Mese: Febbraio 2026

  • Stimigmistica – 4

    Stimigmistica – 4

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    
    Non sedevo in ufficio né dietro una scrivania
    e le mie mani erano più eloquenti di mille parole. Dove gli altri vedevano un problema io vedevo già la soluzione.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea.

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    Il personaggio misteriodo: Franco Prosperi (vincitori: Ambra Salustri)
    Il cruciverba (vincitori: Ambra Salustrii, Gabriel Hrum)

  • Creare per conoscersi: il mondo di Carolina Turrio Baldassarri

    Creare per conoscersi: il mondo di Carolina Turrio Baldassarri

    “Ciascun essere umano possiede più di un talento. Uno dei miei doni è quello di avere una buona mano e, con questa, cerco di esprimere il mio spirito. Sono alla ricerca della ‘vera me’, attraverso la pittura.” (C.T.B.)

    Pittrice, illustratrice, graphic designer. In una parola: sognatrice

    Carolina Turrio Baldassarri nasce a Roma nel 1982, da padre romano e madre austriaca. Cresce a San Saba, quartiere vicino alla Piramide Cestia, trascorrendo però le estati tra Stimigliano e Innsbruck.

    Si innamora del disegno a mano libera già da piccolissima: è attratta dall’arte e da tutto ciò che può far esplodere la creatività. Forse è per questo che inizia la scuola in maniera piuttosto distratta, trovando stimoli solo quando le viene data la possibilità di scrivere un testo creativo o di dedicarsi a qualsiasi attività che riguardi la punta della sua matita.

    Crescendo affronta un anno di liceo classico (“su pressione”, come confessa lei stessa), ma riesce poi a cambiare indirizzo e a frequentare il liceo artistico, dove entra finalmente in contatto con il mondo a cui sente di appartenere. Il crescente interesse per l’illustrazione e il graphic design la porta a frequentare il Corso di Grafica e Progettazione Multimediale dell’Università “La Sapienza” di Roma, a Valle Giulia, anche se non è esattamente il percorso che avrebbe desiderato.

    Nel frattempo, un lavoro serale in un pub le permette di conquistare la sua autonomia. È lì che, nel maggio del 2003, conosce il futuro padre delle sue figlie. Insieme costruiscono la loro casa.

    Tra un esame universitario e l’altro, nel 2004 nasce Maddalena, poi nel 2005 Viola. Nei due anni successivi si dedica completamente alle bambine.

    Arriva poi la decisione di intraprendere un percorso di studi più pratico: si iscrive all’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma e, con i numerosi impegni, nasce la necessità di diventare seriamente “multitasking”.

    Dal 2010 lavora come illustratrice e graphic designer indipendente. Nel 2011 nasce Mila, la terza figlia.

    Passano gli anni e, nel 2016, partecipa al rifacimento di un’aula della scuola frequentata da Viola. Da questa esperienza prende forma, poco dopo, il progetto ‘ColoriAmo la scuola’: non solo un laboratorio di pittura murale, ma anche un’occasione di ricerca e di cambiamento.

    ColoriAmo la scuola

    Dopo tre anni di insegnamento, decide di concedersi uno spazio creativo personale. La prima tappa sono le ‘Officine Libetta’, alla Garbatella, poi il trasferimento nello spazio che è ancora oggi il suo studio: lo ‘Sgarage’, nel cuore di Montesacro, a Roma.


    L’intervista a Carolina

    “Sogno un mondo senza competitività, dove le persone si sostengono a vicenda, nel rispetto reciproco, verso la terra e verso tutti gli altri esseri viventi.” (C.T.B.)

    Come nasce la passione per la pittura?
    Ho cominciato con i pennarelli verso i sei anni. All’epoca era una vera e propria via di fuga, un modo per non essere mandata a letto la sera, quando rincasava mio padre. Aspettavo sotto il tavolo, verso le otto, mentre tutti i miei fratelli dormivano. Mi permettevano di sedermi a tavola per un po’, con un foglio e tanti pennarelli.

    Perché utilizzi la pittura acrilica?
    È quella che conosco meglio, anche se non è detto che sia quella in cui mi riconosco di più o con cui mi trovo meglio. Ha sicuramente dei vantaggi: asciuga in fretta ed esiste una grande varietà di pigmenti già pronti all’uso.
    Ha una stesura decisa, proprio come il mio bisogno di stare al mondo. Uso colori molto accesi, anche fluo. Preferisco accostare colori complementari, perché creano vibrazione: il loro contrasto genera movimento. Adoro il turchese. E continuo a usare i pennarelli, gli Uni-posca.

