Dizionario – P


Pàcinu [pà-ci-nu] avv.

1.Posto non raggiunto dal sole e per questo ancor più freddo nelle giornate invernali.

Lì l’uva ce fa poco perché sta a pàcinu.
(La pianta dell’uva fa pochi grappoli perché non gode del giusto clima)


Pallonaru [pal-lo-na-ru] s.m.

1.Millantatore, Fanfarone.

Si un pallonaru de prima categoria
(Sei un fanfarone)


Pallucche [pal-luc-che] s.f.

1.Palle, solitamente di Natale.2.Testicoli.

Su arbero è pienu de pallucche
(L’albero di Natale ha molti addobbi)

M’è rivàta na pallonata su e pallucche
(Mi hanno colpito i testicoli con una pallonata)


Pàmpanu [pàm-pa-nu] s.m.

1.Foglia della vite. Pàmpino.2.[scherz.] Soprattutto al pluare indica grandi Orecchie.

Sa vite c’ha certi pàmapani che manco l’uva se vede
(La vite ha delle grosse foglie che nascondono l’uva)

Ammazza che pàmapani che porti!
(Hai delle orecchie enormi!)


Pànonta [pà-non-ta] s.f.

1.Pane insaporito dalla colatura dei grassi di animali cotti generalmente sulla brace.

Co si celletti ce famo un po de pànonta
(Insaporiremo il pane con gli uccelli cotti sulla brace)


Paru paru [pa-ru pa-ru] avv.

1.Può indicare quantità, spazio o tempo appena sufficiente. 2.Anche l’avvicinarsi molto al limite di qualcosa. 3.Rientrare in qualcosa per pochissimo.

Ce nnatu paru paru dentro a tenda
(È entrato nella tenda per pochissimo)


Pàssaru [pàs-sa-ru] s.m.

1.Passero. Uccello comune.

I passari stannu supra u pino
(Il pino è pieno di uccelli)


Pélare [pé-la-re] v.

1.Verbo che indica qualcosa di molto caldo, che ustiona. Scottare.

Damme na presetta che sa pentola péla
(Passami una presina per prendre la pentola che scotta)


Pellancica [pel-lan-ci-ca] s.f.

1.Pelle cadente generalmente dovuta a improvviso dimagrimento o alla vecchiaia.

C’hai tutta pellancica sotto ‘i bracci
(Hai della pelle cadente sotto le braccia)


Pèrsicu (anche pèrzicu) [pèr-si-cu] s.m.

1.Pèsco.2.[scherz.] Si può usare scherzosamente per indicare una certa posizione o un punto di arrivo nel compiere un lavoro o tragitto.E

Me s’è seccatu u pèrsicu
(Il pèsco è rinsecchito)

So rivatu a paru a u pèrsicu
(Ho fatto abbastanza)


Pèrsica (anche pèrzica) [pèr-si-ca] s.f.

1.Frutto del pèsco. Pèsca.2.Pianta delle pèsche. Pèsco.

Coji du pèrsiche pe pranzo
(Raccogli qualche pèsca per mangiarle a pranzo)

Sotto a pèrsica ce stanno du micetti
(Sotto al pèsco ci sono due gattini)


Péruzza [pé-ruz-za] s.f.

1.Qualità di pera dalle dimensioni ridotte. 2.Pera Coscia.

Bone se péruzze
(Queste pere sono piccole ma molto buone)


Pezzone [péz-zo-ne] s.m.

1.[Accr. di pèzza] Strofinaccio

Sciuga i bicchieri co u pezzóne
(Asciuga i bicchieri con lo strofinaccio)


Piantòne [pian-tò-ne] s.m.

1.Albero delle olive. Ulivo.

C’è rimastu de coje su piantòne
(Dobbiamo ancora raccogliere le olive da questo albero)


Pistòlu [pi-stò-lu] s.m

1.Organo sessuale maschile. Pene.

Mazza che pistòlu su munello
(Il tuo bambino ha già un pene molto grande)


Pràtigu [prà-ti-gu] agg.

1.Persona con capacità, attitudini in un certo campo o situazione. 2.Esperto

Tu si che si pràticu de computer
(Sei un esperto di computer)


Prèscia [prè-scia] s.f.

1.Fretta.

Daje che c’ho prèscia
(Sbrigati perché ho fretta)


Presétta [pre-sét-ta] s.f.

1.Presina

Ho compratu du presétte nòve
(Ho comprato due presine nuove)


Prónca [prón-ca] s.f.

1.Prugna.

Ricoji du prónche che ce le magnamo
(Raccogli qualche prugna per mangiarla)


Pùtria [pù-tria] s.f.

1.Cimice

Ottobre è pieno de pùtrie
(Nel mese di ottobre si possono trovare molte cimici)


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