Mese: Febbraio 2026

  • Dizionario – T


    Tanfa [tan-fa] s.f.

    1.Puzza.

    Che è sa tanfa?
    (Da dove viene questa puzza?)


    Tichiu [tir-chio] s.m.

    1.Persona poco propensa a spendere denaro o a condividere qualcosa di proprio. Avaro.

    Guàstate quantu si tirchiu
    (Sei davvero una persona avara)


    Tòcca [toc-ca] v.

    1.Utilizzato per indicare una Necessità, Bisogno.

    Te tocca anna’ da u medicu
    (È necessario che tu vada a farti visitare da un medico)


    Traja [tra-ja] s.f.

    1.Carro senza ruote ma con slitte di legno. Utilizzato generalmente il fico per la sua resistenza all’attrito.

    Lega a traja
    (Attacca il carro con le slitte ai buoi)


    Tritticare [trit-ti-ca-re] v.

    1.Tremolare.2.Mancare di equilibrio stabile. Traballare.

    Su regazzino c’ha un dente che je trittica
    (Il dente di questo bambino tremola)

    Sà sedia trittica
    (Questa sedia traballa)


    Tróccu [tróc-cu] s.m.

    1.Contenitore del cibo per maiali, Trogolo.

    U maiale satollu ribbarda u trocco
    (Il maiale quando è sazio rivolta il trogolo)


    Tróscia [tró-scia] s.f.

    1.Pozzanghea. 2.Buca quadrata, scavata in terra.

    Ha piovuto e la strada è piena de trosce
    (Dopo la pioggia è pieno di pozzanghere)


  • Dizionario – S


    Sa [sà] agg. pron. dim.

    1.[aferesi] questa, contrazione di ‘sta.

    Pija sà giacchetta
    (Prendi questa giacca)


    Saccòccia [sac-còc-cia] s.f.

    1.Tasca.

    Mess’è bucata la saccòccia di pantaloni
    (Ho la tasca dei pantaloni bucata)


    Sargiccia [sar-gic-cia] s.f.

    1.Salsiccia.

    Coci se sargiccie
    (Cucina le salsicce)


    Sarvia [sar-via] s.f.

    1.Salvia.

    Bella sà pianta de sarvia
    (La tua pianta di salvia è cresciuta molto)


    Satòllu [sa-tòl-lu] agg.

    1.Sazio di cibo.

    Doppu sà magnata so satòllu
    (Dopo aver mangiato così tanto sono sazio)


    Scoppàre [scop-pà-re] v.

    1.Scoppiare.

    M’è scoppata una gomma della maghina
    (È scoppiata una gomma alla mia macchina)


    Scùcchia [scùc-chia] s.f.

    1.Mento molto pronunciato.

    Oh che scùcchia che porta!
    (Ha un mento molto sporgente!)


    Sdegnare [sde-gna-re] v.

    1.Spremere.

    Me so sdegnato u ceculu!
    (Ho spremuto il foruncolo)


    Sèllaru [sèl-la-ru] s.m.

    1.Sèdano

    Ne a panzanella mettece pure un po’ de sèllaru
    (Nella panzanella aggiungi del sedano)


    Sérrécchìu [sér-réc-chìu] s.m.

    1.Falcino.

    Pija u sérrécchìu e da’ na botta a quess’erba
    (Prendi il falcino e togli l’erba che è cresciuta)


    Sfraciare [sfra-cia-re] v.

    Sbattere contro qualcosa o qualcuno. Sfracellare, Schiantare.

    S’è sfraciatu contro u palu
    (È andato a schiantarsi contro il palo)


    Sfràgnere [sfrà-gne-re] v.

    1.Spremere, Schiacciare qualcosa. 2.[minacc.] A volte qualcuno.3.Schiantarsi contro qualcosa o qualcuno. Schiantarsi.

    Sfràgni i pummidori pe a panzanella
    (Schiaccia i pomodori da mettere nella panzanella)

    S’è sfragnatu contro u palu
    (È andato a schiantarsi contro il palo)


    Smògnere [smò-gne-re] v.

    1.Strizzare, Spremere.

    Smògni su stracciu.
    (Strizza lo straccio)


    Sórfa [sór-fa] s.f.

    1.Ripetizione lagnosa, Tiritera, Cantilena.

    Sempre la solita sórfa
    (È sempre la stessa cantilena)


    Spàraciu [spà-ra-ciu] s.m.

    1.Erba perenne delle Liliacee Asparagacee, con grosso rizoma da cui spuntano germogli eduli. Asparago.2.Persona molto alta e generalmente magra. Spillungone.

    Oggi magnamo e fettuccine co i spàraci
    (Oggi mangeremo fettuccine con gli asparagi)

    Si cresciutu come nu spàraciu
    (Sei diventato uno spillungone)


    Spassarellu [spas-sa-rel-llu] s.m.

    1.Passatempo, Gioco.

    Te piace su spassarellu
    (Ti diverti con questo gioco)


    Sperèlla [spe-rèl-la] s.f.

    1.Gen. Posto esposto al sole dove riscaldarsi nelle fredde giornate invernali.

    Mettemoce a sperella
    (Spostiamoci al sole)


    Stavòrde [sta-vòr-de] avv.

    1.Stavolta, in questa occasione.

    Ch’i ricombinatu stavòrde?
    (Cosa hai combinato stavolta?)


    Stiàffu [stiàf-fu] s.m.

    1.Colpo inferto a mano aperta, Schiaffo.

