Da oltre sei secoli, il nome di San Bernardino da Siena è profondamente legato alla storia e alla devozione di Stimigliano. Tra predicazione, memoria popolare e un miracolo tramandato nel tempo, questo racconto unisce fede, tradizione e identità del nostro territorio.
San Bernardino, il predicatore
Nato a Massa Marittima nel 1380 dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, San Bernardino rimase orfano di entrambi i genitori all’età di sei anni. Cresciuto dai parenti a Siena, compì in città gli studi di retorica e giurisprudenza. A ventidue anni entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1405 ottenne l’abilitazione alla predicazione, che continuò senza interruzioni fino alla morte.
San Bernardino si distinse per l’intensa opera di divulgazione del culto di Gesù Cristo e per aver promosso importanti riforme all’interno dell’Ordine francescano. La tradizione lo ricorda come un predicatore straordinario, capace di parlare per ore senza mai stancare la folla, che accorreva numerosa per ascoltarlo. Ebbe una particolare venerazione per l’Eucaristia.
Il passaggio a Stimigliano
Attraversando numerose località dell’Italia centrale, San Bernardino predicò instancabilmente la dottrina cristiana contenuta nei Vangeli. Si presume, con quasi assoluta certezza, che egli sia passato più volte per Stimigliano, fermandosi a predicare: lo dimostra il culto ancora oggi particolarmente vivo, anche a oltre 600 anni dalla sua scomparsa.
È certo che attraversò Stimigliano lungo il cammino verso Terni e Montefalco, città che per sua volontà ospita un convento a lui dedicato.
Secondo le testimonianze, durante uno degli ultimi passaggi da questi luoghi San Bernardino aveva ormai sessantatré anni. Il tempo aveva segnato profondamente il suo corpo: non era più la figura agile e vigorosa che aveva incantato le folle anche per l’aspetto fisico. Camminava piegato in avanti, appoggiando gli avambracci ai fianchi, con il volto magro e il mento aguzzo.
Un giorno, durante una predica, si descrisse senza nominarsi, raccontando con lucidità i segni della vecchiaia:
“passa e’quarante e’gogno a sessant’anni, e egli comincia a diventare piccolino e ripiegato; egli comincia ad avere gli occhi piccicosi, cogli occhi scervellati; egli va chinato col capo verso terra; egli diventa sordo non vede bene lume, e li diventa sdentato.”
Gli amici, vedendo che non era più in grado di cavalcare il mulo, gli prepararono una rudimentale barella. Bernardino comprese che la fine era vicina, ma era certo che non sarebbe sopraggiunta prima di giungere a L’Aquila, città che lo attendeva da anni. Improvvisamente, trovando nuove forze, riprese a camminare per raggiungerla.
(estratto dalla raccolta di poesie PREMIO SAN BERNARDINO – XVIII EDIZIONE, a cura dell’Associazione Culturale Casa Sabina della Poesia)
Un segno tangibile: il miracolo di San Bernardino a Stimigliano
San Bernardino ha voluto lasciare a Stimigliano un segno concreto della sua benevolenza e protezione. Un episodio tramandato nella memoria popolare racconta una grazia avvenuta il 20 maggio, ai primi del Novecento, durante la processione in onore del Santo.

La prof.ssa Rita Cantarini, pronipote di un testimone diretto, ha riportato personalmente il racconto del miracolo.
La testimonianza di Rita Cantarini
“Domenico Cantarini, mio bisnonno, in età avanzata, per camminare si serviva delle grucce. Come in ogni ricorrenza, anche quel giorno seguiva a fatica la statua del Santo in processione; ma giunto in piazza, vicino ai giardinetti, di colpo iniziò a camminare e, prese le grucce, le infilò in un ramo sporgente di un albero.
La processione si fermò e tutti gridarono al miracolo. Domenico, piangendo e ringraziando, s’inginocchiò davanti a San Bernardino. La popolazione riprese festante la processione, tra ferventi preghiere e canti.
Da quel giorno Domenico tornò a camminare normalmente per molti anni, fino alla sua morte terrena. Le sue grucce furono esposte nella cappella di San Bernardino della nostra chiesa, accanto alla statua del Santo.”
(estratto dalla raccolta di poesie PREMIO SAN BERNARDINO – XVIII EDIZIONE, a cura dell’Associazione Culturale Casa Sabina della Poesia)
Miracolo di San Bernardino a Stimigliano
di Mario Grizi
In un giorno lontano,
di un maggio tutto festante…
successe un fatto strano
in mezzo a persone tante.Domenico Cantarini
andava in processione…
camminava con le grucce
e faceva compassioneLa processione andò,
giù verso il comune…
poi risalì fino in piazza,
passando in mezzo a qualche lume.Mentre la processione passò,
davanti al giardinetto…
Domenico, di colpo, iniziò,
a camminare poveretto.Poi prendendo le grucce
le infilò in un ramo rotto…
che dà un albero sporgeva,
e iniziò un pianto dirotto.La macchina di S. Bernardino,
di colpo si fermò…
e lui, ringraziando il Santo,
davanti a Lui si inginocchiò.Guardava il povero Domenico,
la gente tutta stupita…
il miracolo l’aveva guarito,
lui che zoppicava da una vita.Per molti, molti anni,
le grucce fecero bella mostra…
nella Cappella del Santo,
vicino alla statua, messe lì apposta.Il giorno dopo a Stimigliano,
non si parlava d’altro…
e si pregò S. Bernardino,
intervallato dal suo canto.Questo miracolo successo qui,
s’era certo scordato…
e ringrazio tanto Rituccia,
che me l’ha raccontato.

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