    A quale opera sei più legata?
    Ci sono quadri o disegni che preferisco ad altri, ma nessuno in particolare. Alcuni sono diventati dei veri guardiani di casa, come il ‘Principe di Persia’, perché raffigurano personaggi mitici, quasi divinità. La mia mente li associa a questo e ne rimane catturata. È ciò che rappresentano che mi lega a loro.

    Un pensiero sull’arte
    Per me l’arte è espressione di noi stessi. Come artista, l’ho identificata in un percorso alla scoperta di me stessa. E dato che osservando il piccolo si può osservare il tutto, ho pensato che partendo da me sarei potuta arrivare a una sorta di ‘tutti’.
    Ogni volta che creo un ‘Mig mag mug’ è come se osservassi un fenomeno, una specie di proiezione dell’essere. E mi domando: “Sogno quello che sono o sono quello che sogno?”
    Qual è la nostra parte più vera, quella espressa dal nostro inconscio? Quando ci liberiamo veramente?

    Mi sono focalizzata sull’idea che la nostra visione della realtà sia una proiezione del nostro pensiero, e che ogni pensiero abbia una propria visione. Questa visione fa parte anche di un pensiero collettivo, e cerco una possibile risposta attraverso i miei ‘Mig Mag Mug’, un gioco creativo a tre fasi che mi permette di studiare alcune varianti della percezione.

    In che modo la realtà è condizionata dal nostro pensiero? Esiste un ordine dell’universo. Quanto siamo influenzati dalla realtà? Siamo noi a vederla perfetta — simmetrica, geometrica, matematica — oppure questa perfezione si manifesta quando rimbalza nella nostra coscienza?

    Attraverso l’arte cerco di dare peso al nostro rapporto con la realtà, osservando la natura. Quando guardiamo le nuvole facciamo qualcosa di simile: cerchiamo una realtà nostra, attribuiamo forme guidati dal nostro bagaglio personale. Ma questo bagaglio è anche collettivo, perché siamo tutti connessi. I nostri neuroni comunicano, abbiamo le stesse radici e facciamo parte di un unico ‘Tutto’.

    Torniamo ai ‘Mig’: cosa sono?
    Sono un gioco artistico in tre fasi, che si alterna tra caos e controllo (anche se poi scopriremo che il caos è solo apparente).

    Scelgo un supporto — una tela o un foglio — e penso vagamente a ciò che vorrei rappresentare. Ho un’intenzione iniziale. Scelgo i colori e li dispongo nello spazio. Questa è la fase che chiamo “CAOS INDIVIDUALE”.

    Poi piego il supporto, lo riapro e osservo la simmetria che si è creata. Da un gesto nasce la perfezione, la matematica. I colori prendono forma e si piegano alle leggi dell’universo: questa è la fase dell’“ORDINE UNIVERSALE”.

    L’ultima fase è l’“ORDINE INDIVIDUALE PROFONDO”: è il momento in cui attribuiamo un significato alla forma, guidati dalla nostra esperienza e dal nostro vissuto. Osserviamo la nuova simmetria e iniziamo a ridisegnare, reinterpretare.

    Nessuna di queste tre fasi è casuale. Potremmo descriverle così: da noi, soggetto, al mondo esterno, fino alla nostra interazione con esso. Tre realtà: noi, il mondo e noi nel mondo.

    Una cosa particolare che ho osservato è che, durante la prima fase, siamo in un tempo presente, mentre nell’ultima ci ritroviamo in un tempo passato. È un aspetto su cui mi piacerebbe riflettere ancora.

    Mig-Mag-Mug

    Ci sono altre cose che dipingi oltre ai Mig?
    Figure umane, animali, viscere, forme allungate e morbide che si intrecciano o si inerpicano verso una direzione. Mi concentro molto anche sui volumi, sui chiaroscuri, sulle rughe.

    Mi sento particolarmente attratta dalle origini, dalle radici dell’essere umano e della creazione. Tra gli animali prediligo le scimmie, a volte ‘mezze umane’, quasi a sottolineare uno sguardo che suggerisce la presenza di un’anima. Mi piacerebbe dipingere altri indigeni.

