L’acquedotto consorziale Torri-Stimigliano-Collevecchio

Fontana in via Garibaldi

Le origini del Consorzio per l’acquedotto di Torri, Collevecchio e Stimigliano

Domenica 11 ottobre (1925 n.d.r.)la popolazione tutta era in festa per celebrare con il più fervido entusiamo, il fausto avvenimento della inaugurazione del nuovo acquedotto consorziale Stimigliano – Torri – Collevecchio. Era l’avveramento di un sogno trentennale!” (Terra Sabina – n.10, 1925)

Corteo dei festeggiamenti (11 ottobre 1925)

Le origini del Consorzio

Il primo progetto per la costruzione di un acquedotto per servire Stimigliano era stato elaborato dall’Ing. Petti di Roma e prevedeva di convogliare verso Stimigliano le acque della sorgente Acquara (Torri).

Dopo essere stato costretto ad abbandonare la soluzione per difetto di altimetria, nell’aprile del 1900 l’allora sindaco di Stimigliano, il Cav. Aurelio Bartoli, decise di seguire la soluzione prospettata dal Segretario Comunale, il Cav. Giacomo Manni, che ipotizzava di attingere alle sorgenti di Assora (site in Aspra).

Cav. Giacomo Manni

Rimaneva da affrontare l’ostacolo delle ingenti spese necessarie per coprire la maggiore distanza della fonte e fu in quel momento che nacque l’idea di promuovere un Consorzio.

All’iniziativa si unirono da subito il comune di Torri (Aspra-Torri) e quello di Collevecchio dando vita insieme a Stimigliano, il giorno 8 dicembre 1901, al primo Consorzio affidandone la presidenza ad Aspra (Casperia).

Il progetto dell’acquedotto, affidato all’Ing. Iacobini, fu presentato il 19 marzo del 1904 e trovò subito l’approvazione da parte del Genio Civile. Più difficoltosa si rivelò la costituzione legale del Consorzio, contrastata forse per l’appartenenza, allora, alla Provincia di Perugia.

La Presidenza affidata a Stimigliano

Mappa acquedotto consorziale Torri-Stimigliano-Collevecchio

Diverse peripezie portatono al distacco dal Consorzio del comune di Aspra e alla conseguente presidenza affidata a quello di Stimigliano, nella persona del Cav. Manni, nel maggio del 1912.

Grazie all’intercessione del Cav. Cesare Piacentini, membro della Giunta Provinciale Amministrativa dell’Umbria, venne trovata una soluzione per procedere senza la costituzione formale del Consorzio bensì attraverso un semplice contratto di Società.

Nel Giugno dello stesso anno i Comuni interessati procedettero con la delibera dell’unione e già in Agosto avevano acquistato le sorgenti.

La gara d’appalto fu pubblicata nel Gennaio del 1915 e aggiudicata alla Cooperativa Selciaroli di Roma.
L’inizio dei lavori è datato Gennaio 1916, lavori però abbandonati poco dopo per l’aumento dei costi relativi sia alla manodopera che ai materiali di costruzione.

Nonostante la decisione di aggiornare il bugdet del progetto la Cooperativa non riuscì a proseguire per le dissestate condizioni nella quale era ridotta tanto da portare alla risoluzione del contratto.

Ing. Filippi

Nel 1922, dopo un ulteriore adeguamento dei costi definito dall’Ing. Filippi, fu l’Impresa Del Fante ad aggiudicarsi il nuovo appalto. Nonostante questo la pratica per la costruzione subì un nuovo arresto per motivi burocratici a causa del cambiamento di provincia avvenuto nel frattempo.

Massimo Del Fante
Davide Del Fante
Giovanni Del Fante

La svolta (grazie al Sindaco di Stimigliano, Cav. Arturo Bartoli)


Fu l’elezione a Stimigliano dell’Ing. Cav. Arturo Bartoli, nel 1923, a dare un nuovo forte impulso al progetto.
Prima riuscì ad ottenere “il Reale Decreto che assumeva allo Stato, l’onere degl’interessi, per l’ammontare del nuovo mutuo dei tre Comuni del Consorzio di L. 726.000” e poi si impegnò nello scrivere il nuovo Capitolato “includendo condizioni, da togliere sottointesi, da escludere dalla gara mistificatori, incapaci ed imbroglioni, come malauguratamente era avvenuto, per disgrazia nostra, valevoli ad eliminare contrasti con l’impresa appaltatrice”.

Ing. Cav. Arturo Bartoli

Alla gara del Febbraio 1924 parteciparono ben 17 ditte ma fu ancora la Del Fante ad aggiudicarsela stipulando il contratto già nel vicino Marzo.

L’inizio dei lavori è datato Luglio 1925 e l’opera fu completata nel Settembre dello stesso anno grazie al “vigoroso impulso dell’impresa, non meno che l’abilità e la tenacia della persona destinata alla esecuzione di un’opera che presentava gravissime difficoltà tecniche e pericoli nei lavori in galleria”

L’inaugurazione

L’inaugurazione avvenne a Stimigliano il giorno 11 Ottobre 1925 con cerimonia solenne alla quale parteciparono personalità della politica, della tecnica, della scienza e dell’arte.
Finalmente lo scopo che i Comuni si erano prefissi era stato felicemente raggiunto nonostante l’attesa quasi trentennale.

Tribuna delle autorità

“La realtà dell’avvenimento, faceva a tutti dimenticare le aspre lotte sostenute, i sacrifizi e le ansie patite. E la gioia era ancora maggiore ripensando alle acque impure ed inquinate che per il passato la popolazione era costretta a bere e che spesso furono causa di lutti dolorosi.
Ed è per questo che l’inaugurazione dell’acquedotto, costituitiva per la popolazione di Stimigliano la festa di redenzione, di civitlà e di vero progresso.”

L’aquedotto al tempo, con le diverse diramazioni per i detti Comuni, aveva una lunghezza complessiva di 18,5 Km.

Le sorgenti di acqua purissima (290 s.l.m.) erano a monte del paese di Aspra Sabina (oggi Casperia) a valle della strada provinciale di Finocchieto quasi all’origine del Fosso Ombrica.

Il quantitativo di acqua captata era di circa 5 litri al secondo, in grado di soddisfare a pieno i tre Comuni Consorziati. La tubolatura era in acciaio Mannesmann omologata per una pressione di 25 atmosfere prodotta dagli Stabilimenti di Dalmine (Bergamo).

Stimigliano piena di festoni, era inghirlandata di verde. Bandiere nazionali addobbavano numerosi edifici. All’ingresso del paese un’iscrizione esaltava l’importantissimo avvenimento”.

Il corteo dopo aver sfilato davanti alla sede comunale si recò all’inizio della passeggiata S.Valentino (oggi via Garibaldi) dove sorgeva la nuova fontana, addobbata per l’occasione con un grande fascio littorio, contornato da bandiere nazionali.

Inaugurazione della fontana (1925)
La fontana all’inizio di via Garibaldi

Dopo la benedizione e la rituale bottiglia di champagne infranta proprio sulla fontana dalla consorte del sindaco, la signora Emilia Bartoli, furono petardi e bombe, nonchè il suono delle campane e gli inni patriottici a designare l’inizio della nuova era.

Nel 1936 la stessa impresa Del Fante completò l’impianto idrico del borgo medievale che era approvvigionato anche dai pozzi ivi esistenti.

Tombino (1936)

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