Intervista a Gli Ùnici. Stimigliano e la compagnia di teatro inclusivo che dimostra che“si può fare”

Da un grido di aiuto è nato un sogno condiviso. Oggi quel sogno si è avverato e si chiama “Gli Ùnici”, una realtà che unisce ragazzi, famiglie e volontari attraverso il teatro, trasformando l’inclusione in qualcosa di semplice e concreto: la normalità. Un progetto che a Stimigliano sta dimostrando come ognuno, con la propria unicità, possa trovare spazio per esprimersi e crescere insieme agli altri.

Dal bisogno di aiuto a un progetto che unisce una comunità

Come ci raccontano il presidente Tommaso Vicinelli e la direttrice artistica/didattica Francesca De Cicco, ci sono idee che nascono da una necessità, si trasformano in un sogno e poi si realizzano. L’associazione teatrale inclusiva Gli Ùnici è esattamente questo.

Dietro la sua nascita c’è infatti, come raccontano i suoi fondatori, un grido di aiuto, una richiesta concreta di sostegno e soprattutto la volontà di dimostrare che ogni persona, indipendentemente dalle proprie fragilità, può dare un contributo prezioso alla società.

Da quella che inizialmente sembrava un’intuizione è nato un progetto che ha trovato da subito il sostegno dell’amministrazione comunale, del sindaco e di tanti cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco. Entusiasmo, passione e partecipazione hanno trasformato un’idea in una realtà capace di coinvolgere famiglie, volontari, professionisti e ragazzi provenienti da esperienze molto diverse tra loro.

L’inclusione come normalità

Uno dei concetti più forti emersi dall’intervista riguarda il significato stesso della parola inclusione.

Per i responsabili de Gli Ùnici, l’inclusività non è qualcosa di straordinario. Al contrario, rappresenta la normalità. Nei laboratori teatrali convivono ragazzi con e senza disabilità, senza distinzioni, senza etichette e senza percorsi separati.

«Entriamo nella sala e ognuno fa quello che gli piace liberamente, a modo proprio, e stiamo tutti insieme», spiegano.

È proprio questa semplicità a rendere speciale il progetto. Mentre spesso le persone con disabilità vengono coinvolte in attività dedicate esclusivamente a loro, il teatro de Gli Unici vuole superare ogni forma di separazione, creando uno spazio condiviso dove ciascuno possa sentirsi parte del gruppo.

Un teatro che educa prima ancora di andare in scena

Per Francesca, formatrice professionale del gruppo (con specializzazione ABA – Analisi Comportamentale Applicata), il teatro non è un semplice passatempo e neppure una forma di intrattenimento.

«Il teatro è educativo, formativo e pedagogico».

L’obiettivo principale non è mettere in scena uno spettacolo perfetto, ma accompagnare i partecipanti in un percorso di crescita personale. Attraverso il lavoro sul corpo, sulla voce, sulle emozioni e sulla relazione con gli altri, i ragazzi sviluppano consapevolezza, autostima e fiducia nelle proprie capacità.

Lo spettacolo finale rappresenta soltanto una tappa di questo cammino. Il vero valore del progetto si costruisce durante i laboratori, nei momenti condivisi, nelle amicizie che nascono e nelle piccole conquiste quotidiane.

Quando il teatro aiuta a rompere il silenzio

Tra gli aspetti più emozionanti raccontati nell’intervista c’è l’impatto che il laboratorio ha avuto sui ragazzi e sulle loro famiglie.

Nel corso delle attività alcuni partecipanti hanno iniziato ad aprirsi maggiormente agli altri, a parlare, a esprimersi e a sentirsi parte di un gruppo.

L’idea alla base del lavoro educativo è semplice ma profonda: valorizzare ciò che ogni persona possiede già, aiutandola a far emergere le proprie potenzialità. Un processo che spesso porta a risultati inattesi e che permette ai ragazzi di conoscersi meglio e di costruire legami autentici.

Dopo la scuola, un nuovo gruppo in cui sentirsi a casa

Uno dei temi più toccanti affrontati dal presidente dell’associazione riguarda il periodo successivo alla scuola.

