tocca nzurfa’ a vigna
(Bisogna dare lo zolfo alle viti)


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