Mese: Luglio 2026

  • Stimigmistica – 16

    Stimigmistica – 16

    La rubrica di enigmistica dedicata a Stimigliano.

    L’angolo nascosto

    Come si gioca: va individuato il soggetto della foto. Ogni uscita scoprirà nuovi particolari.

    Il personaggio misterioso

    Come si gioca: a ogni uscita un nuovo indizio, chi saprà sfruttarli per scoprire chi è il Personaggio Misterioso?

    Indizio 1
    C'è chi lo chiamava per nome e chi... usava il pallone.

    Il cruciverba

    Come si gioca: il cruciverba è compilabile on-line. Cliccando su una casella si evidenzieranno in rosso le definizioni (orizzontale e verticale). Clicca una sola volta per inserire la soluzione orizzontale, due volte per quella verticale. Se vuoi puoi salvare il cruciverba compilato e inviarlo a Enea. Lo sfondo grigio indica soluzioni legate a Stimigliano.

    ** la definizione 32 orizzontale riportata nello schema è sbagliata. Quella corretta è: 32. Innovazione Apprendimento Lavoro

    Cruci-verve


    Soluzioni del numero precedente

    Il personaggio misterioso – (vincitori: Serena Caponi)

  • Tra cucito, rosario e cioccolato: le adunanze delle suore a Stimigliano

    Tra cucito, rosario e cioccolato: le adunanze delle suore a Stimigliano

    Tra cucito, preghiera e momenti di condivisione, le adunanze delle suore hanno accompagnato intere generazioni di ragazze di Stimigliano, offrendo formazione, socialità e concrete opportunità di lavoro nel difficile dopoguerra.

    Le adunanze delle suore: quando cucito e maglieria diventavano una scuola di vita

    Per molte ragazze di Stimigliano, tra il dopoguerra e la fine degli anni Cinquanta, le adunanze organizzate dalle suore non erano semplici incontri domenicali. Erano momenti di formazione, di aggregazione e, soprattutto, un’opportunità concreta per imparare un mestiere in un periodo storico segnato dalla povertà e dalla necessità di ricostruire il proprio futuro.

    Dalle riunioni delle comunità ai laboratori di formazione

    Le adunanze, ossia le riunioni periodiche delle superiore e delle comunità religiose, favorirono la nascita di laboratori di ricamo, cucito e maglieria. Se nell’Ottocento queste attività erano finalizzate principalmente alla preparazione del corredo nuziale, nel secondo dopoguerra assunsero una funzione molto diversa: diventare veri e propri percorsi di avviamento professionale.

    In quegli anni il settore tessile rivestiva un’importanza fondamentale. La richiesta di capi confezionati, riparazioni e lavori di sartoria era elevata e rappresentava una delle poche possibilità di reddito per molte famiglie.

    Nei laboratori gestiti dalle suore le giovani donne non imparavano soltanto le tecniche di cucito e ricamo, ma anche la rapidità e la precisione richieste dal lavoro su commissione e dalle prime forme di produzione organizzata.

    L’obiettivo era chiaro: offrire alle ragazze gli strumenti per raggiungere una propria indipendenza economica in un’epoca in cui il lavoro manuale specializzato rappresentava spesso l’unica alternativa alla miseria lasciata dalla guerra.

    Attraverso la rete costruita dalle adunanze, le religiose riuscivano inoltre a garantire opportunità concrete: qualifiche riconosciute, collaborazioni con enti e committenti esterni e la possibilità di lavorare sia in proprio sia come dipendenti presso aziende del settore.

    Le adunanze a Stimigliano

    Anche a Stimigliano, tra il 1944-45 e il 1968, anno in cui le suore lasciarono il paese, l’asilo gestito dalle religiose ospitava regolarmente queste attività.

    Gli incontri si svolgevano la domenica pomeriggio, intorno alle ore 15. Le partecipanti venivano suddivise per fasce d’età: Piccole, Beniamine, Aspiranti e Madri Cristiane. Alle 18 era prevista l’adorazione eucaristica, alla quale la partecipazione era obbligatoria, anche se, come ricordano oggi alcune delle protagoniste con un sorriso, “c’era sempre qualcuna che riusciva a sfuggire”.