Per molte famiglie, infatti, il diploma rappresenta un momento delicato. Terminato il percorso scolastico, i ragazzi rischiano di perdere quel contesto di socialità e inclusione che la scuola garantisce quotidianamente.

Gli Unici vogliono offrire una risposta concreta a questa esigenza, ricostruendo quello spirito di gruppo che caratterizza una classe scolastica: un ambiente nel quale ognuno possa sentirsi accolto, valorizzato e protagonista.

Un luogo dove continuare a crescere insieme.

«Si può fare»: il motto che guarda al futuro

Francesca De Cicco e Tommaso Vicinelli

Il messaggio che accompagna il progetto ricorda Frankestein Junior di Mel Brooks ed è sintetizzato nelle famose tre parole: Si può fare.

Un motto che rappresenta l’essenza stessa dell’associazione e che vuole trasmettere ai ragazzi la consapevolezza di poter affrontare nuove sfide senza lasciarsi limitare dai pregiudizi.

«Non credete a chi vi dice che non ce la farete. Ognuno può fare, a modo proprio».

Parole semplici che racchiudono una filosofia fondata sul rispetto delle differenze e sul riconoscimento delle capacità di ogni persona.

Una comunità che ha risposto con il cuore

Nel successo de Gli Ùnici ruolo fondamentale è stato svolto dalla comunità di Stimigliano.

L’associazione ha ricevuto sostegno da cittadini, associazioni, volontari e attività del territorio. Molte persone hanno messo a disposizione competenze professionali, tempo e creatività per contribuire alla crescita del progetto.

C’è chi ha realizzato il logo, chi si è occupato di audio e luci, chi dei costumi e delle scenografie. Alcuni elementi utilizzati negli spettacoli sono stati realizzati direttamente da cittadini del paese, a dimostrazione di come l’intera comunità abbia sentito il progetto come qualcosa di proprio.

I prossimi appuntamenti e le ambizioni dell’associazione

Il futuro de Gli Ùnici lontano.

Il 27 settembre tornerà in scena lo spettacolo già rappresentato a giugno, una replica richiesta dal pubblico che offrirà ai ragazzi un’importante occasione di gratificazione e crescita personale.

Nella stessa serata saranno presentati i nuovi laboratori e aperte le iscrizioni per il prossimo anno.

Tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di ampliare ulteriormente l’offerta formativa, coinvolgendo nuovi formatori, professionisti dello spettacolo, musicisti, coreografi e artisti provenienti da diverse discipline.

L’ambizione è quella di trasformare Gli Unici in un vero centro multidisciplinare dedicato alle arti espressive e all’inclusione.

Un esempio di come la cultura possa cambiare le persone

Dalle parole dei protagonisti emerge una convinzione comune: il teatro può essere uno straordinario strumento di crescita umana.

Gli Unici non è soltanto una compagnia teatrale. È un luogo dove si costruiscono relazioni, si sviluppano competenze, si superano paure e si scopre il valore della diversità.

Un progetto nato da una necessità, cresciuto grazie all’impegno di molti e diventato oggi uno dei più significativi esempi di inclusione e partecipazione sociale nel territorio di Stimigliano.

Nell’intervista

  • Come nascono Gli Ùnici
  • La vera inclusività è la normalità
  • Dovendo scegliere una colonna sonora per rappresentare Gli Ùnici?
  • Quale è stato il più grande imprevisto che avete affrontato?
  • Provate a convincermi a diventare uno di voi
  • Cosa vi sentite di dire a chi considera il teatro come un hobby?
  • E Stimigliano?
  • Sono passati venti anni… è Gli Unici?
  • E ora?
  • Molto più di un semplice logo
  • La professionalità al servizio degli altri
  • Una questione di responsabilità
  • L’Arte è di tutti
  • Si ricomincia il 27 settembre

Per saperne di più

Potete trovare tutte le informazioni (sede, orari, spettacoli, contatti) sull’Associazione di Teatro Inclusivo “Gli Ùnici” sulla loro pagina Facebook cliccando qui

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