foto tratte da L’Aerofototeca Nazionale racconta – GEOmedia n°4-2022 (Laura Castrianni)
Tra le anse del Tevere e le campagne della Sabina, Stimigliano è stata testimone silenziosa di una rivoluzione scientifica.
Qui, tra fine Ottocento e primo Novecento, le imprese del Capitano Maurizio Mario Moris hanno legato per sempre il nome del paese alle origini dell’aeronautica e della fotografia aerea.
Stimigliano protagonista di un’impresa pionieristica
Pochi lo sanno, ma Stimigliano compare nelle prime, straordinarie pagine della storia dell’aeronautica e della fotografia aerea italiana. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, il nostro territorio fu teatro di imprese compiute da uno dei più importanti pionieri del volo: il Capitano Maurizio Mario Moris, ufficiale del Genio Militare, studioso, sperimentatore e uomo di visione.
Tra ascensioni aerostatiche, voli sperimentali e innovazioni tecniche, Stimigliano fu raggiunta e sorvolata da Moris già nel 1895, e successivamente divenne punto chiave di una delle più avanzate operazioni di fotografia aerea mai realizzate all’epoca, lungo il corso del fiume Tevere. Un episodio oggi quasi dimenticato, ma di grande rilievo storico.
Chi era Maurizio Mario Moris, il “padre” dell’Aeronautica italiana
Maurizio Mario Moris nacque in una famiglia di origine piemontese e, dopo la morte del padre, scelse la carriera militare. Ammesso all’Accademia Militare nel 1878, venne assegnato al Genio Militare, arma nella quale avrebbe lasciato un’impronta indelebile.

Nel 1887, promosso capitano, entrò in contatto con il nascente Servizio Aeronautico del Regio Esercito, avviando studi e sperimentazioni sul volo umano. La sua passione lo portò, nel 1894, a realizzare un pallone aerostatico costruito a proprie spese, con il quale effettuò il suo primo volo il 14 novembre, atterrando nell’area di Guidonia, dove anni dopo sarebbe sorta una scuola di pilotaggio.
Nel 1896 fu incaricato di organizzare il Servizio Fotografico dell’Esercito, collocato presso Villa Mellini a Monte Mario. Grazie alla fusione tra aeronautica e fotografia, Moris si dedicò alla fotografia aerea dal pallone e alla fotogrammetria, tanto da essere riconosciuto da molti come il “Padre dell’Aeronautica Italiana”.

Dalle ascensioni al volo su Stimigliano
Mentre organizzava il servizio fotografico militare, Moris continuò a effettuare ascensioni con il pallone aerostatico “Durand de la Penne”.
Tra le imprese più rilevanti si ricordano:
«la discesa su Albano, quella di Viterbo e, il 26 agosto 1895, insieme a Dal Fabbro, quella di Stimigliano».
Questo episodio rappresenta uno dei primi collegamenti aerei documentati con il territorio stimiglianese, inserendolo a pieno titolo nelle sperimentazioni aeronautiche italiane di fine Ottocento.
Il volo del 1908 sul Tevere: da Ponte del Grillo a Stimigliano
L’impresa più straordinaria legata a Stimigliano avvenne nel 1908, quando il Servizio Aerostatico del Genio Militare realizzò il rilievo fotografico di 50 chilometri del corso del Tevere, dal Ponte del Grillo fino a monte di Stimigliano.
Il progetto nacque su incarico del Genio Civile, nell’ambito degli studi per rendere navigabile il Tevere dal mare fino a Orte. Il tratto finale, da Ponte del Grillo a Stimigliano, fu affidato alla sezione aerostatica diretta da Moris.

Si trattò di un’impresa senza precedenti: una vera e propria spedizione fluviale, con una squadra di 12 uomini che, a bordo di uno zatterone attrezzato, risalì il fiume in tre giorni, effettuando dalle sei alle dieci stazioni fotografiche al giorno, per circa un mese.
Perché quel volo fu straordinario: il “ritratto del terreno”
Il rilievo del Tevere del 1908 è considerato una pietra miliare della fotografia aerea mondiale. Le immagini furono scattate da un pallone aerostatico di 65 m³, posto a circa 525 metri di quota, utilizzando un apparecchio fotografico in legno con obiettivo Zeiss.
Il risultato finale fu un fotomosaico di 16 fotografie nel fortmato 24×24, oggi conservato presso l’Aerofototeca Nazionale, che riproduceva il territorio con un realismo inedito. Come scrisse il Capitano Cesare Tardivo:
«fare dall’alto una fotografia che dia un’immagine perfettamente simile a quella del terreno… il ritratto del terreno, anziché un insieme di freddi segni convenzionali».

16 fotogrammi (21×21,5 cm) ottenuti dalla stampa di lastre di vetro originali a contatto (ICCDAFN, Neg. 35860).
Questo rilievo ottenne riconoscimenti internazionali ai Congressi di Fotografia di Bruxelles (1910) e Vienna (1912), dove Moris e i suoi collaboratori furono applauditi come precursori assoluti della fotogrammetria aerea.
Un episodio poco noto, ma di enorme valore storico
A distanza di oltre un secolo, il volo sul Tevere e il ruolo di Stimigliano in questa impresa restano sconosciuti ai più, ma rappresentano un capitolo fondamentale della storia scientifica e militare italiana.
Grazie a Maurizio Mario Moris, Stimigliano è entrata nella storia dell’aeronautica e della fotografia aerea, diventando parte di una delle prime applicazioni concrete del volo al servizio della conoscenza del territorio.

Riscoprire e raccontare questi eventi significa restituire al paese un posto che gli spetta nella memoria storica nazionale e locale, e ricordare che anche un piccolo borgo come il nostro può trovarsi, sorprendentemente, al centro della grande Storia.
Fonti
- Maurizio Mario Moris Padre dell’Aeronautica Militare (1994)
- La Grande Passione per l’Aerotecnica
- L’Aerofototeca Nazionale racconta – GEOmedia n°4-2022 (Laura Castrianni)
- Wikipedia
- Il Corriere dell’Aviatore N. 5-6/2018


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