Tag: Memorie Fotografiche

  • Memorie fotografiche – Corpus Domini

    Memorie fotografiche – Corpus Domini

    a cura di Federico Brugnoletti

    La festa del Corpus Domini celebra la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, portata in processione per le vie del paese sotto un baldacchino, segno di rispetto e solennità verso il Santissimo ma che richiama anche l’onore riservato alle figure più importanti e crea uno spazio sacro che accompagna la processione tra le case.

    Un tempo, essendo più leggero delle pesanti macchine dei santi, veniva spesso sorretto dai notabili, i cosiddetti “signorotti”, a sottolinearne anche il valore sociale.

    Le vie si preparano con addobbi e segni di devozione. Tra questi, le infiorate erano un elemento centrale: in passato, nei giorni precedenti la festa, erano soprattutto le donne a raccogliere fiori per realizzare disegni lungo il percorso. Oggi i petali sono sempre più rari e spesso sostituiti da materiali più semplici come gessetti, farina, caffè o segatura.

    A Stimigliano la processione attraversava molte più vie, mentre oggi si concentra tra via Garibaldi, via Cavour e il centro storico dentro le mura.

    Le fotografie raccontano questa continuità: tre immagini degli anni ’60 e ’70 e due scatti del 6 giugno 2010, tra memoria e presente della stessa tradizione.

  • Memorie fotografiche – Il Vescovo e la grande partecipazione del paese

    Memorie fotografiche – Il Vescovo e la grande partecipazione del paese

    a cura di Federico Brugnoletti

    Il vescovo circondato da tante persone, bambini e bambine in abito da comunione.

    La foto testimonia un evento religioso con grande partecipazione del paese, segno di una celebrazione molto sentita dalla comunità in quegli anni.

    Data e occasione precise non sono note. Chi si riconosce o riconosce qualcuno nella foto?

    È festa in piazza alla presenza del Vescovo
  • Memorie fotografiche – L’oro nero a “sole” 96 lire al litro

    Memorie fotografiche – L’oro nero a “sole” 96 lire al litro

    a cura di Federico Brugnoletti

    Un distributore, 96 lire al litro e la corsa verso il futuro.
    Memorie fotografiche: uno scatto che racconta quanto (e come) è cambiato il peso della benzina nelle nostre vite.

    Quando la benzina costava meno di 100 lire al litro

    La benzina a 96 lire al litro

    Distributore fine anni ’50 / inizi anni ’60 (nell’attuale piazza dei Ceramisti – Stimigliano Scalo)

    Scatti di Gregorio Rossi

    Benzina e salari: Italia fine anni ’50 / inizia anni ’60 vs oggi

    Alla fine degli anni ’50 (inizi anni ’60), l’Italia si trova nel pieno del suo sviluppo economico. È un periodo di crescita e trasformazione, ma anche un’epoca in cui il rapporto tra reddito e costo della vita appare più equilibrato rispetto a oggi. Un esempio concreto? Il prezzo della benzina.

    Il costo della benzina

    Nei distributori AGIP dell’epoca, il prezzo della benzina si aggirava intorno alle 90–100 lire al litro. Un valore che oggi può sembrare irrisorio, ma che va letto alla luce dei salari dell’epoca.

    Un lavoratore medio guadagnava circa 50.000 lire che corrispondevano a circa 500/520 litri di benzina. Oggi, considerando un salario medio di 1500 euro, e con la benzina intorno ai 2 euro, se ne possono acquistare circa 700/750.

    Il vero confronto

    A prima vista, oggi la benzina sembra più accessibile. Ma il dato va interpretato correttamente.

    Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del ’60 la vita era caratterizzata da meno spese fisse, un costo più basso e una maggiore proporzione tra reddito e consumi.

    Oggi gli affitti, le bollette e i servizi incidono molto di più che nel passato. Se si aggiunge un’alta tassazione sui carburanti e una maggiore dipendenza dall’automobile ci si renderà immediatamente conto che il costo della benzina pesa molto di più sul bilancio familiare anche se a prima vista i numeri sembrano dire il contrario.

    Una riflessione finale

    Negli anni del boom economico, fare il pieno rappresentava un gesto legato al progresso e alla libertà. Oggi, superare i 2 euro al litro trasmette spesso una sensazione opposta: quella di un costo difficile da sostenere.

    Il confronto tra ieri e oggi non è solo economico, ma culturale.
    Ci ricorda che il vero benessere non dipende solo da quanto guadagniamo, ma da quanto il nostro reddito riesce davvero a coprire la vita quotidiana.

