Tag: Dialetto

  • Dizionario Stimiglianese-Italiano

    Dizionario Stimiglianese-Italiano

    Il Dialetto Stimiglianese appartiene ai dialetti mediani italiani ed è caratterizzato dalla metafonesi Sabina, che si attesta su un vocalismo a quattro gradi, in cui -u finale si continua o si è conguagliata in -o, la metafonesi è determinata dalle vocali finali -u ed -i: ad esempio si ha paése, ma al plurale paìsi, mòrta ma al maschile mórtu, apèrta ma apértu, rúsciu ma róscia, issu ma éssa e così via.

    A

    B

    C

    D

    E

    F

    G

    H

    I

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    Z

  • Dizionario – A

    Dizionario – A


    Accappótare [ac-cap-pót-ta-re] v.

    Cappottare, Ribaltare.

    S’è accappóttato co a maghìna
    (Si è ribaltato con la macchina)


    Acìtu [a-cì-tu] s.m.

    Prodotto della fermentazione acetica del vino. Aceto. [fig.] Può indicare anche persona stizzita o incollerita.

    Nella ìnzalata mettice l’acìtu
    (Condisci l’insalata con l’aceto)

    Ha presu d’acìtu
    (Si è stizzito)


    Acquantu [ac-quan-tu] avv.

    Da poco, Appena.

    È acquantu natu via
    (È appena andato via)


    Agguàstate [ag-guà-sta-te] interiez.

    1.Esclamazione di sorpresa, accomunabile ad Accidenti. La lettera esse in questo caso è pronunciata in maniera marcata ricordando il tipico suono emesso per chiedere silenzio (Shhhh)

    Agguàstate quanto magni!
    (È incredibile quanto riesci a mangiare!)


    Allàzzato[al-làz-za-to] s.m.

    1.Melmoso. Di terreno.

    I pian i se so’ allazzati
    (La piana del tevere è completamente melmosa)


    Ammazzasomàri [am-maz-za-so-mà-ri] s.m.

    Calabrone dalle striature rossastre o arancioni che marcano l’addome. Il nome è attribuito in quanto più punture contemporanee possono arrivare ad uccidere l’animale.

    Oh che ammazzasomàri che gira
    (Un grosso calabrone si aggira per l’aria)


    Andru [an-dru] pron.

    1.Altro, Diverso, Differente da qualcuno o qualcosa genericamente inteso a cui si fa riferimento esplicito o non. 2.Altro, ancor uno (in aggiunta al primo o ai precedenti)
    3.[iron.] Utilizzato per sottolineare richieste fin troppo esigenti.

    Non pija’ su coltellu pija quell’andru
    (Non prendere questo coltello, usa l’altro)

    Li ‘saggiatu u pollastru? Voi l’andru?
    (Hai assaggiato il pollo? Ne vuoi dell’altro?)

    Nient’andru?
    (Non ti sembra di aver già chiesto troppo?)


    Annite [an-nì-te] s.f.

    [scherz.] Età avanzata, Vecchiaia.

    Non sta male, c’ha solo l’annìte
    (Non ha nessuna malattia, è solo questione di vecchiaia)


    Apparecchio [ap-pa-rec-chio] s.m.

    Aeroplano. Anche dispositivo di correzione dentale. Apparecchio dentale.

    Pe ‘na a Milano a preso l’apparecchio
    (Per andare a Milano ha viaggiato in aereo)

    C’aveva i denti storti e s’è messa l’apparecchio
    (Per correggere la dentatura ha utilizzato un apparecchio dentale)


    Appiccìcùme [ap-pic-cì-cù-me] s.m.

    Indica eccessivo attaccamento soprattutto detto di persone. Può indicare anche giornata Afosa. Umidità.

    Che è tuttu su appiccìcume?
    (Come mai tutto questo attaccamento?)

    Oggi ce sta n’appiccìcume
    (Oggi è davvero una giornata afosa)


    Assògna [as-sò-gna] s.f.

    Strato adiposo del maiale da cui si ricava lo strutto. Sugna.

