Categoria: Territorio

Paesaggio, risorse e valorizzazione del territorio

  • La Chiesetta del Nocchieto, il piccolo santuario della Madonna della Strada

    La Chiesetta del Nocchieto, il piccolo santuario della Madonna della Strada

    Poco fuori dal centro storico di Stimigliano, lungo l’antica strada che conduce al Santuario di Vescovio, sorge una piccola chiesa che da secoli accompagna il cammino di viandanti, pellegrini e fedeli. È la Chiesa della Beata Maria Vergine del Nocchieto, oggi conosciuta soprattutto come il Piccolo Santuario della Madonna della Strada, uno dei luoghi più cari alla tradizione religiosa e alla memoria collettiva del paese.

    Una chiesa nata lungo la via dei pellegrini

    La storia della chiesa affonda le sue radici nel XVI secolo. Un’antica epigrafe marmorea, collocata sopra l’ingresso, indicava nel 1588, durante il marchesato di Enrico Orsini, l’anno della sua costruzione, sorta in un luogo dove già esistevano antiche vestigia.

    La sua posizione strategica lungo la cosiddetta “strada romana” diretta a Vescovio la rese presto un punto di riferimento per pellegrini e viandanti che attraversavano il territorio sabino. Per secoli il piccolo edificio sacro ha rappresentato un luogo di sosta, preghiera e affidamento alla protezione della Vergine.

    Una delle più antiche testimonianze della sua importanza risale alla visita pastorale del cardinale Andrea Corsini tra il 1779 e il 1782, durante la quale la chiesa viene descritta dettagliatamente, con particolare riferimento all’affresco raffigurante la Madonna con il Bambino.

    Architettura semplice ma ricca di fascino

    La Chiesa del Nocchieto è un esempio di architettura religiosa rurale realizzata dalle maestranze sabine. Di modeste dimensioni, presenta una facciata semplice ma armoniosa, caratterizzata da un profilo a capanna, intonacato e tinteggiato.

    L’ingresso è costituito da un unico portale modanato, affiancato da due finestre rettangolari. Sopra il portone si distinguono due cornici orizzontali in rilievo che scandiscono il prospetto, mentre tra di esse trova spazio un elegante oculo con cornice in pietra. Al di sopra dell’ingresso campeggia una grande lapide incorniciata contenente una preghiera dedicata alla Vergine.

    L’accesso alla chiesa avviene tramite una piccola scalinata laterale. L’impianto planimetrico è a navata unica con terminazione rettilinea. All’interno, una porta collocata sulla parete sinistra del presbiterio conduce alla sacrestia.

    La struttura è realizzata in muratura portante e coperta da un tetto a due falde sostenuto da capriate lignee e rivestito con tegole in laterizio. Il pavimento è in cotto e il presbiterio risulta leggermente rialzato rispetto all’aula mediante un gradino.

    L’interno, interamente intonacato e dipinto di bianco, conserva una sobria eleganza. Una cornice modanata corre lungo tutte le pareti e, nelle vicinanze del presbiterio, sono ancora visibili alcuni frammenti di antichi affreschi che testimoniano la lunga storia dell’edificio. L’altare originario, rialzato di un gradino, è rimasto sostanzialmente invariato e non sono stati realizzati interventi di adeguamento liturgico.

    I restauri attraverso i secoli

    Le lapidi conservate all’interno della chiesa raccontano i numerosi interventi che ne hanno garantito la conservazione nel tempo.

    Nel 1892 l’edificio fu ampiamente restaurato e abbellito dal parroco di Stimigliano, Don Raffaele Palombi, che lo dedicò alla Madonna della Strada, affinché proteggesse quanti percorrevano quelle vie.

    Un nuovo importante restauro fu realizzato nel 1930 grazie all’interessamento del cardinale Sbarretti, come ricordato da una lapide collocata sulla parete laterale destra.

    Infine, a partire dal 1991 e grazie alla sinergia tra l’impegno in prima persona del parroco Don Mirek, l’opera delle maestranze e la Soprintendenza per le Belle Arti, la chiesa fu interessata da una complessa campagna di recupero terminata nel 1998 che riguardò sia gli spazi interni sia quelli esterni, restituendo dignità e bellezza a questo luogo di culto.

    Don Raffaele Palombi e la nascita del culto della Madonna della Strada

    La devozione alla Madonna della Strada a Stimigliano è strettamente legata alla figura di Don Raffaele Palombi.

    Al suo arrivo in paese, il sacerdote constatò che la chiesa situata sotto l’attuale sede comunale, dove tradizionalmente veniva venerata la Madonna della Strada, era ormai inagibile. Per questo motivo decise di trasferire il culto nella chiesetta rurale del Nocchieto, che da quel momento venne ribattezzata Piccolo Santuario della Madonna della Strada.

    L’edificio si trovava allora in condizioni di forte degrado e fu necessario intraprendere un’importante opera di bonifica e restauro. Accanto al recupero materiale della chiesa, Don Raffaele svolse una intensa attività pastorale che contribuì a far crescere tra gli stimiglianesi una profonda devozione verso la Madonna.

