a cura di Federico Brugnoletti
Scorci di vita paesana

Un tavolo, un mazzo di carte e sfide infinite (2010)
In questa fotografia sembra fermarsi il tempo di Stimigliano. Attorno a un tavolo quattro giocatori – Luigino, Bernardino (di spalle), Massimo e Stefano – sono immersi nella loro partita, probabilmente stanno giocando a quadrigliato, la versione del tressette in cui il compagno dipende dalle carte che si hanno. Carte che possono anche invogliare alla ‘sóla’, la sfida più temeraria: uno contro tutti.
Intorno, come da tradizione, si forma il classico capannello di spettatori: Dario, per tutti “il Tedesco”, Maurizio, Luigi, Eraldo e Roberto ripresi di spalle e Stefano Ceccarelli. Poco più in là Emilio sembra il meno interesssto alla questione. È un’immagine che racconta molto più di una semplice partita: racconta una comunità.
A Stimigliano il gioco delle carte è sempre stato un rito sociale. La bravura non portava soltanto qualche bella vincita, ma soprattutto rispetto e popolarità. Il clima appare rilassato, ma chi conosce queste sfide sa che non era raro vedere gli animi scaldarsi: non tanto per la posta in palio, quanto per l’orgoglio di vincere.
Eppure tutto tornava presto alla normalità. Bastava l’immancabile aperitivo dopo la partita per sciogliere ogni tensione, tra una risata, un commento sulla mano appena giocata e la promessa – implicita – della prossima sfida. In fondo, più che una partita, era un modo di stare insieme