    Es. Quanta assògna su porchettu, sa lu stuttu che ce famo
    (Il maiale è molto grasso, ne ricaveremo molto struttu)


  • Dizionario – Z


    Zaganella [za-ga-nel-la] s.f.

    1.Lagna, Lamento.2.Masturbazione maschile. Pippa.3.[fig.] Può indicare sfida o denigrazione di un atteggiamento.

    E basta co sa zaganella
    (Smettila con questa lagna)

    Fatte na zaganella
    ( … )

    Me fai na zaganella
    (Non mi fai paura)


    Zélla [zél-la] s.f.

    1.Sporcizia, Sudiciume.2.A volte usato per indicare anche Sfortuna. Jella.

    Quellu porta a zélla addossu
    (È un tipo che non cura l’igiene personale)

    Lascialu perde che porta zélla
    (Meglio stare alla larga perché porta sfortuna)


    Zighìnu [zi-ghì-nu] s.m.

    1.Decespugliatore.

    Me presti u zighìnu pe taja l’erba
    (Mi presteresti il decespugliatore per tagliare l’erba)


    Zuzzàre [zuz-zà-re] v.

    1.Sporcare, Insozzare.

    M’i zuzzatu tuttu u bagnu
    (Hai sporcato tutto il bagno)


    Zuzzu [zuz-zu] s.m. o agg.

    1.[agg.] Sporco. Indica anche Osè, Pornografico.2.[s.m.] Sporco, di persona poco pulita. Anche Zuzzone.

    Guardi sempre si filme zuzzi
    (Passi il tempo a guardare film porno)

    È nu zuzzu de prima categoria
    (È una persona dalla poca igiene personale)


  • Dizionario – V


    Varzu [var-zu] s.m.

    1.Intreccio delle piante di grano per realizzare la legatura dei covoni.

    Prepara u varzu pe lega’ i govoni
    (Prepara la legatura per i covoni)


    Ventresca [ven-trè-sca] s.f.

    1.Pancetta di maiale.

    Famo du spaghetti co a ventrèsca
    (Prepariamo gli spagetti con la pancetta)


    Vesparu [ves-pa-ru] s.m.

    1.Nido di vespe. Vespaio.

    Ce sta un vesparo grossu come un cocommeru
    (C’è un vespaio molto grande)


    Vinghìata [vin-ghìa-ta] s.f.

    1.Colpo sferrato con un vinghio (vinco). [per est.] anche cintata o frustata.Es.

    Si non te ne vai te do na vinghìata
    (Se non mi lasci stare finisce che ti frusto)


    Vinghiu [vin-ghiu] s.m.

    1.Vimine.

    L’ho legatu co u vinghiu
    (Ho fatto una legatura con un vimine)


    Vitàre [vi-tà-re] v.

    1.Avvitare.

    Vita su tappu
    (Avvita il tappo)


    Vordarécchio [vor-da-réc-chio] s.m.

    1.Aratro a doppia faccia. Aratro voltarecchio.

    Monta u vordarécchio che è tempo de ara’
    (Monta l’aratro voltarecchio perché dobbiamo arare il campo)


  • Dizionario – U


    Urdìmu [ur-dì-mu] agg. e sost. m.

    1.Ultimo

    Si rivato urdìmu
    (Ti sei piazzato all’ultimo posto)


  • Dizionario – T


    Tanfa [tan-fa] s.f.

    1.Puzza.

    Che è sa tanfa?
    (Da dove viene questa puzza?)


    Tichiu [tir-chio] s.m.

    1.Persona poco propensa a spendere denaro o a condividere qualcosa di proprio. Avaro.

    Guàstate quantu si tirchiu
    (Sei davvero una persona avara)


    Tòcca [toc-ca] v.

    1.Utilizzato per indicare una Necessità, Bisogno.

    Te tocca anna’ da u medicu
    (È necessario che tu vada a farti visitare da un medico)


    Traja [tra-ja] s.f.

    1.Carro senza ruote ma con slitte di legno. Utilizzato generalmente il fico per la sua resistenza all’attrito.

