Tag: Vita Parrocchiale

  • Don Mirek e Stimigliano, una storia lunga 35 anni

    Don Mirek e Stimigliano, una storia lunga 35 anni

    Dopo 35 anni trascorsi a Stimigliano, Don Mirek lascia una comunità che ha guidato, ascoltato e accompagnato con dedizione, umanità e fede, diventando una delle figure più significative della storia recente del paese.

    Don Mirek e la sua comunità

    Ci sono persone che, con il passare degli anni, finiscono per diventare parte integrante della storia di una comunità. Per Stimigliano, una di queste persone è sicuramente Don Mirosław Paweł Szajda, per tutti semplicemente Don Mirek.

    Per trentacinque anni è stato pastore, educatore e punto di riferimento spirituale per generazioni di stimiglianesi. Un sacerdote che ha saputo accompagnare la vita del paese nei suoi momenti più importanti, condividendone gioie e dolori, speranze e difficoltà, sempre con discrezione, disponibilità e profondo senso del proprio ministero.

    Dalla Polonia orientale alla vocazione sacerdotale

    Mirosław Paweł Szajda nasce il 3 agosto 1960 a Paszenki, piccolo centro della Polonia orientale. Sono gli anni della Repubblica Popolare Polacca, quando il Paese vive sotto il regime comunista e la Chiesa cattolica rappresenta uno dei principali punti di riferimento spirituali e identitari per la popolazione.

    Cresce in una famiglia serena e profondamente cattolica, nella quale matura i valori e la fede che lo accompagneranno per tutta la vita. Frequenta il liceo scientifico nella lontana Garwolin, cittadina situata nei pressi di Varsavia, per poi proseguire gli studi presso l’Università Cattolica di Lublino, dove consegue la laurea in Filosofia a soli ventidue anni.

    Al termine degli studi universitari segue la vocazione maturata negli anni della giovinezza e il 28 maggio 1988 viene ordinato sacerdote.

    L’arrivo in Italia e l’inizio del legame con Stimigliano

    L’8 settembre 1990 arriva in Italia con l’intenzione di conseguire un dottorato in Pedagogia. L’Europa sta vivendo una fase storica di grandi cambiamenti: da poco è caduto il Muro di Berlino e la Polonia sta muovendo i primi passi verso una nuova stagione politica e sociale.

    Quello che doveva essere un periodo di studio diventa però l’inizio di una storia destinata a legarsi profondamente al nostro territorio. Il vescovo, monsignor Nicola Rotunno, ne intuisce subito le qualità umane e sacerdotali e lo nomina vice parroco di Stimigliano Scalo, allora affidato pastoralmente a quello di Forano.

    Nel 1991 viene nominato parroco della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Stimigliano e, nel 1995, assume anche la guida della parrocchia di San Giovanni Bosco a Stimigliano Scalo. Inizia così un ministero destinato a segnare profondamente la vita religiosa e sociale del paese, facendone la guida pastorale più longeva nella storia recente del territorio stimiglianese.

    Il sacerdote e l’uomo

    Nel corso degli anni la comunità ha imparato a conoscere e apprezzare non soltanto il sacerdote, ma anche l’uomo.

    Don Mirek è una persona colta, amante dello studio e della riflessione, capace di affrontare con serietà e competenza i temi della fede, della cultura e della vita quotidiana. Le doti umane, unite alla preparazione intellettuale, gli hanno permesso così di gestire i rapporti con persone di qualsiasi estrazione sociale.

    Sagace e dotato di una fine ironia, ha sempre saputo mantenere il giusto equilibrio tra la compostezza richiesta dal suo ruolo e la capacità di cogliere la battuta al momento opportuno. Non sono pochi coloro che ricordano una sua osservazione arguta, una risposta pronta o quella capacità tutta particolare di scherzare e punzecchiare con garbo, senza mai perdere il rispetto per l’interlocutore.