    Ancora oggi, entrando nella chiesa, è possibile leggere la preghiera che il sacerdote dedicò alla Vergine:

    “Bella ed intatta Vergine, che dalla strada supplice invoca in questo luogo ogni alma pia; il pellegrin per via saluta sempre sua celeste Madre: salva la terra tua da rie tempeste e da nemiche squadre.”

    La guerra e il voto degli stimiglianesi

    Negli anni Quaranta, il parroco Don Mario Petrignani diede ulteriore impulso alla devozione mariana fondando l’associazione delle Figlie di Maria e istituendo un comitato incaricato di organizzare i festeggiamenti dell’8 settembre, giorno dedicato alla Madonna della Strada.

    Lo scoppio della Seconda guerra mondiale rese questo legame ancora più profondo. Stimigliano, anche a causa della presenza della linea ferroviaria, fu ripetutamente esposto ai bombardamenti che portarono paura, distruzione e vittime.

    In quel contesto drammatico, le parole scritte da Don Raffaele all’ingresso della chiesa apparvero quasi profetiche. Fu allora che Don Mario affidò ufficialmente il paese alla protezione della Madonna pronunciando un voto destinato a segnare la storia della comunità:

    “Madonnina nostra, siamo alla guerra che ogni giorno imperversa con bombardamenti anche nel nostro territorio e mette in pericolo noi e le nostre famiglie, aiutaci, perché solo Tu puoi aiutarci e noi ci impegniamo a festeggiarti per quaranta anni successivi alla fine della guerra.”

    La promessa prevedeva quarant’anni di celebrazioni, ma la devozione degli stimiglianesi superò ampiamente quel limite e continua ancora oggi.

    Il rilancio del santuario con Don Mirek

    Un nuovo capitolo della storia della Madonna della Strada si apre nel 1991 con l’arrivo a Stimigliano di Don Mirosław Paweł Szajda (Don Mirek).

    Cresciuto nella spiritualità della Madonna Nera di Częstochowa, uno dei simboli religiosi più importanti della Polonia, Don Mirek trovò nella devozione stimiglianese una naturale continuità del proprio percorso spirituale.

    Non appena insediato, il parroco non poté far altro che constatare come la chiesetta del Nocchieto versasse nuovamente in stato di abbandono. Come lui stesso ricorda:

    “Arrivato in paese, vedendo lo stato di abbandono della chiesetta dedicata alla Madonna della Strada, con alberi che l’avevano ormai avvolta e nascosta, una delle prime cose che ho fatto è stata quella di farmi prestare una motosega e andare a tagliare le piante che erano cresciute attorno ma anche all’interno dell’edificio.”

    Grazie al suo tenace impegno personale, la chiesa è stata recuperata e restituita al culto il giorno 8 settembre 1998. I lavori hanno inoltre riportato alla luce affreschi databili intorno alla metà del ‘500 probabilmente realizzati dagli stessi autori delle pitture presenti nel Palazzo Orsini.

    Grazie a Don Mirek il culto della Madonna della Strada ha conosciuto una nuova stagione di vitalità. A lui si deve la volontà di portare la processione dal paese fino al santuario e di rinnovare l’antica tradizione dell’affidamento della comunità alla Vergine, riproposta anche durante il difficile periodo che seguiva la pandemia da Covid-19.

    Erano queste le parole pronunciate dal parroco l’8 settembre 2023

    “O Madonna nostra,
    nel 25º Anniversario della restituzione al culto del Santuario Madonna della Strada, Tutti noi ci poniamo sotto la Tua guida nel cammino terreno e sino al cospetto di Dio Padre.
    Per quisto Ti affidiamo nuovamente la nostra Comunità di Stimigliano affinché, con l’amore di Madre, Tu possa nel tempo preservarla dai pericoli di questo mondo complesso e travagliato e guidarla, unita nella gioia della preghiera, verso la costruzione di un’esistenzadi verità, di amore e di pace.”

    Un simbolo della fede e della storia di Stimigliano

    La Chiesa della Madonna del Nocchieto non è soltanto un edificio religioso. È un luogo che custodisce oltre quattro secoli di storia, devozione e memoria popolare. Dalle antiche strade percorse dai pellegrini ai giorni della guerra, dai restauri che l’hanno salvata dall’abbandono fino alle celebrazioni che ancora oggi richiamano fedeli e cittadini.

    Questo piccolo santuario rappresenta uno dei simboli più autentici dell’identità religiosa di Stimigliano capace di riunire la spiritualità dell’intera popolazione dal centro del paese fino allo scalo.

    Un luogo in cui fede, tradizione e storia continuano a incontrarsi sotto lo sguardo della Madonna della Strada, protettrice del paese e dei suoi abitanti.

    Preghiera alla Madonna della Strada

    O dolce Maria,
    nostra Madre Celeste,
    sì, tu guida i nostri passi
    nella strada spesso erta e sassosa della vita.

    E quando questa giungerà al suo termine,
    sii per noi porta del Cielo
    e mostraci il frutto benedetto del Tuo seno,
    Gesù

    Inno alla Madonna della Strada

    Bella ed intatta Vergine,
    che dalla strada supplice
    invoca in questo luogo
    ogni alma pia.

