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  • San Bernardino a Stimigliano: fede e giovani nel 1980

    San Bernardino a Stimigliano: fede e giovani nel 1980

    Luci, canti ma anche silenzio raccolto: così Stimigliano ha accolto San Bernardino nel settembre del 1980. Il racconto tratto dal periodico “La Vetta” di una esperienza di fede e partecipazione che il paese non ha dimenticato.

    La “Peregrinatio” del corpo di San Bernardino da Siena

    Nel 1980, tra il 31 agosto e il 4 ottobre, in occasione del VI centenario della nascita di san Bernardino da Siena (1380–1980), è stato organizzato un grande pellegrinaggio con il corpo incorrotto del Santo, custodito a L’Aquila, che ha attraversato numerose regioni italiane (Toscana – Umbria – Lazio – Lucania – Abruzzo)

    La mappa degli spostamenti

    Il pellegrinaggio, di carattere religioso–apostolico. è stato curato dall’Ordine dei Frati Minori, custodi della Basilica di San Bernardino a L’Aquila.

    Dettaglio dell’itinerario (parte 1)
    Dettaglio dell’itinerario (parte 2)

    26 settembre, Stimigliano accoglie il Santo

    È stata una vera esplosione di fede popolare.
    Stimigliano, paese di circa 1.700 abitanti, ha vissuto una serata che è rimasta impressa nella memoria di tutti.

    Queste le parole di Padre Antonio D’Antonio nel suo racconto del viaggio delle spoglie di San Bernardino da Siena.

    È la sera del 26 settembre del 1980 e l’accoglienza degli Stimiglianesi è mozzafiato.

    Un paese interamente illuminato e pavesato in modo straordinario. Migliaia di bandierine colorate, frutto di mesi di lavoro di donne, giovani, ragazze e bambini, attraversano le strade appese ai balconi formando una vera e propria galleria.

    Uno spettacolo meraviglioso.

    Drappi rossi con la croce o con il monogramma bernardiniano alle finestre, file di lampadine accese, vasi di fiori di ogni tipo lungo la strada, festoni e bengala che, a tratti, illuminano a giorno la bella e spaziosa via d’accesso al paese.

    Anche piazza Vittorio Emanuele è un tripudio di colori. Il lampione centrale è il fulcro dal quale si dipanano sette file di bandierine pluricolori, scendendo fino a legarsi agli alberi della piazza.

    Un richiamo evidente ai sette Sacramenti e ai doni dello Spirito Santo.

    Ad accogliere l’Urna con le Spoglie mortali di San Bernardino ci sono le autorità religiose, quelle civili e la Confraternita di San Bernardino. Con loro anche la banda che intona una marcetta melodica, sommessa, perfettamente in sintonia con i sentimenti di profonda commozione del popolo: un silenzio intenso, partecipe, quasi stupefatto.

    Fin dai primi momenti è apparso chiaro che il vero fulcro dell’organizzazione sono stati i giovani, animati da un entusiasmo raro e da una fede quasi “fanatica”. Ovunque si vedevano giovani, solo giovani: erano loro a dirigere e coordinare ogni fase della degna accoglienza riservata a San Bernardino.
    Che bellezza! Che serata dolce, incantevole, indimenticabile.

    Proprio nella piazza si è radunata una folla di circa 5000 persone. Insieme agli stimiglianesi ci sono moltissimi fedeli provenienti dai paesi vicini giunti anche loro per onorare San Bernardino.

    L’Urna è alla base del sagrato mentre i gradini superiori vedono allestito un altare. Ben diciannove sacerdoti si riuniscono attorno al vescovo di Sabina e Poggio Mirteto, monsignor Marco Caliaro, scalabriniano, per concelebrare la messa. Non prima però di aver ascoltato le parole del parroco don Attilio Attili, di padre Tommaso Maggi e del sindaco dott. Costante Menichelli.

    Il sagrato con il Santo e l’altare

    Terminata la Santa Messa, ha inizio la processione per le vie del paese, i fedeli seguono con fede il Santo, portato in spalla dai membri della confraternita fino a tornare di nuovo in chiesa. È già tempo del Santo Rito di mezzanotte celebrato da Don Attilio.

    Il Santo portato a spalla dalla confraternita

    Anche in questa occasione i protagonisti sono stati i giovani

    nota ancora don Antonio D’Antonio

    hanno cantato, proclamato le letture e si sono accostati numerosi ai Sacramenti. Durante la preghiera dei fedeli, un giovane ha preso la parola ed ha invitato l’assemblea a invocare San Bernardino affinché concedesse forza e rassegnazione a una famiglia aquilana colpita da una tragedia immane: il padre ucciso dal figlio, ora in carcere.
    Lo stesso giovane ha invitato i suoi coetanei a stringersi per mano attorno all’Urna e a recitare insieme il Padre Nostro per quella famiglia provata.

    Un momento di commozione profonda e sincera.

    La Messa di mezzanotte si è conclusa molto tardi, ma nonostante l’ora, un centinaio di giovani — ragazzi e ragazze — insieme ad altri fedeli, sono rimasti in chiesa per la veglia notturna, fino al mattino, leggendo, pregando e cantando.

    La festa dei fedeli continua

    Durante la mattinata del 27 settembre sono state celebrate da Padre Giustino D’Orsogna e Padre Antonio D’Antonio altre Sante Messe che hanno dato loro modo di parlare di San Bernardino e delle sue opere.