    Potete seguire e supportare il lavoro di Carolina sui suoi profili social (Carolina Turrio) e sul sito:
    www.carolinaturrio.com

  • Memorie fotografiche – Febbraio innevato

    Memorie fotografiche – Febbraio innevato

    a cura di Federico Brugnoletti

    La nevicata del 2012

    Stimigliano innevato visto dalla “salita dell’Enneraru” (via Colle) – foto di Federico Brugnoletti

    In questi giorni di febbraio, in cui il clima è tutto sommato clemente e le temperature ricordano già l’arrivo della primavera, è difficile immaginare scenari ben diversi. Eppure la foto ci riporta indietro di 14 anni, a una copiosa nevicata che trasformò il paese in un incantevole paesaggio invernale. Lo scatto, realizzato dalla salita “dell’Enneraru” (via Colle), regala una vista rara e suggestiva della bellezza di Stimigliano completamente imbiancato. Un ricordo che ancora oggi sa emozionare.

  • La stazione ferroviaria di Stimigliano

    La stazione ferroviaria di Stimigliano

    La linea Roma-Ancona, la principessa Sissi, le bombe e altre storie

    Cartolina della Stazione Ferroviaria
    Stazione ferroviaria di Stimigliano

    L’inaugurazione

    È il 1864 quando la stazione ferroviaria di Stimigliano viene inaugurata.

    Pochi anni prima, nel 1856, Papa Pio IX autorizzava la costruzione della linea Ancona-Roma, collegamento commerciale strategico per gli scambi tra l’Adriatico e il Tirreno e non solo. Da Ancona infatti era possibile raggiungere direttamente Bologna e Modena e quindi le strade ferrate del Lombardo-Veneto fino all’impero Austriaco.

    La linea ferroviaria, denominata Strada Ferrata “Pio Centrale” vedrà la sua realizzazione completarsi nel 1866, procedendo per tratte e soprattutto in tempi particolarmente lunghi a causa principalmente della discesa dell’esercito piemontese che mise fine allo Stato Pontificio.

    Orario dei treni sulla tratta Roma-Ancora (1866)
    Orari tratta Roma-Ancona (1866)
    Stazione Ferroviaria in foto d'epoca
    Vecchia foto della Stazione Ferroviaria

    Elisabetta d’Austria, la principessa Sissi

    È invece il 1869 quando l’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota col nomignolo di Sissi (Sisi), decide di intraprendere un viaggio in Europa e quindi di visitare anche l’Italia.

    Dopo essere stata a Trieste si imbarca per Ancona dove deciderà di proseguire il suo viaggio proprio attraverso la linea ferroviaria appena finita.

    Superate le stazioni di Foligno, Terni, Narni, Orte e Borghetto (oggi Civita Castellana-Magliano) Sissi procede verso la stazione di Stimigliano.

    La principessa SIssi
    La principessa SIssi

    Una lunga sosta, dovuta probabilmente a un guasto o ad un rifornimento di viveri, permette all’imperatrice di ammirare e lasciarsi incantare dalla bellezza del monte Soratte da una parte e da quella del borgo stimiglianese dall’altra, tanto da spingerla, a quanto pare, a diversi lusinghieri apprezzamenti per la nostra terra.

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  • Stimigmistica – 3

    Stimigmistica – 3

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    
    Ho lavorato per gran parte della mia vita con le mani, trasformando la materia grezza in qualcosa di destinato a durare nel tempo.
    
    Indizio 2
    
    Il mio mestiere mi portava spesso all’aria aperta, tra polvere, fatica e rumore. Un lavoro duro, molto duro, potrei dire duro come il...
    
    Indizio 3
    
    Se non hai ancora capito chi sono, forse stai dormendo... chissà se lo hai mai fatto in posti stravaganti quanto quelli che, di tanto in tanto, sceglievo io.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea.

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    L’indovilnello: La Pala d’Altare (di Roberto Tiburzi)
    Il bersaglio dialettale: Spasserellu
    Il cruciverba

  • Coincidenza tra Quaresima e Ramadan: una riflessione sul messaggio del cardinale Zuppi

    Coincidenza tra Quaresima e Ramadan: una riflessione sul messaggio del cardinale Zuppi

    Un messaggio che invita a guardare vicino

    “Fratelli e sorelle credenti musulmani, al-salam ‘alaykum”.

    Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rivolto il suo messaggio per l’inizio del Ramadan, sottolineando una coincidenza significativa: quest’anno il mese sacro islamico si intreccia con la Quaresima cristiana.

    Due tempi di digiuno, preghiera e solidarietà che, nelle parole del cardinale, diventano simbolo di “un incontro profondo tra i nostri cuori e le nostre vite”, una ricerca comune di pace, giustizia, fraternità e dialogo.

    Ma questa riflessione resta confinata nei grandi discorsi ecclesiali o tocca anche la vita concreta dei nostri paesi?

    La domanda allora diventa inevitabile:
    il dialogo di cui parla Zuppi esiste già nel nostro territorio?