    Lega a traja
    (Attacca il carro con le slitte ai buoi)


    Tritticare [trit-ti-ca-re] v.

    1.Tremolare.2.Mancare di equilibrio stabile. Traballare.

    Su regazzino c’ha un dente che je trittica
    (Il dente di questo bambino tremola)

    Sà sedia trittica
    (Questa sedia traballa)


    Tróccu [tróc-cu] s.m.

    1.Contenitore del cibo per maiali, Trogolo.

    U maiale satollu ribbarda u trocco
    (Il maiale quando è sazio rivolta il trogolo)


    Tróscia [tró-scia] s.f.

    1.Pozzanghea. 2.Buca quadrata, scavata in terra.

    Ha piovuto e la strada è piena de trosce
    (Dopo la pioggia è pieno di pozzanghere)


  • Dizionario – S


    Sa [sà] agg. pron. dim.

    1.[aferesi] questa, contrazione di ‘sta.

    Pija sà giacchetta
    (Prendi questa giacca)


    Saccòccia [sac-còc-cia] s.f.

    1.Tasca.

    Mess’è bucata la saccòccia di pantaloni
    (Ho la tasca dei pantaloni bucata)


    Sargiccia [sar-gic-cia] s.f.

    1.Salsiccia.

    Coci se sargiccie
    (Cucina le salsicce)


    Sarvia [sar-via] s.f.

    1.Salvia.

    Bella sà pianta de sarvia
    (La tua pianta di salvia è cresciuta molto)


    Satòllu [sa-tòl-lu] agg.

    1.Sazio di cibo.

    Doppu sà magnata so satòllu
    (Dopo aver mangiato così tanto sono sazio)


    Scoppàre [scop-pà-re] v.

    1.Scoppiare.

    M’è scoppata una gomma della maghina
    (È scoppiata una gomma alla mia macchina)


    Scùcchia [scùc-chia] s.f.

    1.Mento molto pronunciato.

    Oh che scùcchia che porta!
    (Ha un mento molto sporgente!)


    Sdegnare [sde-gna-re] v.

    1.Spremere.

    Me so sdegnato u ceculu!
    (Ho spremuto il foruncolo)


    Sèllaru [sèl-la-ru] s.m.

    1.Sèdano

    Ne a panzanella mettece pure un po’ de sèllaru
    (Nella panzanella aggiungi del sedano)


    Sérrécchìu [sér-réc-chìu] s.m.

    1.Falcino.

    Pija u sérrécchìu e da’ na botta a quess’erba
    (Prendi il falcino e togli l’erba che è cresciuta)


    Sfraciare [sfra-cia-re] v.

    Sbattere contro qualcosa o qualcuno. Sfracellare, Schiantare.

    S’è sfraciatu contro u palu
    (È andato a schiantarsi contro il palo)


    Sfràgnere [sfrà-gne-re] v.

    1.Spremere, Schiacciare qualcosa. 2.[minacc.] A volte qualcuno.3.Schiantarsi contro qualcosa o qualcuno. Schiantarsi.

    Sfràgni i pummidori pe a panzanella
    (Schiaccia i pomodori da mettere nella panzanella)

    S’è sfragnatu contro u palu
    (È andato a schiantarsi contro il palo)


    Smògnere [smò-gne-re] v.

    1.Strizzare, Spremere.

    Smògni su stracciu.
    (Strizza lo straccio)


    Sórfa [sór-fa] s.f.

    1.Ripetizione lagnosa, Tiritera, Cantilena.

    Sempre la solita sórfa
    (È sempre la stessa cantilena)


    Spàraciu [spà-ra-ciu] s.m.

    1.Erba perenne delle Liliacee Asparagacee, con grosso rizoma da cui spuntano germogli eduli. Asparago.2.Persona molto alta e generalmente magra. Spillungone.

    Oggi magnamo e fettuccine co i spàraci
    (Oggi mangeremo fettuccine con gli asparagi)

    Si cresciutu come nu spàraciu
    (Sei diventato uno spillungone)


    Spassarellu [spas-sa-rel-llu] s.m.