    Il pellegrin per via,
    saluta sempre sua Celeste Madre.

    Salva la terra Tua, salva la terra Tua,
    da rie tempeste, da rie tempeste
    e da nemiche squadre. (BIS)

    MAARIA, MAARIA!

    Galleria

    Fonti

    • Censimento dei beni architettonici ecclesiastici (Sito Web)
    • Don Mirosław Paweł Szajda (Don Mirek)
    • Il Piccolo Santuario Madonna della strada, tra storia, devozione, culto e spiritualità, Comitato Madonna della Strada (Opuscolo – 8 settembre 2018)
    • Madonna della Strada, Costante Menichelli (Libro – giugno 2026)

  • Don Mirek e Stimigliano, una storia lunga 35 anni

    Don Mirek e Stimigliano, una storia lunga 35 anni

    Dopo 35 anni trascorsi a Stimigliano, Don Mirek lascia una comunità che ha guidato, ascoltato e accompagnato con dedizione, umanità e fede, diventando una delle figure più significative della storia recente del paese.

    Don Mirek e la sua comunità

    Ci sono persone che, con il passare degli anni, finiscono per diventare parte integrante della storia di una comunità. Per Stimigliano, una di queste persone è sicuramente Don Mirosław Paweł Szajda, per tutti semplicemente Don Mirek.

    Per trentacinque anni è stato pastore, educatore e punto di riferimento spirituale per generazioni di stimiglianesi. Un sacerdote che ha saputo accompagnare la vita del paese nei suoi momenti più importanti, condividendone gioie e dolori, speranze e difficoltà, sempre con discrezione, disponibilità e profondo senso del proprio ministero.

    Dalla Polonia orientale alla vocazione sacerdotale

    Mirosław Paweł Szajda nasce il 3 agosto 1960 a Paszenki, piccolo centro della Polonia orientale. Sono gli anni della Repubblica Popolare Polacca, quando il Paese vive sotto il regime comunista e la Chiesa cattolica rappresenta uno dei principali punti di riferimento spirituali e identitari per la popolazione.

    Cresce in una famiglia serena e profondamente cattolica, nella quale matura i valori e la fede che lo accompagneranno per tutta la vita. Frequenta il liceo scientifico nella lontana Garwolin, cittadina situata nei pressi di Varsavia, per poi proseguire gli studi presso l’Università Cattolica di Lublino, dove consegue la laurea in Filosofia a soli ventidue anni.

    Al termine degli studi universitari segue la vocazione maturata negli anni della giovinezza e il 28 maggio 1988 viene ordinato sacerdote.

    L’arrivo in Italia e l’inizio del legame con Stimigliano

    L’8 settembre 1990 arriva in Italia con l’intenzione di conseguire un dottorato in Pedagogia. L’Europa sta vivendo una fase storica di grandi cambiamenti: da poco è caduto il Muro di Berlino e la Polonia sta muovendo i primi passi verso una nuova stagione politica e sociale.

    Quello che doveva essere un periodo di studio diventa però l’inizio di una storia destinata a legarsi profondamente al nostro territorio. Il vescovo, monsignor Nicola Rotunno, ne intuisce subito le qualità umane e sacerdotali e lo nomina vice parroco di Stimigliano Scalo, allora affidato pastoralmente a quello di Forano.

    Nel 1991 viene nominato parroco della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Stimigliano e, nel 1995, assume anche la guida della parrocchia di San Giovanni Bosco a Stimigliano Scalo. Inizia così un ministero destinato a segnare profondamente la vita religiosa e sociale del paese, facendone la guida pastorale più longeva nella storia recente del territorio stimiglianese.

    Il sacerdote e l’uomo

    Nel corso degli anni la comunità ha imparato a conoscere e apprezzare non soltanto il sacerdote, ma anche l’uomo.

    Don Mirek è una persona colta, amante dello studio e della riflessione, capace di affrontare con serietà e competenza i temi della fede, della cultura e della vita quotidiana. Le doti umane, unite alla preparazione intellettuale, gli hanno permesso così di gestire i rapporti con persone di qualsiasi estrazione sociale.

    Sagace e dotato di una fine ironia, ha sempre saputo mantenere il giusto equilibrio tra la compostezza richiesta dal suo ruolo e la capacità di cogliere la battuta al momento opportuno. Non sono pochi coloro che ricordano una sua osservazione arguta, una risposta pronta o quella capacità tutta particolare di scherzare e punzecchiare con garbo, senza mai perdere il rispetto per l’interlocutore.

    La Madonna della Strada e il Santuario del Nocchieto

    Tra gli aspetti più significativi del suo ministero vi è certamente la profonda devozione mariana che lo accompagna fin dall’infanzia. Cresciuto nel culto della Madonna Nera di Częstochowa, simbolo religioso e nazionale della Polonia, Don Mirek trova nella devozione stimiglianese alla Madonna della Strada una naturale continuità del proprio cammino spirituale.

    Da questo legame nasce anche il suo impegno per il recupero della Chiesetta del Nocchieto, già definita da Don Mario Patrignani “Piccolo Santuario della Madonna della Strada”.