    A guidare i laboratori erano Suor Antonietta e Suor Faustina, la superiora, mentre Suor Flaminia si occupava della cucina. Suor Antonietta era ricordata per il suo carattere severo: pretendeva attenzione e impegno e non tollerava distrazioni, utilizzando metodi che le ex allieve definiscono oggi, con ironia, “molto convincenti”.

    Le ragazze più grandi partecipavano anche alla preparazione degli abiti e degli addobbi utilizzati durante la festa del Corpus Domini, contribuendo attivamente alla vita religiosa del paese.

    Tra lavoro e preghiera

    Durante le attività manuali non mancava mai il momento della preghiera. Si recitava il rosario mentre si lavorava, ma con le mani occupate da ago e filo era impossibile utilizzare la corona. Così le preghiere venivano contate a voce: “prima Ave Maria, seconda Ave Maria” e così via, fino alla conclusione del rosario.

    Per molte bambine, soprattutto le più piccole, partecipare alle adunanze non era sempre un piacere. Eppure, a distanza di anni, molte di loro ricordano quelle lezioni con gratitudine, riconoscendo il valore degli insegnamenti ricevuti e l’utilità pratica che hanno avuto nella vita quotidiana.

    Un punto di riferimento per l’intera comunità

    Le adunanze non rappresentavano soltanto una forma di formazione professionale. Erano anche un importante servizio sociale per il paese. Mentre le bambine e le ragazze trascorrevano il pomeriggio con le suore, i ragazzi si riunivano presso Don Mario, che aveva allestito un locale parrocchiale con un biliardino e altri giochi. In questo modo i genitori potevano lavorare nei campi con maggiore serenità, sapendo che i figli erano in un ambiente sicuro.

    Attorno alle suore ruotava inoltre una parte significativa della vita comunitaria: si organizzavano balli, feste di Carnevale, processioni dedicate alla Madonna con le Figlie di Maria in testa al corteo e numerose occasioni di incontro.

    Non mancavano neppure i momenti più semplici e gioiosi, come quando le religiose preparavano per i bambini e le ragazze lo “squaglio di cioccolato”, un cioccolato fuso che ancora oggi sopravvive nei ricordi di chi lo assaggiò.

    Un’eredità che va oltre il mestiere

    Nel 1958 suor Faustina lasciò Stimigliano ma altre suore si avvicendarono, anche di ordini diversi, continuando l’opera già iniziata e contribuendo anche all’insegnamento del catechismo. Ricordiamo le superiore suor Immacolata e suor Angela.

    Poi, nel 1968, fu istituita la scuola Materna statale e i cosiddetti asili religiosi furono superati anche perchè il Comune, da quel momento, smise di partecipare alle spese per il sostentamento delle case locali.

    A distanza di decenni, le adunanze delle suore restano una pagina importante della storia di Stimigliano. Non furono soltanto corsi di cucito o maglieria, ma luoghi in cui intere generazioni appresero disciplina, responsabilità, spirito di comunità e competenze che avrebbero accompagnato molte donne nel lavoro e nella vita.

    In un’Italia che cercava di rialzarsi dalle ferite della guerra, quelle domeniche trascorse tra ago, filo, preghiere e amicizie contribuirono a costruire, silenziosamente, una concreta occasione di riscatto sociale e di autonomia per tante ragazze del paese.

  • Stimigliano dedica una targa commemorativa al poeta Cosimo Renzetti.

    Stimigliano dedica una targa commemorativa al poeta Cosimo Renzetti.

    Tra ricordi, poesie e affetto, la comunità ha celebrato l’eredità culturale di uno dei suoi figli più illustri.

    Cosimo Renzetti, un angolo della poesia per custodirne il ricordo

    Si è svolta domenica 5 luglio 2026 la semplice ma intensa cerimonia di scopertura della targa commemorativa dedicata a Cosimo Renzetti, poeta stimiglianese che con la sua opera e la sua sensibilità ha lasciato un segno profondo nella memoria culturale del paese.

    L’iniziativa, promossa dall’Associazione Casa Sabina della Poesia e dall’Amministrazione Comunale, ha visto la partecipazione di cittadini, familiari e amici che hanno voluto rendere omaggio a una figura tanto schiva quanto apprezzata dalla comunità.