    Se continui a fa u stupidu te do nu stiàffu
    (Se continui a infastidirmi ti picchierò)


    Stortu [stor-tu] s.m.

    1.Piegato. Storto.2.[fig.] In condizioni pessime a seguito di assunzione di alcol o droghe. Frastornato.

    Sa riga è tutta storta
    (La riga è storta)

    Stamadina sto stortu
    (Stamattina sono frastornato)


    Strollicu [strol-li-cu] s.m.

    1.Mago, Veggente.2.[scherz.] Può indicare un colpo di fortuna nell’indovinare l’esito di un evento futuro.

    De méstiére fa u strollicu
    (Lavora come veggente)

    E che si strollicu!
    (Come hai fatto a indovinare!)


    Su [sù] agg. pron. dim.

    1.[aferesi] questo, contrazione di ‘sto.

    Pija sù quadernu e va a fa i compiti
    (Prendi questo quaderno e va a fare i compiti)


    Surgu [sur-ghu] s.m. [dim.] surghettu

    1.Solco.2 [dim.] Solchetto

    Prepara u surgu pe pianta’ i pommidori
    (Prepara il solco per piantare le piante di pomodoro)


    Spennicare [spen-ni-ca-re] v.

    1.Sporgere.

    S’è spennicato troppu da a finestra e è cascato de sotto
    (Si è sporto troppo dalla finestra finendo per cadere)


  • Dizionario – R


    Raganu [ra-ga-nu] s.m.

    1.Ramarro. 2.[fig.] Indica persona brutta

    Ho vistu un ragano gigante
    (Ho visto un ramarro davvero enorme)

    Me pari un raganu
    (Sei davvero brutto)


    Rambazzu [ram-baz-zu] s.m.

    1.Grappolo di uva.

    Me so magnatu un bellu rambazzu d’uva
    (Ho mangiato un grappo di uva molto grande)


    Rancichire [ran-ci-chi-re] v.

    1.Diventare rancido, inacidire.

    Sa minestra s’è rancichita
    (La minestra è diventata rancida)


    Rancicu [ran-ci-cu] agg.

    1.Rancido.

    Su pomodoru è rancicu
    (Il pomodoro è rancido)


    Recàcciare [re-cac-cia-re] v.

    1.Tirare fuori, Ripescare, Ritrovare.

    Do li recàcciato su giacchettu
    (Dove hai ritrovato questo giubbino)


    Récchia [réc-chia] s.f.

    1.Orecchio.2.[fig.] Piegatura dell’angolo di una pagina di quaderno o libro.3.Al plurale può essere usato anche come rimprovero, esortazione o anche sfottò.

    Na zanzarra m’ha pizzicato prorpiu su na récchia
    (Sono stato punto da una zanzara su un orecchio

    Facce un’andra récchia a su libru
    (Dovresti stare più attendo a non piegare tutte le pagine del libro)

    Non ce senti co se récchie
    (Non vuoi proprio capire come stanno le cose)


    Régazzinu [ré-gaz-zi-nu] s.m.

    1.Ragazzino, bambino

    Pija su règazzinu e portalo a casa
    (Prendi il bambino e portalo a casa)


    Remmonnàre [rém-mon-nà-re] v.

    1.Pulire, riferito a qualcosa di molto sporco.2.Sbucciare, mondare frutta o verdura.

    Tocca remmonnalla sa’ maghina, è zuzza
    (La macchina va ripulita perché è molto sporca)

    Si aranci se remmonnano si?
    (Queste arance si sbucciano facilmente?)


    Rèmponne [rèm-pon-ne] v.

    1.Rimporre, Andare di traverso.

    Su paninu me se rèmpone
    (Non riesco proprio a mangiare questo panino)


    Réppa [rèp-pa] s.f.

    1.Salita, generalmente impervia

    Pe ‘rivacce tocca sali’ suppe a reppa
    (Per arrivare è necessario fare una grande salita)


    Ribbardàre [rib-bar-dà-re] v.

    1.Rivoltare.2.Cappottare

    Ribbarda u materazzu
    (Rivolta il materasso)

    Se so’ ribbardati co a maghina
    (Si sono cappottati con la macchina)


    Riccòjere [ric-cò-je-re] v.

    1.Raccogliere, prendere qualcosa da terra, raccogliere frutta o verdura. A volte còjere

    Riccoji tutti i giocattoli o nun te faccio scappa’
    (Se non sistemi i tuoi giocattoli non potrai uscire)


    Ristéllóne [ri-stél-ló-ne] s. m.

    1.Rastrello da traino per buoi.

    Tacca u ristéllóne ai boi
    (Aggancia il rastrello ai buoi)


    Rivàre [ri-và-re] v.

    1.Giungere a destinazione, Arrivare.2.[scherz.] Può essere usato per indicare qualcuno che propone una soluzione improbabile ad un problema oppure esterna una considerazione scontata.

    A che ora si rivatu?
    (A che ora sei giunto a destinazione?)

    È rivàtu essu
    (Credevi di risolvere così facilmente?)


    Rònca [ròn-ca] s.f

    1.Roncola.

    Ch’i vistu a rònca?
    (Hai visto la roncola?)


    Rònciu [ròn-ciu] s.m.

    1.Falciòla a una mano comunemente usata per recidere l’erba. 2.Giocatore di calcio poco dotato nel palleggio ma anche falloso i cui interventi ricordano, appunto, il movimento della falciata.3.Persona scoordinata e dai movimenti maldestri.