    Quando giunge a Stimigliano, nel 1990, la chiesetta versa in condizioni di grave degrado ed è quasi completamente sommersa dalla vegetazione. Grazie a un lungo e complesso lavoro di recupero e ristrutturazione, che vede lo stesso Don Mirek impegnarsi in prima persona, l’edificio viene restituito al culto nel 1998, tornando ad essere un luogo di preghiera e devozione particolarmente caro alla comunità.

    Lo stesso parroco ricorda ancora oggi con un sorriso i primi tempi di quell’impresa. Privo di mezzi e attrezzature adeguate, riuscì a farsi prestare una motosega e iniziò personalmente quella che può essere definita una vera e propria opera di disboscamento. Alberi, rovi e vegetazione spontanea avevano ormai invaso non soltanto l’area circostante, ma anche l’interno della chiesetta. Da quel lavoro iniziale, affrontato con determinazione e spirito di sacrificio, prese avvio un percorso che negli anni avrebbe portato al completo recupero del Piccolo Santuario della Madonna della Strada, restituito alla devozione dei fedeli appunto alla fine degli anni novanta.

    Durante il difficile periodo della pandemia da Covid-19, Don Mirek affida nuovamente la popolazione alla protezione della Madonna della Strada. Nel 2023, in occasione del venticinquesimo anniversario della riapertura del Santuario, rinnova il voto di affidamento e protezione del popolo stimiglianese alla Madonna, riprendendo idealmente quello pronunciato da Don Mario Patrignani nel 1943 durante la ritirata delle truppe tedesche.

    Trentacinque anni accanto alla comunità

    In questi tre decenni e mezzo Don Mirek ha attraversato la storia del paese insieme ai suoi abitanti.

    Ha incontrato almeno quattro generazioni di stimiglianesi, condividendone storie, dolori, avversità, speranze e aspirazioni. Ha celebrato battesimi, matrimoni e funerali, accompagnando famiglie intere nei passaggi più importanti della vita.

    La sua è stata una pastorale rispettosa delle posizioni di ciascuno, ma al tempo stesso salda nei principi fondamentali della fede cattolica. Una presenza costante, caratterizzata da disponibilità, equilibrio e attenzione alle persone.

    Il servizio alla diocesi

    Accanto all’attività parrocchiale, Don Mirek ha svolto anche importanti incarichi diocesani.

    Primo sacerdote straniero a ricoprire l’ufficio di Cancelliere della Curia, ha svolto questo delicato incarico per ben ventisette anni, collaborando nel tempo con tre vescovi: monsignor Salvatore Boccaccio, monsignor Lino Fumagalli e monsignor Ernesto Mandara.

    Un servizio che testimonia la fiducia e la stima maturate negli anni nei confronti delle sue capacità umane, organizzative e pastorali.

    Un nuovo capitolo

    Oggi, dopo trentacinque anni di ministero a Stimigliano, si apre una nuova pagina del suo cammino sacerdotale. Il suo trasferimento alla parrocchia di Santa Maria Assunta di Gavignano Sabino, previsto per l’inizio del mese di settembre, ha sorpreso molti fedeli e molti cittadini che lo hanno conosciuto e apprezzato nel corso degli anni.

    Tuttavia, più che un punto di arrivo, questo passaggio appare come una nuova tappa di un percorso vissuto sempre con spirito di servizio e affidamento alla Provvidenza.

    Stimigliano guarda a questo momento con il sentimento della gratitudine. Gratitudine per un sacerdote che per trentacinque anni ha condiviso la vita della comunità, lasciando un’impronta profonda nella memoria collettiva del paese e accompagnando con fede, umanità e sincera partecipazione intere generazioni di stimiglianesi.

  • Stimigmistica – 16

    Stimigmistica – 16

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    C'è chi lo chiamava per nome e chi... usava il pallone.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea. Lo sfondo grigio indica soluzioni legate a Stimigliano.

    ** la definizione 32 orizzontale riportata nello schema è sbagliata. Quella corretta è: 32. Innovazione Apprendimento Lavoro

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    Il personaggio misterioso – (vincitori: Serena Caponi)

  • Stimigmistica – 15

    Stimigmistica – 15

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    Lei si trovava spesso tra nuvole bianche... ma mai sulle nuvole.
    
    Indizio 2
    Nella vita si è trovata di fronte a un grande bivio.
    
    Indizio 3
    Il suo nome era anche il suo lavoro
    
    Indizio 4
    Conosceva i gusti di tutti i suoi clienti

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea. Lo sfondo grigio indica soluzioni legate a Stimigliano.

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    L’angolo nascosto – (vincitori: Emiliano Menichelli)

  • L’Officina degli Spiriti: Vladimiro Fioravanti, la genziana, lo cherry e altre delizie

    L’Officina degli Spiriti: Vladimiro Fioravanti, la genziana, lo cherry e altre delizie

    Storia, passione, genziana e tanto altro

    Vladimiro Fioravanti è un uomo che non passa inosservato: alto quasi due metri, capelli ormai bianchi e uno sguardo azzurro e profondo che racconta tanto. Un gigante, sì, ma di quelli buoni.