    1.Passatempo, Gioco.

    Te piace su spassarellu
    (Ti diverti con questo gioco)


    Sperèlla [spe-rèl-la] s.f.

    1.Gen. Posto esposto al sole dove riscaldarsi nelle fredde giornate invernali.

    Mettemoce a sperella
    (Spostiamoci al sole)


    Stavòrde [sta-vòr-de] avv.

    1.Stavolta, in questa occasione.

    Ch’i ricombinatu stavòrde?
    (Cosa hai combinato stavolta?)


    Stiàffu [stiàf-fu] s.m.

    1.Colpo inferto a mano aperta, Schiaffo.

    Se continui a fa u stupidu te do nu stiàffu
    (Se continui a infastidirmi ti picchierò)


    Stortu [stor-tu] s.m.

    1.Piegato. Storto.2.[fig.] In condizioni pessime a seguito di assunzione di alcol o droghe. Frastornato.

    Sa riga è tutta storta
    (La riga è storta)

    Stamadina sto stortu
    (Stamattina sono frastornato)


    Strollicu [strol-li-cu] s.m.

    1.Mago, Veggente.2.[scherz.] Può indicare un colpo di fortuna nell’indovinare l’esito di un evento futuro.

    De méstiére fa u strollicu
    (Lavora come veggente)

    E che si strollicu!
    (Come hai fatto a indovinare!)


    Su [sù] agg. pron. dim.

    1.[aferesi] questo, contrazione di ‘sto.

    Pija sù quadernu e va a fa i compiti
    (Prendi questo quaderno e va a fare i compiti)


    Surgu [sur-ghu] s.m. [dim.] surghettu

    1.Solco.2 [dim.] Solchetto

    Prepara u surgu pe pianta’ i pommidori
    (Prepara il solco per piantare le piante di pomodoro)


    Spennicare [spen-ni-ca-re] v.

    1.Sporgere.

    S’è spennicato troppu da a finestra e è cascato de sotto
    (Si è sporto troppo dalla finestra finendo per cadere)


  • Dizionario – R


    Raganu [ra-ga-nu] s.m.

    1.Ramarro. 2.[fig.] Indica persona brutta

    Ho vistu un ragano gigante
    (Ho visto un ramarro davvero enorme)

    Me pari un raganu
    (Sei davvero brutto)


    Rambazzu [ram-baz-zu] s.m.

    1.Grappolo di uva.

    Me so magnatu un bellu rambazzu d’uva
    (Ho mangiato un grappo di uva molto grande)


    Rancichire [ran-ci-chi-re] v.

    1.Diventare rancido, inacidire.

    Sa minestra s’è rancichita
    (La minestra è diventata rancida)


    Rancicu [ran-ci-cu] agg.

    1.Rancido.

    Su pomodoru è rancicu
    (Il pomodoro è rancido)


    Recàcciare [re-cac-cia-re] v.

    1.Tirare fuori, Ripescare, Ritrovare.

    Do li recàcciato su giacchettu
    (Dove hai ritrovato questo giubbino)


    Récchia [réc-chia] s.f.

    1.Orecchio.2.[fig.] Piegatura dell’angolo di una pagina di quaderno o libro.3.Al plurale può essere usato anche come rimprovero, esortazione o anche sfottò.

    Na zanzarra m’ha pizzicato prorpiu su na récchia
    (Sono stato punto da una zanzara su un orecchio

    Facce un’andra récchia a su libru
    (Dovresti stare più attendo a non piegare tutte le pagine del libro)

    Non ce senti co se récchie
    (Non vuoi proprio capire come stanno le cose)


    Régazzinu [ré-gaz-zi-nu] s.m.

    1.Ragazzino, bambino

    Pija su règazzinu e portalo a casa
    (Prendi il bambino e portalo a casa)


    Remmonnàre [rém-mon-nà-re] v.

    1.Pulire, riferito a qualcosa di molto sporco.2.Sbucciare, mondare frutta o verdura.