    A ricordare Cosimo sono stati la professoressa Rita Cantarini, in rappresentanza della Casa Sabina della Poesia, e Mario Grizi, principale promotore dell’iniziativa. Entrambi hanno sottolineato le qualità umane e artistiche del poeta: una persona semplice e riservata che, grazie alla passione per i grandi autori della letteratura italiana come Dante Alighieri e Ludovico Ariosto, riuscì da autodidatta a dare vita a poesie, racconti e sonetti di notevole valore.

    Con grande partecipazione emotiva, la professoressa Cantarini ha letto una poesia dedicata a Stimigliano, accompagnando la lettura con parole di affetto e ammirazione. Mario Grizi ha invece ricordato gli anni trascorsi accanto a Cosimo e ad altri artisti stimiglianesi, spiegando come l’incontro con le loro storie, la loro cultura e la loro umanità abbia rappresentato una fonte di ispirazione fondamentale per il suo percorso di scrittore.

    Anche il sindaco Franco Gilardi ha voluto ricordare Cosimo Renzetti, evidenziando come, pur mantenendo sempre un profilo discreto e lontano dai riflettori, sia riuscito a realizzare opere e a lasciare testimonianze culturali di grande valore.

    Diversi interventi hanno inoltre richiamato il ricordo di Cosimo non soltanto come poeta, ma anche come esperto contadino, particolarmente noto per la sua abilità negli innesti e per la profonda conoscenza del mondo agricolo e della natura.

    Momento particolarmente significativo è stata la scopertura della targa commemorativa affissa da Bernardino Grizi, storico amico insieme al padre Omero di Cosimo, che raffigura il poeta tra gli ulivi con accanto la sua amata copia della Divina Commedia. A svelarla sono stati il sindaco insieme ai nipoti Claudio, Paola e Federico, tra la commozione dei presenti.

    Quello che oggi è già stato ribattezzato da Mario come “l’angolo della poesia” (all’inizio di Corso Umberto I, subito dopo aver superato l’Arco) diventa così un luogo di memoria e di ispirazione: uno spazio dedicato al ricordo di un uomo che ha saputo raccontare la propria terra attraverso la parola e che continuerà a parlare alle future generazioni attraverso le sue opere e il suo esempio.

    Un personale e sincero ringraziamento va all’associazione Casa Sabina della Poesia e all’Amministrazione Comunale che hanno contribuito a questo prezioso gesto di memoria, cultura e amore per nostro zio Cosimo.

  • Costante Menichelli presenta ‘Madonna della Strada’, viaggio nella storia del santuario del Nocchieto

    Costante Menichelli presenta ‘Madonna della Strada’, viaggio nella storia del santuario del Nocchieto

    Il nuovo libro dello storico autore stimiglianese dedicato al santuario del Nocchieto e a Don Raffaele Palombi

    Stimigliano vanta da sempre una ricca tradizione culturale e letteraria, e tra i suoi protagonisti più autorevoli spicca senza dubbio Costante Menichelli, nato a Stimigliano l’11 marzo 1934. Uomo di scuola, amministratore pubblico e instancabile autore, Costante ha legato gran parte della propria vita al paese, che ha guidato come sindaco dal 1970 al 2004, lasciando un segno profondo nella storia amministrativa e sociale della comunità.

    Costante Menichelli

    Nel corso della sua lunga carriera è stato anche presidente del Comitato di Gestione della ASL Rieti 2, capogruppo dei Democratici di Sinistra al Consiglio Provinciale di Rieti, presidente della Commissione Sanità, presidente dell’Unione dei Comuni della Valle del Tevere, presidente dell’Acquedotto Consorziale Ombrica, oltre che revisore dei conti, presidente del consiglio di scuola media e docente di lettere negli istituti superiori.

    Parallelamente all’impegno istituzionale, Menichelli ha coltivato una intensa attività letteraria. Tra le sue opere ricordiamo Storie di ieri e di oggi (1992), Intervista a Lucio Sergio Catilina (1993), Itaca. Poesie (1997), I piatti di Franz. Poesie (2001), I tempi della memoria (2004), Il libro più bello. Poesie (2011), Agorà (2012), Quarto grado di giudizio (2017), Lettere a Timoteo (2017), Lettere ad un anziano (2018), I piatti del caporale Franz (2019) e Varie ed eventuali. Racconti (2023).