    Le rughe sul suo viso parlano di vita vissuta, mentre i suoi movimenti lenti non sono segno di stanchezza, bensì riflesso di una natura calma e gentile.

    In un mondo che corre sempre più veloce, Vladimiro sembra aver scelto un ritmo diverso, fatto di attesa e rispetto dei tempi naturali.

    La limpidezza del prodotto la ottieni con il riposo

    ama ripetere, riassumendo così la filosofia che guida il suo lavoro.

    Scendendo lungo il Corso, è facile trovarlo davanti al suo laboratorio, l’Officina degli Spiriti. È qui che, con pazienza e cura, lascia che le sue creazioni prendano forma: genziane, rataffia, l’amaro di Stimigliano e altre “pozioni” dal sapore unico.

    Basta fermarsi a fare due chiacchiere per scoprire una persona profondamente innamorata del proprio mestiere, sempre pronta a condividere un assaggio e una storia.

    E quando inizia a raccontare, il sorriso si illumina e le sue parole rivelano una passione sincera: per lui, ciò che produce è “un atto di amicizia profonda, un’espressione della terra, un’espressione magica della montagna”.

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    Una scoperta casuale che diventa legame indissolubile

    Eppure, il suo legame con la genziana nasce quasi per caso. Durante un’esperienza da ristoratore in Abruzzo entra in contatto con questo amaro tradizionale e, grazie a un cliente, ne scopre la ricetta che ancora oggi segue con rispetto:

    Cinque litri di Trebbiano abruzzese, 250 grammi di radice di genziana, un litro di alcol e zucchero

    poco zucchero, ci tiene a sottolineare.

    Negli anni il suo percorso lo porta prima a Contigliano, dove nasce il laboratorio “Fontecerro Nord” (un nome legato al territorio e ai suoi ricordi), poi a Rieti, dove prende forma l’Officina degli Spiriti, e infine a Stimigliano.

    È proprio qui che Vladimiro trova un legame ancora più profondo con la terra. Il paese lo accoglie e lui, in cambio, crea prodotti che ne raccontano l’anima, come l’amaro ottenuto dall’infusione delle foglie di ulivo.

    Tra le sue creazioni ricordiamo la Genziana “Lutea”, la “Rossa Superiore” (con Montepulciano e uva fragola), la “Inamarescit”, la “Unica” (con peperoncino e arancia), il rataffia di ciliegie, l’“AmaroDi” alle foglie di ulivo e lo Cherry.

    A queste si aggiungono anche le ultime creazioni nate da collaborazioni con altre realtà locali: il limoncello e l’arancello.

    L’intervista a Vladimiro Fioravanti

    Ascoltare Vladimiro è un’esperienza che affascina. Con la sua calma riesce a condurre chi ascolta in un viaggio che parte da lontano: racconta la storia della genziana, dalle sue origini antiche fino ai giorni nostri, passando per usi medicinali e tradizioni pastorali.

    Parla poi della nascita dell’Officina degli Spiriti, del suo incontro decisivo in Abruzzo e del valore del legame con la terra, visto non solo come luogo fisico ma come relazione profonda e autentica.

    Nelle tre parti dell’intervista scoprirete:

    • il racconto di come ha inizio la passione, la nascita dell’Officina degli spiriti e la storia della genziana, dagli usi medicinali a quelli legati alla conservazione del vino dei pastori fino ad arrivare ai nostri giorni.
    • il legame con la terra e quello con Stimigliano. La genziana e altri suoi prodotti.
    • Il procedimento che va dalla raccolta della radice fresca, per passare attraverso l’essiccazione e l’infusione fino ad arrivare nei nostri bicchieri.

    Un racconto da non perdere.

    Dove si trova

    L’Officina degli Spiriti si trova in Corso Umberto I s.n.c. a Stimigliano (RI).
    Per informazioni: Vladimiro Fioravanti, 377 242 3003
    https://www.facebook.com/officinadeglispiriti

    La genziana, dalla radice al bicchiere

    Stimigliano, la genziana e altri prodotti

    Storia della genziana e del laboratorio

  • Il fascino di Stimigliano conquista i cortometraggi del RIFS

    Il fascino di Stimigliano conquista i cortometraggi del RIFS

    (Tutte le foto nell’articolo appartengono a Rome International FIlm School – profilo Instgram RIFS_Rome)

    Nel cuore del borgo e tra le mura del Castello Orsini, Stimigliano diventa set per i cortometraggi del RIFS. Scorci suggestivi e atmosfere uniche fanno da sfondo alle nuove produzioni dei giovani cineasti.

    Stimigliano continua a raccontarsi attraverso il cinema e la televisione, confermandosi negli anni come una location capace di affascinare produzioni italiane e internazionali.

    Foto Instgram RIFS_Rome

    Come già ricordato in passato sul nostro blog, il borgo sabino ha saputo offrire scenari autentici e atmosfere uniche, diventando un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto.