    Fedeli in processione

    È invece il vescovo monsignor Caliaro a concelebrare con altri quattro sacerdoti, tra cui padre Maggi, prima di scoprire la lapide commemorativa nella cappella di San Bernardino, lapide che riporta la seguente iscrizione:

    A ricordo
    della benefica permanenza
    in questa chiesa
    26–27 settembre 1980
    delle Spoglie mortali
    di SAN BERNARDINO DA SIENA
    durante la “Peregrinatio”
    nel VI Centenario
    di sua nascita

    Il popolo di Stimigliano
    Q.M.P.

    Alle ore 12.00 una breve processione si conclude con uno spettacolo pirtoecnico arricchito da una “pioggia” di volantini variopinti con la scritta “W S. Bernardino”, ricaduti festosamente sulla folla.

    Rimane solo il tempo per gli ultimi lunghi applausi, le ultime lacrime di commozione perché il Santo non può fermarsi, altri fedeli lo aspettano, deve ripartire alla volta di Trevignano.

    Un ricordo che non si cancella

    La tappa di San Bernardino a Stimigliano è stata resa possibile da una partecipazione corale e sincera. L’intero paese si è prodigato per abbellire strade, piazze e case, lavorando per mesi con dedizione e spirito comunitario, affinché l’accoglienza fosse degna del Santo e del significato profondo della sua visita.

    Giovani e famiglie, tutti hanno contribuito, ciascuno a modo proprio, trasformando Stimigliano in un luogo di festa, di preghiera e di testimonianza viva di fede.

    A distanza di tanti anni, quell’impegno condiviso e quelle emozioni restano impressi nella memoria collettiva. Il passaggio di San Bernardino non è stato solo un evento religioso, ma un momento capace di unire il paese intero. Un ricordo davvero indelebile, che ancora oggi parla al cuore di chi lo ha vissuto e di chi lo ascolta raccontare.


    Preghiera di Papa Giovanni Paolo II a San Bernardino

    O Dio, che in San Bernardino
    ci hai dato un modello di predicatore della tua Parola,
    concedi che in tutte le contrade
    dove egli ritorna con la sua presenza
    rinasca la vita cristiana,
    siano placate le violenze
    e venga accolto il “Vangelo della pace”.

    Te lo chiediamo nel nome santissimo di Gesù,
    Redentore dell’uomo.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

    L’Aquila – Basilica di San Bernardino, 30 agosto 1980 (La Vetta)

    Fonti

    • LA VETTA: Periodico trimestrale del T.O.F. – L’Aquila – aprile/giugno 1981 – N.2/unico
    • www.bernalda.net
  • Tra chiese e fede, il nuovo libro di Mario Grizi

    Tra chiese e fede, il nuovo libro di Mario Grizi

    Stimigliano rende omaggio a uno dei suoi autori più rappresentativi: Mario Grizi. Poeta, scrittore e musicista originario di Stimigliano, Mario ha presentato il suo ultimo libro il 1° febbraio, in occasione del pranzo organizzato dal Comitato di San Giovanni Bosco a Stimigliano Scalo.

    Un evento che ha unito cultura, tradizione e comunità, trasformando un momento conviviale in un’occasione di riflessione e valorizzazione del patrimonio letterario e spirituale del territorio.

    Un autore profondamente legato alla sua terra

    Mario Grizi è da anni una figura centrale nella scena culturale locale. Nel corso della sua carriera ha pubblicato opere che, con semplicità e schiettezza, raccontano la Sabina, la memoria collettiva e l’animo umano, tra cui:

    • L’attrezzi, la traja, l’omini crudi de Stimigliano (1998)
    • Lacrime in Sabina (2004)
    • Palladio (2014)
    • Il Giudizio (di Dio) (2015)

    Libri che hanno contribuito a preservare storie, dialetti, emozioni e identità di un territorio ricco di tradizioni.

    Un viaggio nato da un ritrovamento fortuito

    Questa nuova opera rappresenta l’ultima fatica dell’autore ed è stata ispirata da un ritrovamento fortuito avvenuto molti anni fa: un manoscritto antico nel quale venivano descritte le chiese della Sabina.

    Da questo documento è nato uno spunto narrativo e spirituale che ha portato Grizi a immaginare un cammino di fede, un percorso interiore e simbolico alla ricerca di Dio.

    Un cammino spirituale tra le chiese sabine

    Nel libro, il poeta intraprende un cammino faticoso e profondo, passando di chiesa in chiesa nella speranza di poter incontrare il Padre Celeste. Un viaggio che non è solo geografico, ma anche interiore, fatto di dubbi, domande, silenzi e speranza.

    Solo alla fine di questo lungo percorso, il protagonista scoprirà una verità nascosta, capace di dare un nuovo senso alla ricerca e al cammino compiuto.

    Un libro impreziosito da arte, prefazione e immagini

    Il volume è impreziosito dalla copertina realizzata da Luisella Dragonetti, dalla prefazione di Rita Cantarini e da numerose fotografie delle chiese citate nel testo, che accompagnano il lettore in un vero e proprio percorso visivo e spirituale attraverso i luoghi sacri della Sabina.

    Per approfondire, è possibile leggere la biografia di Mario Grizi e la sua intervista realizzata da Il Viaggio di Enea – Stimigliano, per conoscere più da vicino l’uomo, l’artista e il suo percorso creativo.

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