    A questa lunga bibliografia si aggiunge oggi “Madonna della Strada”, pubblicato nel giugno 2026, un libro che l’autore definisce “l’unico giusto riconoscimento che si deve a Don Raffaele Palombi”, auspicando che alla figura dello storico parroco possa essere dedicata una via o una piazza del paese.

    La storia di un santuario e dei suoi protagonisti

    Il volume ripercorre la vicenda della chiesa della Madonna della Strada, piccolo santuario rurale del Nocchieto risalente al 1588 che rappresenta una parte importante della storia religiosa e civile di Stimigliano.

    Menichelli racconta il ruolo fondamentale di Don Raffaele Palombi, che scelse e recuperò la chiesetta quando era occupata da pastori e animali, promuovendo la bonifica dell’area circostante e componendo la preghiera dedicata alla Madonna della Strada, che l’autore considera una vera e propria poesia.

    Il racconto arriva poi ai tempi più recenti, ricordando gli interventi dei parroci Don Attilio Attili e soprattutto Don Mirek, profondamente devoto alla Madonna della Strada. A lui si deve una vasta opera di recupero e ristrutturazione dell’edificio: dalla liberazione dell’area da alberi e vegetazione fino ai lavori che hanno restituito decoro e funzionalità al santuario. Sempre Don Mirek ha avuto il merito di riportare la processione dedicata alla Madonna proprio presso la chiesetta del Nocchieto.

    Don Raffaele Palombi, una figura da riscoprire

    La seconda parte del libro si concentra sulla figura di Don Raffaele Palombi, parroco giunto a Stimigliano nel 1891. Vengono ripercorsi alcuni episodi significativi della sua attività pastorale e pubblica, tra cui la nota controversia con il Comune di Forano e con la nascente comunità valdese.

    Emergono inoltre le qualità di polemista, studioso e scrittore che caratterizzarono il sacerdote. Non a caso, quasi metà del volume è dedicata alla riproduzione delle sue scritture autografe e della sua produzione letteraria, storica e poetica, permettendo al lettore di avvicinarsi direttamente al pensiero e alla sensibilità di una figura che ha lasciato un’impronta profonda nella storia locale.

    Un libro da non perdere

    Madonna della Strada è molto più di una semplice pubblicazione storica. È un viaggio nella memoria collettiva di Stimigliano, nella storia di un santuario documentato fin dal 1588 e nelle vicende di uomini che, in epoche diverse, hanno contribuito a conservarlo e valorizzarlo.

    Attraverso le pagine di Menichelli si riscoprono non solo le origini e l’evoluzione della chiesetta della Madonna della Strada, ma anche l’opera di Don Raffaele Palombi, una figura centrale per la vita religiosa e culturale del paese, alla quale l’autore intende rendere il meritato omaggio.

    Il libro è autoprodotto e chi desidera riceverne una copia può rivolgersi direttamente a Costante Menichelli.

    Un’opera preziosa per chi ama Stimigliano, la sua storia e le persone che hanno contribuito a costruirne l’identità.

  • Stimigliano rende omaggio al poeta Cosimo Renzetti

    Stimigliano rende omaggio al poeta Cosimo Renzetti

    Domenica, 5 luglio 2026 alle.ore 9.30

    Un significativo momento di valorizzazione della memoria e della cultura locale si terrà domani mattina, domenica 5 luglio, alle ore 9.30, quando verrà affissa una fotografia commemorativa del poeta stimiglianese Cosimo Renzetti (scopri di più sul poeta contadino cliccando qui).

    L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione Comunale di Stimigliano e dall’Associazione Casa Sabina della Poesia, che hanno voluto rendere omaggio a una figura di grande rilievo per la storia culturale del paese.

    La fotografia sarà collocata all’interno delle mura del centro storico, in corso Umberto I. Attraverso questo gesto, il paese intende mantenere viva la memoria di Cosimo Renzetti, testimone e interprete della tradizione poetica locale, lasciando un segno tangibile del suo contributo culturale alle generazioni presenti e future.

    L’evento rappresenta un’occasione per cittadini, appassionati di poesia e visitatori di ritrovarsi insieme nel ricordo di un poeta che ha contribuito a valorizzare l’identità e il patrimonio culturale di Stimigliano.

    L’Amministrazione Comunale e l’Associazione Casa Sabina della Poesia invitano tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento dedicato a uno dei figli più illustri della comunità stimiglianese.