    Potevamo vince co su rònciu in difesa
    (Potevamo vincere senza il difensore scarso)

    Si come u rònciu, t’encarri tuttu
    (Sei completamente scordinato)


    Ruzza [ruz-za] s.f.

    1.Ruggine

    C’hai a ruzza su u cancellu
    (Il cancello sta arruginendo)


  • Dizionario – Q


    Quàne [quà-ne] avv.

    1.Qua.

    A camicia sta quàne
    (La camicia è qua)


    Quarchedunu [quar-che-du-nu] pron. indef.

    1.Frase pronomiale riferita a persona. Qualcheduno, qualcuno.

    Quarchedunu ha vistu la mia giacchetta?
    (Qualcuno sa dove è la mia giacca?)


    Quatrìni [qua-trì-ni] s.m.

    1.Denaro, Quattrini, Soldi.

    Stamo senza quatrìni
    (Non abbiamo soldi)


  • Dizionario – P


    Pàcinu [pà-ci-nu] avv.

    1.Posto non raggiunto dal sole e per questo ancor più freddo nelle giornate invernali.

    Lì l’uva ce fa poco perché sta a pàcinu.
    (La pianta dell’uva fa pochi grappoli perché non gode del giusto clima)


    Pallonaru [pal-lo-na-ru] s.m.

    1.Millantatore, Fanfarone.

    Si un pallonaru de prima categoria
    (Sei un fanfarone)


    Pallucche [pal-luc-che] s.f.

    1.Palle, solitamente di Natale.2.Testicoli.

    Su arbero è pienu de pallucche
    (L’albero di Natale ha molti addobbi)

    M’è rivàta na pallonata su e pallucche
    (Mi hanno colpito i testicoli con una pallonata)


    Pàmpanu [pàm-pa-nu] s.m.

    1.Foglia della vite. Pàmpino.2.[scherz.] Soprattutto al pluare indica grandi Orecchie.

    Sa vite c’ha certi pàmapani che manco l’uva se vede
    (La vite ha delle grosse foglie che nascondono l’uva)

    Ammazza che pàmapani che porti!
    (Hai delle orecchie enormi!)


    Pànonta [pà-non-ta] s.f.

    1.Pane insaporito dalla colatura dei grassi di animali cotti generalmente sulla brace.

    Co si celletti ce famo un po de pànonta
    (Insaporiremo il pane con gli uccelli cotti sulla brace)


    Paru paru [pa-ru pa-ru] avv.

    1.Può indicare quantità, spazio o tempo appena sufficiente. 2.Anche l’avvicinarsi molto al limite di qualcosa. 3.Rientrare in qualcosa per pochissimo.

    Ce nnatu paru paru dentro a tenda
    (È entrato nella tenda per pochissimo)


    Pàssaru [pàs-sa-ru] s.m.

    1.Passero. Uccello comune.

    I passari stannu supra u pino
    (Il pino è pieno di uccelli)


    Pélare [pé-la-re] v.

    1.Verbo che indica qualcosa di molto caldo, che ustiona. Scottare.

    Damme na presetta che sa pentola péla
    (Passami una presina per prendre la pentola che scotta)


    Pellancica [pel-lan-ci-ca] s.f.

    1.Pelle cadente generalmente dovuta a improvviso dimagrimento o alla vecchiaia.

    C’hai tutta pellancica sotto ‘i bracci
    (Hai della pelle cadente sotto le braccia)


    Pèrsicu (anche pèrzicu) [pèr-si-cu] s.m.

    1.Pèsco.2.[scherz.] Si può usare scherzosamente per indicare una certa posizione o un punto di arrivo nel compiere un lavoro o tragitto.E

    Me s’è seccatu u pèrsicu
    (Il pèsco è rinsecchito)

    So rivatu a paru a u pèrsicu
    (Ho fatto abbastanza)


    Pèrsica (anche pèrzica) [pèr-si-ca] s.f.

    1.Frutto del pèsco. Pèsca.2.Pianta delle pèsche. Pèsco.

    Coji du pèrsiche pe pranzo
    (Raccogli qualche pèsca per mangiarle a pranzo)

    Sotto a pèrsica ce stanno du micetti
    (Sotto al pèsco ci sono due gattini)


    Péruzza [pé-ruz-za] s.f.

    1.Qualità di pera dalle dimensioni ridotte. 2.Pera Coscia.

    Bone se péruzze
    (Queste pere sono piccole ma molto buone)


    Pezzone [péz-zo-ne] s.m.

    1.[Accr. di pèzza] Strofinaccio

    Sciuga i bicchieri co u pezzóne
    (Asciuga i bicchieri con lo strofinaccio)


    Piantòne [pian-tò-ne] s.m.

    1.Albero delle olive. Ulivo.

    C’è rimastu de coje su piantòne
    (Dobbiamo ancora raccogliere le olive da questo albero)


    Pistòlu [pi-stò-lu] s.m

    1.Organo sessuale maschile. Pene.

    Mazza che pistòlu su munello
    (Il tuo bambino ha già un pene molto grande)


    Pràtigu [prà-ti-gu] agg.

    1.Persona con capacità, attitudini in un certo campo o situazione. 2.Esperto

    Tu si che si pràticu de computer
    (Sei un esperto di computer)


    Prèscia [prè-scia] s.f.

    1.Fretta.

    Daje che c’ho prèscia
    (Sbrigati perché ho fretta)


    Presétta [pre-sét-ta] s.f.

    1.Presina

    Ho compratu du presétte nòve
    (Ho comprato due presine nuove)


    Prónca [prón-ca] s.f.