    Scarica il PDF con il testo integrale

    Stimigliano, un paese plurale

    Nel nostro comune di Stimigliano, al 1° gennaio 2025, gli stranieri residenti sono 518 e rappresentano il 23,4% della popolazione. Quasi un abitante su quattro.

    Tasso di stranieri a Stimigliano 2025
    Fonte ISTAT – Elaborazione TUTTITALIA.IT

    La comunità più numerosa è quella proveniente dalla Romania (30,7% degli stranieri), seguita dalle Filippine (16,8%) e dalla Nigeria (12,4%). Accanto a loro vivono cittadini originari di Egitto, Marocco, Bangladesh, Pakistan, Albania e molti altri Paesi.

    Fonte ISTAT – Elaborazione TUTTITALIA.IT (vai al link)

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  • Dizionario Stimiglianese-Italiano

    Dizionario Stimiglianese-Italiano

    Il Dialetto Stimiglianese appartiene ai dialetti mediani italiani ed è caratterizzato dalla metafonesi Sabina, che si attesta su un vocalismo a quattro gradi, in cui -u finale si continua o si è conguagliata in -o, la metafonesi è determinata dalle vocali finali -u ed -i: ad esempio si ha paése, ma al plurale paìsi, mòrta ma al maschile mórtu, apèrta ma apértu, rúsciu ma róscia, issu ma éssa e così via.

    A

    B

    C

    D

    E

    F

    G

    H

    I

    J

    L

    M

    N

    O

    P

    Q

    R

    S

    T

    U

    V

    Z

  • Dizionario – Z


    Zaganella [za-ga-nel-la] s.f.

    1.Lagna, Lamento.2.Masturbazione maschile. Pippa.3.[fig.] Può indicare sfida o denigrazione di un atteggiamento.

    E basta co sa zaganella
    (Smettila con questa lagna)

    Fatte na zaganella
    ( … )

    Me fai na zaganella
    (Non mi fai paura)


    Zélla [zél-la] s.f.

    1.Sporcizia, Sudiciume.2.A volte usato per indicare anche Sfortuna. Jella.

    Quellu porta a zélla addossu
    (È un tipo che non cura l’igiene personale)

    Lascialu perde che porta zélla
    (Meglio stare alla larga perché porta sfortuna)


    Zighìnu [zi-ghì-nu] s.m.

    1.Decespugliatore.

    Me presti u zighìnu pe taja l’erba
    (Mi presteresti il decespugliatore per tagliare l’erba)


    Zuzzàre [zuz-zà-re] v.

    1.Sporcare, Insozzare.

    M’i zuzzatu tuttu u bagnu
    (Hai sporcato tutto il bagno)


    Zuzzu [zuz-zu] s.m. o agg.

    1.[agg.] Sporco. Indica anche Osè, Pornografico.2.[s.m.] Sporco, di persona poco pulita. Anche Zuzzone.

    Guardi sempre si filme zuzzi
    (Passi il tempo a guardare film porno)

    È nu zuzzu de prima categoria
    (È una persona dalla poca igiene personale)


  • Dizionario – V


    Varzu [var-zu] s.m.

    1.Intreccio delle piante di grano per realizzare la legatura dei covoni.

    Prepara u varzu pe lega’ i govoni
    (Prepara la legatura per i covoni)


    Ventresca [ven-trè-sca] s.f.

    1.Pancetta di maiale.

    Famo du spaghetti co a ventrèsca
    (Prepariamo gli spagetti con la pancetta)


    Vesparu [ves-pa-ru] s.m.

    1.Nido di vespe. Vespaio.

    Ce sta un vesparo grossu come un cocommeru
    (C’è un vespaio molto grande)


    Vinghìata [vin-ghìa-ta] s.f.

    1.Colpo sferrato con un vinghio (vinco). [per est.] anche cintata o frustata.Es.

    Si non te ne vai te do na vinghìata
    (Se non mi lasci stare finisce che ti frusto)


    Vinghiu [vin-ghiu] s.m.

    1.Vimine.

    L’ho legatu co u vinghiu
    (Ho fatto una legatura con un vimine)


    Vitàre [vi-tà-re] v.

    1.Avvitare.

    Vita su tappu
    (Avvita il tappo)


    Vordarécchio [vor-da-réc-chio] s.m.

    1.Aratro a doppia faccia. Aratro voltarecchio.

    Monta u vordarécchio che è tempo de ara’
    (Monta l’aratro voltarecchio perché dobbiamo arare il campo)


  • Dizionario – U


    Urdìmu [ur-dì-mu] agg. e sost. m.

    1.Ultimo

    Si rivato urdìmu
    (Ti sei piazzato all’ultimo posto)