Stimigliano tra passioni e delitti nella grande letteratura gotica di Vernon Lee

Tra le molte curiosità che legano Stimigliano alla storia e alla cultura italia ed europea, ce n’è una poco conosciuta ma particolarmente affascinante: il nostro borgo compare infatti in una delle più celebri opere della letteratura gotica di fine Ottocento, Amour Dure di Vernon Lee.

Vernon Lee, l’intellettuale eclettica amante dell’Italia ( e di Stimigliano? )

Dietro lo pseudonimo di Vernon Lee si celava Violet Paget (1856-1935), una delle figure più originali e brillanti della cultura britannica del periodo tardo-vittoriano.

Foto del 1870 ca.

Seguace dell’estetismo di Walter Pater, Lee ha sviluppato insieme alla compagna Kit Anstruther Thomson una nuova concezione della psicologia dell’estetica ed è stata tra le primissime a introdurre nella
lingua inglese il concetto di “empatia” (Einfühlung) teorizzato in Germania dal filosofo e psicologo Theodor Lipps.

Persona acuta e fuori dagli schemi del suo tempo, utilizzava il proprio pseudonimo maschile anche nella vita privata ed era solita adottare un’estetica à la garçonne. Femminista e pacifista, ha fatto parte della Union of Democratic Control, un gruppo di pressione britannico di matrice antimilitarista vicino anche ai movimento per il suffragio femminile. Ha trascorso gran parte della propria vita a Firenze, nella celebre Villa Il Palmerino ed è morta proprio a Firenze il 13 febbraio del 1935.

Oggi è ricordata soprattutto per le sue raffinate storie fantastiche e di fantasmi, considerate tra i vertici della narrativa soprannaturale europea.

Tra queste spicca Amour Dure, pubblicato per la prima volta nel 1887 sul Murray’s Magazine e successivamente inserito nella raccolta Hauntings: Fantastic Stories (1890), una delle opere più celebri dell’autrice.

Vernon Lee 1881 John Singer Sargent 1856-1925 Bequeathed by Miss Vernon Lee through Miss Cooper Willis 1935 http://www.tate.org.uk/art/work/N04787

Amore Dure: un amore mortale

Il titolo originale dell’opera, in francese antico, riprende il motto ricorrente nel racconto legato alla figura della misteriosa e crudele duchessa rinascimentale Medea da Carpi: «Amour Dure – Dure Amour», che nel testo viene tradotto o interpretato come “L’amore dura – crudele amore” (o un amore tenace, costante e spietato)

La vicenda è ambientata nella città immaginaria di Urbania, dietro la quale si riconoscono chiaramente elementi dell’Urbino rinascimentale e della reale Urbania marchigiana. Il racconto assume la forma del diario di Spiridion Trepka, un giovane storico polacco giunto in Italia per svolgere ricerche d’archivio.

Durante i suoi studi, Trepka scopre la figura di Medea da Carpi, una nobildonna del XVI secolo di straordinaria bellezza e altrettanto straordinaria crudeltà. La donna è descritta come una autentica femme fatale: tutti i suoi amanti e mariti finiscono infatti vittime di morti violente e misteriose.

Progressivamente, la curiosità dello storico si trasforma in una vera ossessione. Trepka si innamora del fantasma di Medea, fino a perdere ogni controllo sulla propria volontà. Lo spettro della donna lo spinge infine a compiere un gesto sacrilego: distruggere la statua equestre del duca responsabile della sua esecuzione. Accecato dalla passione e totalmente soggiogato dalla presenza soprannaturale, il protagonista va incontro a un tragico destino proprio nel giorno di Natale.

Il ruolo di Stimigliano

Nella complessa e sanguinosa biografia di Medea da Carpi, Stimigliano non compare come semplice riferimento geografico, ma rappresenta uno dei nodi fondamentali dell’intera vicenda narrativa.

Secondo il racconto, Medea sposa in seconde nozze il duca Pierluigi Orsini, e la coppia stabilisce la propria corte proprio nel castello di Stimigliano. È qui che si consuma uno degli episodi più drammatici della sua vita.