    Già 26 anni fa, infatti, Stimigliano fu scelto come set per alcune scene della fiction RAI “Sciuscià”, una coinvolgente storia di guerra e amicizia interpretata da Massimo Ranieri. Le vie del paese e i suoi scorci più caratteristici contribuirono a ricreare l’intensità narrativa della serie, dimostrando come il territorio fosse perfetto per produzioni di alto livello. (clicca qui per leggere l’articolo)

    Più recentemente, nel 2020, il borgo ha attirato l’attenzione internazionale con le riprese di “Normal People”, acclamata serie prodotta dalla BBC. Anche in questo caso, Stimigliano ha saputo valorizzare il racconto grazie alla sua autenticità, entrando in un progetto apprezzato a livello globale. (clicca qui per leggere l’articolo)

    Foto Instgram RIFS_Rome

    Ma il legame con il mondo del cinema non si ferma qui. Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, Stimigliano è stato nuovamente protagonista grazie alle produzioni di cortometraggi realizzate dal RIFS – Rome International Film School.

    Il RIFS – Rome International FIlm School (https://www.romefilmschool.org/ )è una scuola di cinema europea che unisce metodo internazionale e formazione pratica, con l’obiettivo di preparare giovani professionisti del settore. I suoi studenti, guidati da docenti ed esperti del mondo cinematografico, realizzano progetti concreti durante il percorso.

    In questo contesto, Stimigliano si è trasformato ancora una volta in un luogo di creatività e produzione artistica. Le riprese dei cortometraggi del RIFS si sono svolte nel centro storico, nella chiesa SS. Cosma e Damiano e all’interno del suggestivo Castello Orsini, regalando agli studenti scenari ricchi di fascino e atmosfere uniche, capaci di esaltare ogni racconto visivo.

    Il ritorno del cinema a Stimigliano conferma il valore del territorio come location cinematografica di grande impatto. Tra storia, architettura e paesaggio, il borgo continua a ispirare registi e giovani cineasti, consolidando il suo ruolo in un percorso che unisce tradizione e innovazione.

    Una presenza costante sul grande e piccolo schermo che non solo valorizza il patrimonio locale, ma contribuisce anche a portare il nome di Stimigliano oltre i confini nazionali. E, guardando al futuro, non è difficile immaginare che nuove produzioni possano scegliere ancora questo angolo d’Italia come scenario per raccontare nuove storie.

    Galleria Fotografica

    Tutte le immagini appartengono al RIFS ROME (profilo instagram https://www.instagram.com/rifs_rome/)

  • Stimigmistica – 14

    Stimigmistica – 14

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    Lei si trovava spesso tra nuvole bianche... ma mai sulle nuvole.
    
    Indizio 2
    Nella vita si è trovata di fronte a un grande bivio.
    
    Indizio 3
    Il suo nome era anche il suo lavoro

    Il cruciverba

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    Soluzioni del numero precedente

    Il cruciverba – (vincitori: Gabriel Hrum)

  • Stimigmistica – 13

    Stimigmistica – 13

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    Lei si trovava spesso tra nuvole bianche... ma mai sulle nuvole.
    
    Indizio 2
    Nella vita si è trovata di fronte a un grande bivio.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea.

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    Il cruciverba – (vincitori: Gabriel Hrum)
    L’angolo nascosto – Serbatoio idrico di Stimigliano Scalo (vincitori: Emiliano Menichelli, Gabriel Hrum)

  • Attività storiche: il ristorante “Da Lina”

    Attività storiche: il ristorante “Da Lina”

    Da Lina” rappresenta oltre 120 anni di storia tra tradizione, famiglia e cucina sabina

    Le origini: la fraschetta

    Il ristorante “Da Lina” nasce nel 1905 grazie all’iniziativa delle sorelle Lancia, Adelaide e Rosa. (o almeno questo è quanto risulta dai documenti comunali; le origini infatti potrebbero anche essere antecedenti)

    Sorge in vocabolo Nocchieto, all’incrocio tra via Lambruschina, via Cavour, la strada che porta al paese di Stimigliano e via Colle che unisce il nostro paese con Forano.

    Il luogo, sede fino a non molti anni fa di un’importante fiera, al tempo era frequentato da pastori, allevatori e commercianti: una posizione ideale, dunque, per avviare un’attività di ristorazione.

    Inizia come “fraschetta”, un locale dedicato principalmente alla mescita del vino. Per i meno avvezzi al nettare ottenuto dalle viti, non fa però mancare acqua e bibite fresche. Non ci trovi piatti elaborati ma puoi comunque spaziare tra focacce e panini.

    Lina Zuccarini

    Dopo anni di attività, in età avanzata, le due sorelle decidono di lasciare la gestione e si trasferiscono lontane da Stimigliano, affidando però la casa dove si trovava la fraschetta a Lina, figlia di Adelaide.

    Nessuno può immaginare che in quel momento sta per essere scritta una delle pagine più importanti della storia di Stimigliano.

    Nasce la trattoria “Da Lina”

    Il marito di Lina, Costante, infatti la sprona continuamente:

    Dai Lina, apri una trattoria che ci facciamo i soldi

    Consapevole delle straordinarie capacità culinarie della moglie, tenta di incoraggiarla a trasformare la sua passione in un’attività vera e propria.