    1.Prugna.

    Ricoji du prónche che ce le magnamo
    (Raccogli qualche prugna per mangiarla)


    Pùtria [pù-tria] s.f.

    1.Cimice

    Ottobre è pieno de pùtrie
    (Nel mese di ottobre si possono trovare molte cimici)


  • Dizionario – O


    Oju [o-ju] s.m.

    1.Olio. Risultato della spremitura delle olive.2.In generale qualsiasi sostanza liquida lubrificante.

    Mettice l’oju bonu
    (Usa l’olio di casa)

    Tocca cambia’ l’oju de a maghina
    (È necessario cambiare l’olio al motore della macchina)


    Òprire [ò-pri-re] v.

    1.Aprire.

    Òpri u portone a tu madre
    (Apri il portone per far entrare tua madre)


    Ovu [o-vu] s.m.

    1.Uovo. Particolarità è che al plurale cambia genere.

    Va a ricoje l’ova ne u pollaru
    (Va a prendere le uova nel pollaio)


    Òva [o-va] p.f.

    1.Plurale di uovo. Uova.

    Co quesse òva facce du fettuccine
    (Usa le uova per prepare le fettuccine)


  • Dizionario – I


    ì [ì] v., prep., art. det.

    1.[aferesi, voce del verbo avere] Hai. 2[aferesi, prep.] Ai. 3.[aferesi, art.] Gli

    I finitu de magna’?
    (Hai finito di mangiare?)

    Namo giù i piani
    (Rechiamoci nei campi della valle del Tevere)

    Prendi i stivali
    (Prendi gli stivali)


    Ignezióne [i-gne-zió-ne] s.f.

    1.Iniezione, di medicinale.

    Me so fattu l’ignezione de vaccinu
    (Ho fatto il vaccino)


    Imbrilloccàre [im-bril-loc-cà-re] v.

    1.Indossare vestiti e gioielli vistosi. Vestirsi per la festa. 2.Agghindare.

    Te si imbrilloccata per u compleanno
    (Ti sei agghindata per andare al compleanno)


    Incuntrariu [in-cun-tra-riu] avv.

    1.Contrario, in modo opposto.

    Tocca vitallu all’incuntrariu
    (Va avvitato al contrario)


    Inquartàre [in-quar-tà-re] v.

    1.Ingrassare in maniera vistosa.

    Te si inquartatu
    (Sei ingrassato troppo)


    Intuzzicàre [in-tuz-zi-cà-re] v.

    1.Sbattere, toccare riportando un danno. 2.Può indicare testardaggine o caparbietà nel ripetere azioni. In questo caso ha bisogno di essere preceduto da suffisso.

    Ho intuzzicato la maghina contro il muretto
    (Ho toccato il muretto con la macchina)

    E ce rintuzzica!
    (E continua a fare come vuole!)


  • Dizionario – F


    Faciolétti [fa-cio-lét-ti] s.m.

    1.Faggiolini

    Li ricorti i faciolétti?
    (Hai raccolto i faggiolini?)


    Faciòli [fa-ciò-li] s.m.

    1.Fagioli. 2. [scherz.] Può essere usato per indicare una persona logorroica

    Ho fattu i faciòli in umidu
    (Ho cotto i fagiòli in umido)

    Si na pila de faciòli
    (Parli troppo)


    Farzùme [far-zù-me] s.m.

    1.Falsità

    Che è tuttu stu farzùme!
    (Siate più sinceri!)


    Ferràru [fer-rà-ru] s.m.

    1.Fabbro

    Tocca na la da u ferràru
    (Dobbiamo rivolgerci a un fabbro)


    Fiaràre [fia-rà-re] v.

    1.Scagliarsi contro. Attaccare, generalmente detto di animale.

    Je s’è fiaratu u cane addossu
    (Il cane gli si è scagliato contro)


    Fìgora [fì-go-ra] ambogen.

    1.La parola può essere considerata ambigeneri. Può indicare il fico (piana del fico) ma anche il frutto che in questo caso rimane invariato. 2.[scherz.] Indica sconfitte, spesso sportive, piuttosto pesanti.

    Me so fatto na pennica sotto a fìgora
    (Ho fatto un riposino sotto la pianta del fico)

    Zittu e porta a casa se tre fìgore
    (Ti conviene non parlare e incassare la sconfitta per tre a zero)


    Fiju [fi-ju] s.m.

    1.Figlio.

    A chi si fiju?
    (Chi è tuo padre?)


    Fiùri [fiù-ri] s.m.

    1.Fiori.

    Sa pianta c’ha certi fiùri profumati
    (Questa è una pianta dai fiori profumatissimi)


    Focu [fo-cu] s.m.

    1.Fuoco.2 [fig.] Calore. Indica una sensazione di calore conseguenza, ad esempio, dell’assunzione di un superalcolico oppure di una esposizione eccessiva alla luce solare.

    Cenni u focu che famo du sargicce
    (Accendi il fuoco così possiamo cuocere delle salsicce)

    Quanto si statu al mare? Si tuttu un focu
    (Quanto sei rimasto sotto il sole? Scotti in maniera incredibile)


    Fojétta [fo-jét-ta] s.f.

    1.Quartino di vino.Es.

    Oste, dacce na fojétta de vino
    (Oste portaci un quartino)


    Fònu [fò-nu] s.m.

    1.Phon

    Sciugate i capelli co u fònu
    (Asciugati i capelli con il phon)


    Forasticu [fo-ra-sti-cu] agg.