    Tocca remmonnalla sa’ maghina, è zuzza
    (La macchina va ripulita perché è molto sporca)

    Si aranci se remmonnano si?
    (Queste arance si sbucciano facilmente?)


    Rèmponne [rèm-pon-ne] v.

    1.Rimporre, Andare di traverso.

    Su paninu me se rèmpone
    (Non riesco proprio a mangiare questo panino)


    Réppa [rèp-pa] s.f.

    1.Salita, generalmente impervia

    Pe ‘rivacce tocca sali’ suppe a reppa
    (Per arrivare è necessario fare una grande salita)


    Ribbardàre [rib-bar-dà-re] v.

    1.Rivoltare.2.Cappottare

    Ribbarda u materazzu
    (Rivolta il materasso)

    Se so’ ribbardati co a maghina
    (Si sono cappottati con la macchina)


    Riccòjere [ric-cò-je-re] v.

    1.Raccogliere, prendere qualcosa da terra, raccogliere frutta o verdura. A volte còjere

    Riccoji tutti i giocattoli o nun te faccio scappa’
    (Se non sistemi i tuoi giocattoli non potrai uscire)


    Ristéllóne [ri-stél-ló-ne] s. m.

    1.Rastrello da traino per buoi.

    Tacca u ristéllóne ai boi
    (Aggancia il rastrello ai buoi)


    Rivàre [ri-và-re] v.

    1.Giungere a destinazione, Arrivare.2.[scherz.] Può essere usato per indicare qualcuno che propone una soluzione improbabile ad un problema oppure esterna una considerazione scontata.

    A che ora si rivatu?
    (A che ora sei giunto a destinazione?)

    È rivàtu essu
    (Credevi di risolvere così facilmente?)


    Rònca [ròn-ca] s.f

    1.Roncola.

    Ch’i vistu a rònca?
    (Hai visto la roncola?)


    Rònciu [ròn-ciu] s.m.

    1.Falciòla a una mano comunemente usata per recidere l’erba. 2.Giocatore di calcio poco dotato nel palleggio ma anche falloso i cui interventi ricordano, appunto, il movimento della falciata.3.Persona scoordinata e dai movimenti maldestri.

    Potevamo vince co su rònciu in difesa
    (Potevamo vincere senza il difensore scarso)

    Si come u rònciu, t’encarri tuttu
    (Sei completamente scordinato)


    Ruzza [ruz-za] s.f.

    1.Ruggine

    C’hai a ruzza su u cancellu
    (Il cancello sta arruginendo)


  • Dizionario – Q


    Quàne [quà-ne] avv.

    1.Qua.

    A camicia sta quàne
    (La camicia è qua)


    Quarchedunu [quar-che-du-nu] pron. indef.

    1.Frase pronomiale riferita a persona. Qualcheduno, qualcuno.

    Quarchedunu ha vistu la mia giacchetta?
    (Qualcuno sa dove è la mia giacca?)


    Quatrìni [qua-trì-ni] s.m.

    1.Denaro, Quattrini, Soldi.

    Stamo senza quatrìni
    (Non abbiamo soldi)


  • Dizionario – P


    Pàcinu [pà-ci-nu] avv.

    1.Posto non raggiunto dal sole e per questo ancor più freddo nelle giornate invernali.

    Lì l’uva ce fa poco perché sta a pàcinu.
    (La pianta dell’uva fa pochi grappoli perché non gode del giusto clima)


    Pallonaru [pal-lo-na-ru] s.m.

    1.Millantatore, Fanfarone.

    Si un pallonaru de prima categoria
    (Sei un fanfarone)


    Pallucche [pal-luc-che] s.f.

    1.Palle, solitamente di Natale.2.Testicoli.

    Su arbero è pienu de pallucche
    (L’albero di Natale ha molti addobbi)

    M’è rivàta na pallonata su e pallucche
    (Mi hanno colpito i testicoli con una pallonata)


    Pàmpanu [pàm-pa-nu] s.m.

    1.Foglia della vite. Pàmpino.2.[scherz.] Soprattutto al pluare indica grandi Orecchie.