    Lina fin da bambina amava cucinare e, già da giovane, lavorava tra Forano (dove abitava) e Roma impiegata come cuoca presso una famiglia benestante.

    Alla fine, l’insistenza di Costante riesce a prevalere: Lina scioglie le riserve e insieme intraprendono questa avventura. Costante lascia il proprio lavoro per affiancarla, mentre Lina inizia a occuparsi della cucina, ma anche del rapporto con i clienti.

    Da Lina (anni ’80)

    Donna intelligente, sobria, dall’aspetto sempre curato: capelli ordinati, abiti in perfetto ordine. Ha una personalità equilibrata, un eloquio cortese e una straordinaria energia che le permettono di gestire con naturalezza sia la cucina che la sala.

    Sempre sorridente e attenta, ricorda i piatti preferiti dei suoi clienti ma ha a mente anche le loro storie, le loro intolleranze e persino i loro problemi. Cordiale con i suoi collaboratori oltre che con gli avventori, dispensa consigli e insegnamenti. Insomma, si dimostra una vera professionista.

    I clienti la scelgono proprio per l’atmosfera familiare che sa creare: Lina è, a tutti gli effetti, una maestra dell’accoglienza.
    Ed è per questo che, ancora oggi, anche dopo la sua scomparsa, rimane la figura centrale del ristorante.

    La trattoria

    Il locale è semplice ma accogliente: pavimento in mattoni rossi, soffitto a voltine e un camino acceso vicino all’ingresso. La sala, non molto grande, può comunque ospitare due file di tavoli. In un ambiente adiacente si trova il bar, teatro di partite a carte, soprattutto briscola e tressette.

    La cucina è quella di una volta, con un’anima profondamente contadina, amata da clienti ruspanti in cerca di sapori decisi.
    L’atmosfera è davvero familiare: durante i banchetti, non è raro che i clienti portino polli o abbacchi da cucinare. È un’epoca in cui il denaro ha un valore diverso, frutto di duro lavoro, e Lina viene volentieri incontro a queste esigenze.

    Ha senso deglie affari e sa valorizzare anche ciò che le viene dato: non manca di cucinare animali o pescetti ricevuti in dono, soprattutto in occasione della fiera.

    È un’Italia genuina, lontana dalle sofisticazioni alimentari dei giorni nostri. Non servono certificazioni: si portano in tavola prodotti “caserecci”, considerati sani, autentici, “di casa”.

    Mario e Lorella

    Intanto nel 1954 nasce a Forano Mario, destinato a diventare una figura chiave nella crescita dell’attività. Mandato “per errore” in collegio ad Anzio, si innamora dei ristoranti del posto e soprattutto del pesce fresco che servono. Sono forse i primi segnali di una vita che verrà.

    Mario e Lorella

    Dopo due anni lontano dalla famiglia, torna a Stimigliano e, terminata la scuola dell’obbligo, inizia così a lavorare in trattoria a soli dodici anni.

    I turni gli permettono anche di impegnarsi al bar Alemagna lungo l’autostrada, dove si arricchisce di esperienza entrando in contatto con clienti provenienti da tutta Italia.

    A Forano incontra Lorella, se ne innamora e la sposa nel 1977. Lei, già con qualche esperienza vissuta nella trattoria di Lina, entra in cucina e lavora accanto alla suocera, condividendo casa e lavoro, come spesso accadeva un tempo.

    Lina resta comunque la guida indiscussa:

    In cucina non si faceva nulla se non come diceva Lina

    Chiunque provasse a fare la pasta fresca (il suo cavallo di battaglia) in modo diverso veniva subito fermato con un secco:

    Lascia, faccio io

    Lo strumento per tagliare la pasta fresca tramandato nel tempo

    Ma Lorella impara molto dalla suocera: carisma, saggezza, capacità di gestire le risorse, eleganza nei modi.

    Perché Lina sa parlare con tutti, dall’avvocato al pastore, dal medico al camionista. Lorella assorbe questa lezione e impara a relazionarsi con chiunque, senza timore.

    Nel frattempo Mario, risolte le questioni ereditarie anche con la zia Rosa, diventa proprietario della trattoria, comprendendo che quella sarebbe stata la sua vita.

    Il menù

    Il menù rimane semplice e “casereccio”, ma spesso ricco di preparazioni lunghe e impegnative. Senza elettrodomestici, tutto il lavoro ricade sulla famiglia: i panni e le stoviglie vengono lavati a mano, la pasta fresca preparata al momento.

    Le uova raccolte da Mario e Costante diventano, tra le mani esperte di Lina, le celebri fettuccine, dal profumo e dalla consistenza oggi difficili da ritrovare.

    I ragù vengono preparati con pomodori passati e imbottigliati a settembre, nel pieno della maturazione, per garantire un sapore unico.

    I contadini locali sono i principali fornitori, così come gli allevatori per le carni: tutto è, di fatto, a km 0.
    Il vino proviene dal vigneto di famiglia e viene servito in bicchieri rustici, ben lontani dai calici moderni.

    Curioso anche il giorno di chiusura: il giovedì. Quel pomeriggio, infatti, negozi e botteghe del paese restano chiusi, rendendo il paese meno frequentato e dunque meno redditizio per la trattoria.