    La Madonna della Strada e il Santuario del Nocchieto

    Tra gli aspetti più significativi del suo ministero vi è certamente la profonda devozione mariana che lo accompagna fin dall’infanzia. Cresciuto nel culto della Madonna Nera di Częstochowa, simbolo religioso e nazionale della Polonia, Don Mirek trova nella devozione stimiglianese alla Madonna della Strada una naturale continuità del proprio cammino spirituale.

    Da questo legame nasce anche il suo impegno per il recupero della Chiesetta del Nocchieto, già definita da Don Mario Patrignani “Piccolo Santuario della Madonna della Strada”.

    Quando giunge a Stimigliano, nel 1990, la chiesetta versa in condizioni di grave degrado ed è quasi completamente sommersa dalla vegetazione. Grazie a un lungo e complesso lavoro di recupero e ristrutturazione, che vede lo stesso Don Mirek impegnarsi in prima persona, l’edificio viene restituito al culto nel 1998, tornando ad essere un luogo di preghiera e devozione particolarmente caro alla comunità.

    Lo stesso parroco ricorda ancora oggi con un sorriso i primi tempi di quell’impresa. Privo di mezzi e attrezzature adeguate, riuscì a farsi prestare una motosega e iniziò personalmente quella che può essere definita una vera e propria opera di disboscamento. Alberi, rovi e vegetazione spontanea avevano ormai invaso non soltanto l’area circostante, ma anche l’interno della chiesetta. Da quel lavoro iniziale, affrontato con determinazione e spirito di sacrificio, prese avvio un percorso che negli anni avrebbe portato al completo recupero del Piccolo Santuario della Madonna della Strada, restituito alla devozione dei fedeli appunto alla fine degli anni novanta.

    Durante il difficile periodo della pandemia da Covid-19, Don Mirek affida nuovamente la popolazione alla protezione della Madonna della Strada. Nel 2023, in occasione del venticinquesimo anniversario della riapertura del Santuario, rinnova il voto di affidamento e protezione del popolo stimiglianese alla Madonna, riprendendo idealmente quello pronunciato da Don Mario Patrignani nel 1943 durante la ritirata delle truppe tedesche.

    Trentacinque anni accanto alla comunità

    In questi tre decenni e mezzo Don Mirek ha attraversato la storia del paese insieme ai suoi abitanti.

    Ha incontrato almeno quattro generazioni di stimiglianesi, condividendone storie, dolori, avversità, speranze e aspirazioni. Ha celebrato battesimi, matrimoni e funerali, accompagnando famiglie intere nei passaggi più importanti della vita.

    La sua è stata una pastorale rispettosa delle posizioni di ciascuno, ma al tempo stesso salda nei principi fondamentali della fede cattolica. Una presenza costante, caratterizzata da disponibilità, equilibrio e attenzione alle persone.

    Il servizio alla diocesi

    Accanto all’attività parrocchiale, Don Mirek ha svolto anche importanti incarichi diocesani.

    Primo sacerdote straniero a ricoprire l’ufficio di Cancelliere della Curia, ha svolto questo delicato incarico per ben ventisette anni, collaborando nel tempo con tre vescovi: monsignor Salvatore Boccaccio, monsignor Lino Fumagalli e monsignor Ernesto Mandara.

    Un servizio che testimonia la fiducia e la stima maturate negli anni nei confronti delle sue capacità umane, organizzative e pastorali.

    Un nuovo capitolo

    Oggi, dopo trentacinque anni di ministero a Stimigliano, si apre una nuova pagina del suo cammino sacerdotale. Il suo trasferimento alla parrocchia di Santa Maria Assunta di Gavignano Sabino, previsto per l’inizio del mese di settembre, ha sorpreso molti fedeli e molti cittadini che lo hanno conosciuto e apprezzato nel corso degli anni.

    Tuttavia, più che un punto di arrivo, questo passaggio appare come una nuova tappa di un percorso vissuto sempre con spirito di servizio e affidamento alla Provvidenza.

    Stimigliano guarda a questo momento con il sentimento della gratitudine. Gratitudine per un sacerdote che per trentacinque anni ha condiviso la vita della comunità, lasciando un’impronta profonda nella memoria collettiva del paese e accompagnando con fede, umanità e sincera partecipazione intere generazioni di stimiglianesi.