  • Memorie Fotografiche – Storie di uomini e di carte

    Memorie Fotografiche – Storie di uomini e di carte

    a cura di Federico Brugnoletti

    Scorci di vita paesana

    Un tavolo, un mazzo di carte e sfide infinite (2010)

    In questa fotografia sembra fermarsi il tempo di Stimigliano. Attorno a un tavolo quattro giocatori – Luigino, Bernardino (di spalle), Massimo e Stefano – sono immersi nella loro partita, probabilmente stanno giocando a quadrigliato, la versione del tressette in cui il compagno dipende dalle carte che si hanno. Carte che possono anche invogliare alla ‘sóla’, la sfida più temeraria: uno contro tutti.
    Intorno, come da tradizione, si forma il classico capannello di spettatori: Dario, per tutti “il Tedesco”, Maurizio, Luigi, Eraldo e Roberto ripresi di spalle e Stefano Ceccarelli. Poco più in là Emilio sembra il meno interesssto alla questione. È un’immagine che racconta molto più di una semplice partita: racconta una comunità.
    A Stimigliano il gioco delle carte è sempre stato un rito sociale. La bravura non portava soltanto qualche bella vincita, ma soprattutto rispetto e popolarità. Il clima appare rilassato, ma chi conosce queste sfide sa che non era raro vedere gli animi scaldarsi: non tanto per la posta in palio, quanto per l’orgoglio di vincere.
    Eppure tutto tornava presto alla normalità. Bastava l’immancabile aperitivo dopo la partita per sciogliere ogni tensione, tra una risata, un commento sulla mano appena giocata e la promessa – implicita – della prossima sfida. In fondo, più che una partita, era un modo di stare insieme

  • Memorie fotografiche – Febbraio innevato

    Memorie fotografiche – Febbraio innevato

    a cura di Federico Brugnoletti

    La nevicata del 2012

    Stimigliano innevato visto dalla “salita dell’Enneraru” (via Colle) – foto di Federico Brugnoletti

    In questi giorni di febbraio, in cui il clima è tutto sommato clemente e le temperature ricordano già l’arrivo della primavera, è difficile immaginare scenari ben diversi. Eppure la foto ci riporta indietro di 14 anni, a una copiosa nevicata che trasformò il paese in un incantevole paesaggio invernale. Lo scatto, realizzato dalla salita “dell’Enneraru” (via Colle), regala una vista rara e suggestiva della bellezza di Stimigliano completamente imbiancato. Un ricordo che ancora oggi sa emozionare.

  • Memorie fotografiche

    Memorie fotografiche

    Il patrimonio fotografico rappresenta un bene prezioso, una risorsa culturale e affettiva che appartiene all’intera comunità del paese. Una fotografia non è soltanto un’immagine: è memoria, testimonianza, identità.

    Racconta storie, conserva volti, fissa istanti di vita che contribuiscono a definire chi siamo stati, chi siamo oggi e chi saremo domani. Ogni scatto racchiude emozioni, tradizioni, personaggi e situazioni che costituiscono le radici della nostra storia collettiva.

    Custodire un patrimonio fotografico significa proteggere i ricordi, preservare la memoria condivisa e trasmettere alle future generazioni i valori, le esperienze e le trasformazioni che hanno plasmato la comunità. È un atto di responsabilità, ma anche di amore verso il passato e di fiducia nel futuro.

    Memorie fotografiche: volti, storie e ricordi di una comunità

    La rubrica Memorie Fotografiche nasce con l’obiettivo di preservare, omaggiare e rendere eterni quei valori che meritano di non essere dimenticati.

    Grazie alla collaborazione di Federico Brugnoletti, curatore della rubrica e profondo sostenitore dell’importanza della memoria visiva, e grazie alla sua attenta opera di ricerca, catalogazione e conservazione di scatti fotografici — propri o recuperati attraverso un paziente lavoro di indagine — possiamo offrire alla comunità un bene raro e prezioso: un patrimonio di immagini capace di unire passato, presente e futuro.

    Piazza Roma e il Soratte, una veduta che riempe il cuore

    A inaugurare la rubrica Memorie fotografiche è un’immagine che parla al cuore prima ancora che allo sguardo: Piazza Roma, il Palazzo Comunale e l’apertura verso l’orizzonte del Monte Soratte.

    Questa fotografia è più di un paesaggio. È una finestra sul tempo, un luogo dove la storia del paese incontra la grandezza della natura. La Valle del Tevere si distende ai piedi dello sguardo, mentre l’imponenza del Monte Soratte veglia silenziosa, custode di memorie antiche e di emozioni che attraversano le generazioni.

    Sceglierla come copertina significa affidare alla luce di uno scatto il compito di raccontare chi siamo: il legame profondo con la nostra terra, la bellezza che ci circonda, le radici che continuano a guidarci. Un’immagine che non si limita a mostrare un luogo, ma che lo rende eterno nella memoria di chi guarda.

    (clicca per ingrandire)

    Palazzo del comune e affaccio sul Soratte
    Palazzo comunale, affaccio sulla Valle Del Tevere e il monte Soratte sullo sfondo
    (autore e anno sconosciuti)