    Sa vite c’ha certi pàmapani che manco l’uva se vede
    (La vite ha delle grosse foglie che nascondono l’uva)

    Ammazza che pàmapani che porti!
    (Hai delle orecchie enormi!)


    Pànonta [pà-non-ta] s.f.

    1.Pane insaporito dalla colatura dei grassi di animali cotti generalmente sulla brace.

    Co si celletti ce famo un po de pànonta
    (Insaporiremo il pane con gli uccelli cotti sulla brace)


    Paru paru [pa-ru pa-ru] avv.

    1.Può indicare quantità, spazio o tempo appena sufficiente. 2.Anche l’avvicinarsi molto al limite di qualcosa. 3.Rientrare in qualcosa per pochissimo.

    Ce nnatu paru paru dentro a tenda
    (È entrato nella tenda per pochissimo)


    Pàssaru [pàs-sa-ru] s.m.

    1.Passero. Uccello comune.

    I passari stannu supra u pino
    (Il pino è pieno di uccelli)


    Pélare [pé-la-re] v.

    1.Verbo che indica qualcosa di molto caldo, che ustiona. Scottare.

    Damme na presetta che sa pentola péla
    (Passami una presina per prendre la pentola che scotta)


    Pellancica [pel-lan-ci-ca] s.f.

    1.Pelle cadente generalmente dovuta a improvviso dimagrimento o alla vecchiaia.

    C’hai tutta pellancica sotto ‘i bracci
    (Hai della pelle cadente sotto le braccia)


    Pèrsicu (anche pèrzicu) [pèr-si-cu] s.m.

    1.Pèsco.2.[scherz.] Si può usare scherzosamente per indicare una certa posizione o un punto di arrivo nel compiere un lavoro o tragitto.E

    Me s’è seccatu u pèrsicu
    (Il pèsco è rinsecchito)

    So rivatu a paru a u pèrsicu
    (Ho fatto abbastanza)


    Pèrsica (anche pèrzica) [pèr-si-ca] s.f.

    1.Frutto del pèsco. Pèsca.2.Pianta delle pèsche. Pèsco.

    Coji du pèrsiche pe pranzo
    (Raccogli qualche pèsca per mangiarle a pranzo)

    Sotto a pèrsica ce stanno du micetti
    (Sotto al pèsco ci sono due gattini)


    Péruzza [pé-ruz-za] s.f.

    1.Qualità di pera dalle dimensioni ridotte. 2.Pera Coscia.

    Bone se péruzze
    (Queste pere sono piccole ma molto buone)


    Pezzone [péz-zo-ne] s.m.

    1.[Accr. di pèzza] Strofinaccio

    Sciuga i bicchieri co u pezzóne
    (Asciuga i bicchieri con lo strofinaccio)


    Piantòne [pian-tò-ne] s.m.

    1.Albero delle olive. Ulivo.

    C’è rimastu de coje su piantòne
    (Dobbiamo ancora raccogliere le olive da questo albero)


    Pistòlu [pi-stò-lu] s.m

    1.Organo sessuale maschile. Pene.

    Mazza che pistòlu su munello
    (Il tuo bambino ha già un pene molto grande)


    Pràtigu [prà-ti-gu] agg.

    1.Persona con capacità, attitudini in un certo campo o situazione. 2.Esperto

    Tu si che si pràticu de computer
    (Sei un esperto di computer)


    Prèscia [prè-scia] s.f.

    1.Fretta.

    Daje che c’ho prèscia
    (Sbrigati perché ho fretta)


    Presétta [pre-sét-ta] s.f.

    1.Presina

    Ho compratu du presétte nòve
    (Ho comprato due presine nuove)


    Prónca [prón-ca] s.f.

    1.Prugna.

    Ricoji du prónche che ce le magnamo
    (Raccogli qualche prugna per mangiarla)


    Pùtria [pù-tria] s.f.

    1.Cimice

    Ottobre è pieno de pùtrie
    (Nel mese di ottobre si possono trovare molte cimici)