    1.Selvatico.2.[fig.] Persona poco socievole, Scontroso.

    È un gatto forasticu
    (È un gatto selvatico)

    Quantu si forasticu
    (Sei una persona scontrosa)


    Fòre/a [fò-re/a] s.f.

    1.Derivato da fuori. Porzione di terreno generalmente sito fuori del paese e adibito ad orto o ad allevamento di animali.

    Devo anna’ la fòre a governa’ l’animali
    (Devo recarmi dagli animali per accudirli e farli mangiare)


    Foreschieru [fo-re-schie-ru] s.m.

    1.Straniero, sconosciuto. Sta ad indicare persona proveniente dall’estero o comunque estranea al Paese.

    De do’ è su foreschieriu?
    (Da dove viene questo sconosciuto?)


    Fórma [fór-ma] s.f.

    1.In agricoltura, canale di scolo delle acque. Fosso.

    Ho messo i facioletti giù vicinu a fórma.
    (Ho piantato i faggiolini nei pressi del fosso)


    Fornàru [for-nà-ru] s.m.

    1.Fornaio.

    De méstiére fa u fornàru
    (Lavora come fornaio)


    Fràcico [frà-ci-co] agg.

    1.Vistosamente bagnato, zuppo. Di acqua, di sudore o altro liquido.2.Marcio. Di frutta, persona oppure altra cosa.

    Si fracico de sudore vatte a fa na doccia
    (Sei completamente bagnato, fai una doccia).

    C’ho un dente fracico devo na da u dentista.
    (Ho un dente cariato e devo farlo vedere da un dentista)


    Fraciu [fra-ciu] agg.

    1.Bagnato. 2.Avariato, andato a male. Di frutto o anche [fig.] di persona.

    U vestitu è fraciu
    (Il vestito si è bagnato)Es. Su melone è fraciu(Il melone è andato a male)


    Frégate [fré-ga-te] inter.

    1.Espressione di sorpresa o anche di rimprovero.

    Frégate quanto si furbu!
    (Accipicchia quanto sei stupido)


    Frégnóne [fré-gnó-ne] agg.

    1.Pauroso ma anche Babbeo.

    Grossu e frégnóne
    (Tanto grande quanto pauroso)


    Frónne [frón-ne] s.f.

    1.Fronde

    Tocca taja’ e frónne de si alberi
    (È necessario tagliare le fronde degli alberi)


    Frusta [fru-sta] inter.

    1.Esortazione ad allontanarsi, a cambiare strada o atteggiamento. 2.Vattene.

    Ancora stai a perde tempo co su pallone? Frusta e va a fa i compiti!
    (Stai ancora giocando a calcio? Smettila e va a fare i compiti!)


    Fume [fu-me] s.m.

    1.Fumo.

    Su camminu fa troppu fume
    (Il camino non tira come dovrebbe)


    Funnu [fun-nu] s.m.

    1.Parte inferiore di cosa, recipiente o altra cavità. Il fondo.

    A posa sta tutta su u funnu
    (Il sedimento sta sul fondo)Al plurare anche sedimento di caffè.

    Mi datu u caffè coi funni
    (C’era dei fondi di caffè nella mia tazzina)


    Furminànti [fur-mi-nàn-ti] s.m.

    1.Fiammiferi.

    Do stanno i furminànti?
    (Dove sono i fiammiferi?)


  • Dizionario – C

    Dizionario – C


    Cacarèlla [ca-ca-rèl-la] s.f.

    1.Diarrea. 2.[fig.] Paura, timore di qualcosa

    C’ha a cacarèlla
    (Soffre di diarrea)

    Deve fa’ l’esami e c’ha la cacarèlla
    (Ha paura di fare gli esami)


    Cacasotto[ca-ca-sot-to] s.m.

    1.Persona timorosa. Vile.

    Si un cacasotto!
    (Sei un vile!)


    Callafredda [cal-la-fred-da] s.f.

    1.Condizione del terreno inadatta alla lavorazione e alla semina.

    Nun se po anna’ a u campo pe a callafredda
    (Non si possono fare lavorazioni al terreno)


    Callarèlla [cal-la-rèl-la] s.f.

    1.Secchio troncoconico, piuttosto basso, usato da muratori e manovali per il trasporto della calcina.

    Ricordate de pija’ a callarèlla
    (Ricordati di prendere la calderella)


    Cane/a [ca-ne] ambigen.

    1.La parola cane nel dialetto Stimiglianese può essere utilizzata come ambigeneri, mantiene la stessa forma sia al maschile che al femminile e viene distinta dall’articolo. Più raramente è possibile trovare anche la versione femminile, cana che al plurale diviene (‘e) cane. 2.[off.] Persona ingrata o dal comportamento scorretto. **Al momento della stesura di questo dizionario l’autore ignora l’associazione con il migliore amico dell’uomo.

    M’è scappata a cane
    (La cagna è scappata)

    De che razza è sa cana?
    (Di che razza è questa cagna?)

    Si un cane!( ! )
    Sei un ingrato!


    Cangàru [can-gà-ru] s.m.

    1.Persona poco affidabile. 2.Nullafacente.

    Quello è un cangàru
    (Quello è un nullafacente)


    Cannèlli [can-nèl-li] s.m.

    1.Protezione per le dita realizzata con pezzi di canna e utlizzata per evitare tagli durante la mietitura del grano.

    Mettite i cannelli che bisogna mètè
    (Indossa le protezioni per le mani perché iniziamo la mietitura del grano)


    Cannucciàra [can-nuc-cia-ra] s.f.

    Campo di canne.

    Oh che cannucciàra
    (Guarda quante canne)


    Capàre [ca-pà-re] v.

    1.Scegliere. 2.Sbucciare, mondare frutta o verdura.

    Te si capatu le mejo persiche
    (Hai scelto le pesche migliori)

    Me so capàto una mela doppu pranzo
    (Ho sbucciato una mela per mangiarla dopo pranzo)


    Càpistìére [cà-pi-stìé-re] s.m.

    1.Attrezzo di legno con bordi rialzati usato per la cernita di cereali e legumi. Setàccio.

    Pija u càpistìére pe passa u granu
    (Prendi il setaccio per il grano)


    Carestosu [ca-re-sto-so] s.m.

    1.Venditore che pratica prezzi troppo alti oppure oggetto troppo costoso. 2.Caro, Costoso.

    Quessu idraulico è troppo carestoso
    (L’idraulico applica prezzi troppo alti)


    Carge [car-ge] s.f.

    1.Calce. 2.[fig. scherz.] Può indicare una azione dispendiosa o una quantità numericamente importante.

    Prepara a carge pe u murettu
    (Prepara la calce per il muretto)

    Uno schizzu de carge
    (Non ci vuole così poco per farlo)


    Carpìre [Car-pi-re] v.

    1.Estirpare. Estrarre le erbacce dal campo. 2.Raccogliere verdure mediante estripazione.

    Tocca carpi’ l’erba da u granturco
    (Bisogna ripulire dalle erbacce il campo dove è seminato il mais)

    Tocca carpi’ l’aji che so’ pronti
    (Si possono raccogliere gli agli perché sono giunti a maturazione)


    Càttiu [càt-tiu] agg.

    1.Persona malvagia, Malvagio, Cattivo. 2.Alimento dal sapore cattivo, anche Avariato.

    U padre de Mariuccio era càttiu per davero
    (Il padre di Mario era davvero una persona malvagia)

    U latte s’è fatto càttiu
    (Il latte è avariato)


    Cazzabbubbulu [caz-zab-bu-bu-lu] s.m.

    Cosa, aggeggio, macchinario o congegno dal dubbio funzionamento.

    Che robb’è su cazzabbubbulu
    (Cosa è questo aggeggio)


    Cazzàru [caz-zà-ru] s.m.

    1.Fanfarone, Raccontastorie.

    Si proprio un cazzàru
    (Racconti solo storie)


    Cecàgna [ce-cà-gna] s.f.

    1.Sonnolenza.

    Me sta a pija na cecàgna
    (Mi sto addormentando)


    Ceculu [ce-cu-lu] s.m.

    1.Foruncolo.

    Guarda che ceculu m’è scappato
    (Mi è spuntato un foruncolo grande)


    Cellìttu [cel-lìt-tu] s.m.

    1.Volatile di piccole dimensioni, Uccello. 2.[scherz.] Organo sessuale maschile. Pene.

    Si annatu a caccia pe pija un solo cellìttu
    (Sei andato a caccia per riportare un solo uccello)

    Che cellìttu che te ritrovi!
    (Hai un pene non indifferente)


    Cènnere [cèn-ne-re] v./s.f.

    1.Accendere. 2.Cenere.

    Cènni su focu
    (Accendi il fuoco)


    Centrare [cén-tra-re] v.

    1.Entrare.

    Ce so céntrati tutti i pummidori?
    (Sei riuscito a far entrare tutti i pommodori?)


    Cépa [cè-pa] s.f.


    1.Pancia prominente.

    Quannu la jèmpe sa cépa
    (Deve mangiare tanto per riempirsi la pancia)


    Cèrqua [cèr-qua] s.f.

    1.Quercia.

    Riparamoce sotto sa cèrqua
    (Ripariamoci sotto questa quercia)


    Chiàppa [chiàp-pa] s.f. / v.

    1.[s.f.] Natica. 2.[v.] Prendere, Acchiappare. Esortazione a prendere qualcosa. 2.[scherz.] Guadagnare, ottenere qualcosa di buono grazie alla fortuna, all’astuzia, o anche alle proprie capacità. Anche espressione di rivalsa. 3.Usato per indicare una persona che ha successo con l’altro sesso. Seducente. 4.Al plurale usato anche per indicare Paura, Timore.

    Me fa male na chiàppa
    (Ho dolore a una natica)

    Chiàppa sta busta che me pesa
    (Aiutami e prendi questa busta perché è pesante).

    Prendi e chiàppa su!
    (Beccati questo!)

    Quella è una che chiàppa
    (Quella donna è molto seducente).

    Te stringono le chiàppe a prendere l’aereo
    (Hai paura di prendere l’aereo)


    Chiàppare [chiàp-pa-re] v.

    1.[v.] Prendere, Acchiappare. Esortazione a prendere qualcosa. 2.[scherz.] Guadagnare, ottenere qualcosa di buono grazie alla fortuna, all’astuzia, o anche alle proprie capacità. Anche espressione di rivalsa. 3.Avere successo nel conquistare l’altro sesso. Sedurre, Accompagnarsi, Fidanzarsi.

    Me so chiàppato u raffreddore
    (Ho preso un raffreddore)

    Chiàppate questu!
    (Beccati questo!).

    S’è chiàppatu na bella morona
    (Si è fidanzato con una bella donna dai capelli mori)


    Cimàre [ci-mà-re] v.

    1.Salire, su qualcosa o qualcuno.

    Cima sopra a pianta e coji du pèrsiche
    (Sali sull’albero e raccogli qualche pèsca)


    Còccia [còc-ci-a] s.f.

    1.Buccia. 2.Testa calva.

    Te magni a mela co tutta a còccia
    (Mangi la mela senza sbucciarla)

    Hai messo la coccia!
    (Hai perso tutti i capelli)


    Cocùzza [co-cùz-za] s.f.

    1.Zucchina. Non c’è distinzione tra le varietà di zucchine. Fa eccezione, ovviamente, la zucca. 2.[per ass.] Melone poco saporito. 3.[scherz.] Testa. Termine usato spesso per indicare la testa di una persona dalla poca intelligenza.**Al momento della stesura di questo dizionario l’autore ignora il quoziente intellettivo della zucchina e la conseguente associazione.

    Famo na frittata co ‘e cocùzze
    (Possiamo cucinare una frittata con le zucchine)

    Come è su melone? È na cocùzza
    (Il melone è buono? No, non è affatto maturo)

    L’hanno bocciato, con quella cocùzza che se ritrova
    (È stato bocciato perché non è molto intelligente)


    Codaron e [co-da-ró-ne] s.m.

    1.Coccige.

    Me fa male u codarone
    (Mi fa male la parte finale della schiena)


    Cònnòbia [còn-nò-bia] s.f.

    1.Anello di pelle utilizzato per fissare il timone ai buoi.

    Metti u timone ne a cònnòbia
    (Inserisci il timone nell’anello dei buoi)


    Corgàsse [cor-gàs-se] v.

    1.Distendersi, generalmente sul letto. Coricarsi, Sdraiarsi.

    Era stancu e è annatu a corgàsse un po’
    (Era stanco ed è andato a sdraiarsi un po’)


    Corvacchittu [cor-vac-chit-tu] s.m.

    1.Bavero. Utilizzato come minaccia.

    Te pijo pe u corvacchittu e te sbattu per terra
    (Ti prendo per il bavero e ti butto a terra)


    Còzza [còz-za] s.f.

    1.Sudiciume, generalmente riferito alla pelle di una persona. 2.Sporcizia accumulata nel tempo.

    Nun se lava da un mese porta a cozza addossu
    (Non cura la sua igiene ha del sudiciume addosso)


    Cummàre [cum-mà-re] s.f.

    1.Madrina. Riferito solitamente al battesimo. 2.
    Donna solita a interessarsi agli affari degli altri e a divulgare di pettegolezzi.

    Mi cummare m’ha regalatu na catenina
    (La mia madrina mi ha regalato una catenina)

    Lasciale sta, so du cummàre
    (Non badare a quelle persone, parlano alle spalle di tutti)


    Cumpàre [cum-pà-re] s.m.

    1.Padrino. Solitamente riferito al battesimo. 2.Socio in affare, anche loschi.

    Mi cumpàre se chiama Peppe
    (Il mio padrino è Giuseppe)

    Nte fida’ che so cumpàri
    (Fai attenzione perché sono d’accordo)


    Cupèlla [cu-pèl-la] s.f.

    1.Contenitore a doghe di legno tenute insieme da cerchi in ferro, di forma cilindrica più larga al centro ed a sezione ovoidale. Botticella.

    Jempi a cupèlla
    (Riempi la botticella)


    Cuzzulàre [cuz-zu-là-re] v.

    1.Rotolare. Di persona, di cosa.

    S’è cuzzulàto per terra
    (È rotolato a terra)


  • Dizionario – B

    Dizionario – B


    Barbàju [bar-bà-ju] s.m.

    1.Guanciale. Indica la guancia del maiale stagionata.
    2.Può anche indicare eccessivo adipe nel collo di persona.
    Doppio Mento, Pappagorgia.

    Senti su barbàju quantu è bonu
    (Assaggia il guanciale perché è buonissimo)

    Magna magna, oh che barbàju ch’i messu
    (A forza di mangiare ti è venuto il doppio mento)


    Bàrcóne [bàr-có-ne] s.m.

    1.Soletta sporgente delimitata da un parapetto o ringhiera. Balcone.
    2.Accatastamento di covoni posizionati in modo tale da far scivolare l’acqua piovana senza compromettere l’integrità del grano anche per diversi giorni.

    Facciate da u bàrcóne de a cucina
    (Affacciati dal balcone della cucina)

    Tocca prepara’ i bàrcóni
    (Bisogna accatastare i covoni)


    Bardàsciu [bar-dà-sciu] s.m.

    1.Ragazzo.

    De do so si bardàsci?
    (Da dove vengono questi ragazzi?)


    Barròzza [bar-ròz-za] s.f.

    1. Veicolo a due o quattro ruote, destinato al trasporto di merci pesanti, Carro.
    2.[fig.] Può essere usata anche come unità di misura soprattutto in senso figurato e scherzoso.

    Lega a barròzza
    (Attacca il carro ai buoi)

    Ha fattu na barròzza de porcini
    (Ha raccolto moltissimi Porcini)


    Bavaròla [ba-va-rò-la] s.f.

    1.Bavaglino

    Te si zuzzatu tuttu pe’ magna’ te ce vole a bavaròla
    (Per mangiare ti sei sporcato tutto, hai bisogno di un bavaglino)


    Beròne [be-rò-ne] s.m.

    1.Preparato alimentare liquido per animali. 2.Fertilizzante a base di sterco di animale diluito con acqua. 3.[scherz.] Indica Pietanza liquida e spesso troppo abbondante.