    Gli anni ’70 e ’80

    Negli anni ’70 e ’80 Mario, ormai alla guida del locale, avvia una serie di miglioramenti: ampliamento degli spazi, creazione dell’angolo bar per degustare distillati e perfino l’introduzione di un juke-box.

    Non mancano però le difficoltà: una grande frana di via Lambruschina, a poca distanza dal locale, crea problemi alla viabilità e riduce il flusso di clienti.

    Ma proprio da questa difficoltà nasce un’idea vincente per attirare avventori: su suggerimento di un amico, Mario introduce la pizzeria. Una scelta decisiva, che ancora oggi rappresenta un punto di forza.

    Nel 1989 Mario e Lorella compiono un passo importante: acquistano un casale vicino alla trattoria, accanto alla chiesa della Madonna della Strada. Ne intuiscono il potenziale: parcheggio, giardino per eventi, spazio per matrimoni.

    Il casale
    Le prime opere

    Non è facile gestire il lavoro e il restauro contemporaneamente, ma presto la prima sala è pronta, dominata da un grande camino, un tempo abbeveratoio per animali. La trattoria cambia casa e comincia a vestirsi da ristorante.

    Oggi, dopo i nuovi ritocchi si può considerare uno dei locali più belli di tutta la Sabina.

    Da Lina oggi

    L’età dell’oro

    Il trasferimento avviene nel 1991. La squadra in cucina resta la stessa: Lina e Lorella, affiancate da Franca e Rosalba, eredi dei segreti della pasta.

    Il nuovo spazio consente di ospitare grandi banchetti e l’attività cresce rapidamente.

    Ogni mese servivamo migliaia e migliaia di clienti, che in un anno diventavano decine di migliaia. Come riempire parecchi stadi di calcio…

    ricorda Mario.

    È l’inizio dell’età dell’oro del ristorante.

    Una difficile transizione e l’inizio della crisi

    Tutto va a gonfie vele tanto che si pensa al futuro e il compito di scriverlo sarà sicuramente di Adelaide e Andrea, i piccoli di casa Sansoni. I due intuiscono il grande impegno che li aspetta ma, superati velocemente i dubbi, accettano volentieri il loro destino.

    L’erede designato, in realtà, sembra essere Andrea: formazione alberghiera, esperienza militare come cuoco, torna a casa e dà subito sfoggio delle sue abilità non solo teniche. Spigliato, sorridente, carattere brillante amato da tutti i clienti.

    Ma un maledetto giorno del 2005, senza preavviso, l’amore per le due ruote lo porta via per sempre.
    Un colpo durissimo, un terremoto che devasta tutta la famiglia.

    E come spesso accade, le disavventure non arrivano mai da sole.
    La perdita di Andrea, la malattia di Mario, gli acciacchi di Lina e i cambiamenti nel mondo della ristorazione, che intaccano quelli che erano stati i capisaldi della cucina fino a quel momento, segnano l’inizio di un periodo difficile. Una vera crisi.

    Michele e Adelaide

    Michele e Adelaide si conoscono da una vita. Si sono incontrati, si sono completati a vicenda e in mezzo alle difficoltà hanno saputo prendere le redini del ristorante per farlo rialzare. E ci sono riusciti davvero bene.

    Lei, cresciuta con gli insegnamenti della vecchia scuola, si combina perfettamente con l’animo commerciale di lui, appreso in anni di attività in concessionaria.

    Sanno dare nuova linfa al ristorante, capendo e cavalcando i cambiamenti. Aggiornano il menù. Introducono nuove strategie e aprono ai social, senza però perdere l’identità originaria.

    Studio, dedizione, nuove linee in cucina che affiancano i piatti storici. L’attenzione per la carne, nazionale e internazionale fa del grande camino, quello restaurato da Mario, il protagonista assoluto, una vera firma d’autore.

    I sogni sono quelle cose che non devono mai mancare

    diceva nonna Lina.

    Oggi non c’è più. Ma il suo spirito vive ancora. La voglia di sognare non è mai scomparsa. È l’eredità più importante lasciata a Mario e Lorella, custodita oggi da Adelaide e Michele e destinata a proseguire con le nuove generazioni: Lucrezia, Matilde e il piccolo Andrea.

    Ecco perché il ristorante “Da Lina” è un sogno che dura da più di 120 anni.

    Per saperne di più

    • Da Lina 1905 – La nostra storia lunga 120 anni (libro)
    • Sito Web

    Contatti

    Ristorante “Da Lina”
    Voc. Nocchieto, 9, 02048 Stimigliano (RI)
    Tel. 0765-576502
    E-Mail: ristorantedalina1905@gmail.com

    Galleria

  • Stimigmistica – 12

    Stimigmistica – 12

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    Lei si trovava spesso tra nuvole bianche... ma mai sulle nuvole.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea.

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    Il cruciverba (vincitori: Ambra Salustri, Gabriel Hrum)
    Il personaggio misterioso – Giuliana “la Postina” (vincitori: Ambra Salustri, Gabriel Hrum)