Tag: Gregorio Rossi

  • Cose d’altri tempi – lo sciopero degli operai della Sbordoni

    Cose d’altri tempi – lo sciopero degli operai della Sbordoni

    DOCUMENTO UFFICIALE DELLA PROCURA DI POGGIO MIRTETO

    “[…] Il giorno 31 marzo 1964 la ricorrente Società, comunicava, mediante un ordine di servizio (alleg. n.1), il nuovo orario di lavoro da attuarsi con decorrenza dall’indomani 1 aprile 1964.
    […] Senonchè il 1 Aprile 1964, dopo che il lavoro aveva avuto regolare inizio, alle ore 8.40 nasceva una agirazione che in breve, per l’opera sobillatrice di pochi elementi, assumeva aspetti violenti […]
    Veniva quindi proclamato uno sciopero parziale delle maestranze”

    Iniziava così il travagliato sciopero e la successiva occupazione della Fabbrica Sbordoni terminata dopo 12 giorni e il licenziamento di 6 operai.

    Fonti

  • Gregorio Rossi e l’alluvione del 1979: un documento per la storia

    Gregorio Rossi e l’alluvione del 1979: un documento per la storia

    Un video che è memoria viva

    Ci sono immagini che non sono solo ricordi, ma pezzi di storia viva.
    Questo video racconta uno dei momenti più drammatici mai vissuti da Stimigliano Scalo: l’alluvione del 1979. Un evento che ha segnato il paese, messo in pericolo vite umane e lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva.

    Girato durante e subito dopo il disastro dal fotografo Gregorio Rossi, questo filmato rappresenta un reperto storico importante, ritrovato, restaurato e montato per essere finalmente restituito alla comunità. Non è solo un documento visivo: è un atto di memoria, un ponte tra chi ha vissuto quei giorni e chi può oggi comprenderne l’impatto.

    Il Messaggero, 6 ottobre 1979
    Articolo sul nubifragio

    Il racconto di un giorno che ha cambiato il paese

    “La situazione è divenuta immediatamente drammatica.”
    Così scriveva Il Messaggero nell’edizione del 6 ottobre 1979, raccontando una delle pagine più difficili della storia di Stimigliano Scalo.

    Il giorno precedente, un violento nubifragio aveva colpito la provincia di Rieti e, in particolare, la nostra comunità, provocando un evento senza precedenti: un’alluvione che in poche ore sconvolse il paese, travolgendo strade, abitazioni, attività commerciali e mettendo in serio pericolo la vita di molti cittadini.

    Le piogge torrenziali trascinarono detriti e materiali che ostruirono un piccolo fosso coperto che attraversa il borgo. Da lì, la furia dell’acqua divenne inarrestabile: negozi, bar, cantine e case furono invasi, mentre automobili venivano trascinate e ammassate le une sulle altre con una forza impressionante, come mosse da una potenza fuori dal comune.

    Molti rischiarono la vita. Giovani rimasti intrappolati in un bar riuscirono a fuggire solo creando una via di uscita a colpi di stecche da biliardo. Altri si salvarono arrampicandosi sui lampioni dell’illuminazione pubblica o rifugiandosi sui tetti delle abitazioni.

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