    Li preparatu u beròne pe i porchetti?
    (Hai preparato da mangiare per i maiali?)

    Daje un po’ de beròne a se piante
    (Concima le piante con un po’ di sterco diluito)

    Mi datu tuttu su beròne
    (Mi hai dato troppa minestra)


    Biastimàre [bia-sti-mà-re] v.

    1.Bestemmiare. Irarsi.

    Biàstima come un Turco!
    (Bestemmia in maniera spropositata)


    Bìfèra [bì-fè-ra] s.f.

    1.Naso molto pronunciato.

    Oh che bìfèra che te ritrovi!
    (Hai un naso molto grande!)


    Bigùnzu [bi-gùn-zu] s.m.

    1.Tipico recipiente di legno a doghe tenute insieme da cerchi di legno. Bigoncia.
    2.[fig.] Unità di misura utilizzata per indicare una grande quantità di cose.

    Tocca marva’ i bigunzi che tra poco riccoje l’uva.
    (Bisogna inumidire le bigonce perché è tempo di vendemmia)

    Te si portatu un bigùnzu de roba
    (Hai portato troppe cose)


    Billu [bil-lu] s.m.

    1.Tacchino. 2.(off.) Persona ritenuta di poca scaltrezza. **Al momento della stesura di questo dizionario l’autore ignora il quoziente intellettivo del tacchino e la conseguente associazione. 3.(femm.) Donna corpulenta, donnona.

    Va a ripija u billu che è scappato giuppe i piani
    (Va a riprendere il tacchino che è scappato per gli orti)

    Si proprio come u billu
    (Sei stupido come un tacchino)

    Pare na billa
    (È simile a un tacchino)


    Biòcca [biòc-ca] s.f.

    1.Gallina che cova le uova, chioccia. 2.Donna con grosso istinto di maternità

    A biòcca sta a cova’ l’ova
    (La chioccia sta covando le uova)

    Sforna i fiji come a biòcca
    (Una donna a cui piace fare molti figli)


    Bocàle [bo-cà-le] s.m.

    1.Recipiente per bere. Boccale.

    Bevemoce un bocàle de birra
    (Beviamoci un bicchiere di birra)

    T’ho chiestu un bicchiere de acqua me ni datu un bocàle
    (Volevo solo un bicchiere di acqua, me ne hai versata troppa)


    Bottàre [bot-tà-re] v.

    1.Mangiare oltre il limite della sazietà. Satollarsi.
    2.A volte anche utilizzato per indicare persona ingrassata improvvisamente e velocemente. 3.Riempire.

    Te si bottàtu de pasta
    (Hai mangiato tantissima pasta)

    S’è bottàtu come u rospu
    (È ingrassato tanto da somigliare a un rospo)

    L’ha bottàtu de stiaffi
    (Lo ha pestato senza pietà)


    Bràccìcare [bràc-cì-ca-re] v.

    1.Abbracciare. 2.Prendere sotto braccio persone o cose. 3.[per est.] Scontrarsi, sbattere violentemente contro qualcosa.

    Quanno l’ho rivisto me lu so braccicatu
    (Quando l’ho rivisto l’ho abbracciato)

    Braccicate tu nunna che non je la fa a cammina’
    (Prendi sotto braccio tua nonna perché da sola non riesce a camminare)

    S’è bràccicatu u palu
    (Ha sbattuto contro il palo)


    Braticòla [bra-ti-cò-la] s.f.

    1.Griglia per barbeque o camino, Graticola.

    Da na pulita a sa braticòla
    (Pulisci la griglia)


    Brécca [bréc-ca] s.f.

    1.Sasso piuttosto grande. 2.[fig.] Può indicare qualcosa della grandezza di un grande sasso

    Ho vistu un serpente e j’ho tirato na brécca
    (Ho scacciato un serpente a sassate)

    Ha fattu a grandine grossa come e brécche
    (È caduta della grandine grande quanto dei sassi)


    Bricocola [bri-co-co-la] s.f.

    1.Frutto dell’albicocco, Albicocca. 2.Pianta delle albicocche, Albicocco

    Magnate sa bricocola
    Mangiati questa albicocca)

    Tocca pota’ sa bricocola
    (Dobbiamo potare la pianta delle albicocche)


    Bricocolo [bri-co-co-lo] s.m.

    1.Albero delle albicocche, Albicocco. 2.[fig.] Bernoccolo.

    Su bricocolo è pieno
    (L’albicocco è pieno di frutti)

    Ho dato na capocciata e m’è scappato un bricocolo così!
    (Ho sbattuto forte la testa e mi è uscito un bernoccolo molto grande)


    Brìlloccu [brìl-loc-cu] s.m.

    1. Gioiello vistoso.

    Te si messa tutti si brìllocchi
    (Hai indossato tutti i gioielli più vistosi)


    Bùdulare [bù-du-la-re] v.

    1. Arrotolare. Avvolgere qualcosa. 2.Rotolare

    L’ho bùdulato con na garza
    (L’ho avvolto in una garza)Cadere rovinosamente rotolando.

    S’è bùdulato giuppe a mòrra
    (È rotolato per la scarpata)


    Buttàre [but-tà-re] v.

    1.Germogliare.

    Sa pianta ha già buttàtu
    (Questa pianta ha germogliato precocemente


    Buttu [but-tu] s.m.

    1.Germoglio

    Sa pianta c’ha un sacco de butti
    (Questa pianta ha molti germogli)