Appena due anni dopo il matrimonio, il duca viene infatti trovato assassinato: qualcuno lo ha pugnalato a morte all’interno del castello. I sospetti si concentrano immediatamente sulla giovane duchessa. Per eliminare le prove del proprio coinvolgimento, Medea ordina ai suoi servitori di assassinare lo stalliere ritenuto esecutore materiale del delitto. Prima di morire, però, l’uomo riesce a confessare di aver ucciso il duca sotto l’influenza dei sortilegi e delle promesse d’amore della stessa Medea.

L’episodio segna una svolta decisiva. Travolta dai sospetti e dal clima ostile che la circonda, Medea è costretta a fuggire precipitosamente da Stimigliano per rifugiarsi a Urbania, dando avvio alla catena di eventi che porterà alla sua rovina finale e alla sua trasformazione in una figura quasi leggendaria.

Perché proprio Stimigliano?

La presenza di Stimigliano nell’opera non è casuale. Vernon Lee conosceva profondamente la storia italiana e costruiva le proprie ambientazioni con grande attenzione ai contesti storici e culturali.

Non si hanno testimonianze dirette di una visita della scrittrice nel borgo quindi la scelta del Ducato di Stimigliano potrebbe rispondere a diverse ragioni.

Il legame con gli Orsini

Storicamente Stimigliano fu un importante feudo della potente famiglia Orsini, una delle casate più influenti e combattive dell’Italia rinascimentale. Le cronache dell’epoca sono ricche di intrighi politici, matrimoni combinati, congiure e delitti dinastici che coinvolsero spesso gli Orsini.

Vernon Lee, attenta studiosa del Rinascimento italiano, attinge a questa atmosfera storica per costruire un mondo narrativo credibile e affascinante, in cui realtà e invenzione si fondono continuamente.

Una posizione strategica

L’inserimento di Stimigliano risponde anche a esigenze geografiche e narrative. La storia si svolge infatti in un contesto che richiama l’Italia centrale del Rinascimento, teatro delle rivalità tra Stato della Chiesa, signorie marchigiane e grandi famiglie baronali romane.

In questo quadro, un feudo sabino come Stimigliano offriva una collocazione perfettamente plausibile per alleanze, matrimoni e conflitti aristocratici, contribuendo a rendere più realistica la vicenda.

Il “Genius Loci”

Esiste infine una ragione ancora più profonda. Vernon Lee fu una delle prime teoriche del concetto di Genius Loci, lo “spirito del luogo”. Secondo la scrittrice, paesaggi, castelli e città conservano le tracce emotive e psicologiche del proprio passato e continuano a influenzare chi li attraversa.

Per questo motivo i luoghi nelle sue opere non sono mai semplici sfondi. Castelli, borghi e rovine diventano veri protagonisti della narrazione. Un centro storico fortificato come Stimigliano, con la sua posizione dominante sulla valle del Tevere e il suo passato legato alla nobiltà romana, offriva tutte le caratteristiche ideali per evocare quell’atmosfera di mistero, fascino e inquietudine che costituisce l’essenza stessa delle sue Hauntings.

Un piccolo borgo nella letteratura internazionale

A distanza di oltre un secolo dalla pubblicazione di Amour Dure, sorprende scoprire come il nome di Stimigliano sia entrato nelle pagine di uno dei racconti gotici più raffinati della letteratura anglosassone. Non come semplice citazione, ma come luogo chiave di passioni, complotti, omicidi e fughe rocambolesche.

È un dettaglio quasi sconosciuto, ma significativo: dimostra come anche il nostro piccolo centro della Sabina abbia saputo trovare posto nell’immaginario di una delle più importanti scrittrici europee dell’Ottocento, diventando parte di una storia che ancora oggi continua ad affascinare lettori e studiosi di tutto il mondo.

Traduzioni, edizioni e… Italo Calvino

Il celebre racconto gotico Amour Dure (1887) di Vernon Lee, incluso nella raccolta Hauntings, è stato tradotto in italiano con diversi sottotitoli a seconda delle edizioni:

  • «Amour Dure». Brani dal diario di Spiridione Trepka (traduzione di Arnaldo Ederle, in Ombre italiane, Guanda, 1988, e in Il secondo libro dell’orrore, Mondadori; traduzione di Giuseppe Lippi in Occulta, Mondadori, 1988)
  • «Amour Dure» (traduzione di Attilio Brilli, pubblicato in Possessioni, Sellerio, 1982, e inserito da Italo Calvino nella celebre antologia Racconti fantastici dell’Ottocento, Mondadori, 1983)

Fonti

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *